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NO RIGASSIFICATORE - SULLA COMMISSIONE DI INDAGINE SULLA ZONA INDUSTRIALE DI PRIOLO BOTTA E RISPOSTA TRA I FAUTORI DEL SI E DEL NO
Rigassificatore, Pdl-Sicilia: «Inutile una commissione d'indagine»

Bufardeci: «È l'ultima possibilità per rilanciare la zona industriale»

Siracusa Il Pdl-Sicilia non avallerà la richiesta di istituire una commissione parlamentare straordinaria che indaghi sul rischio industriale nell'area tra Priolo, Melilli e Augusta dove la Ionio Gas ha chiesto di poter realizzare un rigassificatore. Lo ha annunciato il capogruppo Giulia Adamo. E dichiarazioni dello stesso segno sono arrivate anche dall'assessore regionale Giambattista Bufardeci altro leader del Pdl-Sicilia.



Il progetto del rigassificatore è stato presentato ben quattro anni fa e in questo arco di tempo è stato sottoposto a tutte le verifiche previste, sia da parte del Governo (il Ministero dell'Ambiente due anni fa ha concluso positivamente la valutazione di impatto ambientale) che da parte degli organi regionali (il Ctr ha rilasciato il nullaosta di fattibilità e solo qualche settimana fa la Direzione regionale dei vigili del fuoco ha detto che il progetto tiene conto di tutte le necessarie misure di sicurezza che debbono essere prese in considerazione per un impianto di questo tipo).

Ma tutti questi pronunciamenti, l'autorevolezza degli organi che li hanno emessi, per la commissione attività produttive dell'Ars non contano. A loro giudizio l'Assemblea deve varare una commissione col compito di studiare il livello di rischio esistente nella zona industriale e stabilire infine se è opportuno installarvi un rigassificatore. Trattandosi di materia non politica, si presume la che la commissione debba rivolgersi agli organi tecnici preposti a fornire i necessari chiarimenti. E gli organi tecnici non possono che essere quelli che hanno già detto che il rigassificatore si può fare.Insomma, il risultato che si otterrebbe sarebbe quello di prolungare ancora inutilmente i tempi di una decisione sull'investimento (circa 800 milioni di euro) proposto dalla Ionio Gas.

Per questo ieri il capogruppo del Pdl-Sicilia Giulia Adamo ha duramente criticato la decisione della commissione attività produttive dell'Ars di chiedere una commissione d'indagine: «È una richiesta che non avalleremo, perché frutto di una scelta arbitraria, faziosa che prende a pretesto la salute dei cittadini per bassi interessi di parte». Insomma, secondo la Adamo chi chiede all'Assemblea Regionale di indagare sui rischi industriali agita il problema della sicurezza delle comunità dell'area non perchè ritiene che esista realmente un pericolo per le popolazioni ma per altre ragioni, che nulla avrebbero a che ve vedere col bene della collettività.

E aggiunge: «Speculare sulla paura dei siciliani è l'antitesi della sana amministrazione e della buona politica, anche perché ad oggi non esiste alcun parere tecnico negativo o dubitativo da parte degli organi competenti a livello regionale e nazionale per quanto riguarda il rischio di danni all'ambiente e ai cittadini».



Il capogruppo del Pdl-Sicilia esprime un giudizio durissimo anche sul modo in cui sono stati condotti i lavori della commissione attività produttive: «Non abbiamo partecipato alla riunione – afferma - perché tutto era già scritto. Non vorremmo parlare di audizione farsa solo per l'estremo rispetto che nutriamo nei confronti del parlamento siciliano, tuttavia proporre una commissione d'indagine su rischi ambientali e della salute dei cittadini senza prima aver sentito tutte le parti, ma solo quelle interessate al blocco del rigassificatore, è solo una desolante operazione di d'immagine».L'assessore regionale Bufardeci sottolinea che il rigassificatore «è un'occasione da non sciupare, probabilmente l'ultima spiaggia per non smantellare l'area industriale».

E aggiunge: «Di sicuro non stiamo dando un buon esempio. Da cinque anni si va avanti rinviando le scelte di conferenza in conferenza. Eppure i dati sono chiari e disponibili per tutti: stiamo parlando di un impianto equivalente a quelli realizzati da oltre dieci anni in tutto il mondo, impianti e tecnologie che si sono sempre dimostrati sicuri». (s.c.)

Sì al metanodotto
AUGUSTA. Parere favorevole del Consiglio comunale alla realizzazione del metanodotto Melilli-Bronte che attraversa anche il territorio megarese. Dodici i voti favorevoli. Li hanno espressi i consiglieri Amato, Licciardello, Messina, Scevoli, Ternullo, Tripoli (Lista Carrubba), Belfiore, Marino, Morello, Ponzio (Mpa), Negro e Sorino (Pd). Si è astenuta Miceli (Pd). Contrari, invece, i consiglieri: Di Mare (Pdl), Ramaci, Rinzivillo,Paolo Salamone (Udc), Sebastiano Salamone (indipendente). (s.s.)

(da Gazzetta del Sud, 09 aprile 2010)


RIGASSIFICATORI: TRE DEPUTATI, LECITA COMMISSIONE INDAGINE PRIOLO(AGI) -

Palermo, 9 apr. - “La scomposta, e quella si’ faziosa, reazione dell’onorevole Giulia Adamo alla piu’ che legittima richiesta di istituire una Commissione parlamentare di inchiesta sui rischi ambientali nell’area industriale siracusana, dove e’ progettata la costruzione del rigassificatore di Jonio Gas, non fa altro che dare maggiore spessore ai tanti dubbi che su questa vicenda si addensano, dubbi dinanzi ai quali qualcuno preferirebbe invece chiudere gli occhi e magari voltarsi dall’altra parte. Non noi”.

Lo affermano in una nota congiunta i deputati regionali Mario Bonomo (Api), Pippo Gianni (Udc) e Vincenzo Vinciullo (Pdl), che aggkungono: “Al di la’, dunque, dei toni irritati utilizzati nei confronti della richiesta unanime della commissione Attivita’ produttive, e non senza aver respinto al mittente l’infamante accusa di voler piegare a fini politici la battaglia in difesa del sacrosanto diritto dei cittadini alla sicurezza, la prima cosa che intendiamo ribadire ancora un volta e’ che siamo favorevoli al rigassificatore.

Non e’ la tecnologia, sia pur negli oggettivi limiti della conoscenza umana, ad essere fonte di dubbio o perplessita’. E’ piuttosto il contesto nel quale questo nuovo intervento e’ programmato, nel cuore di una zona connotata da una fortissima pressione di industria pesante ed obsoleta, in un’area che certamente non noi abbiamo classificato ad elevato rischio industriale e che e’ anche classificata come zona ad elevato rischio sismico.



Quel che crea motivo di apprensione e’ proprio quel possibile effetto-domino per scongiurare il quale non ci sono che due strade da seguire, delocalizzare l’impianto o avviare un programma di messa in sicurezzaantisismica di tutti gli impianti esistenti, alcuni dei quali risalgono alla meta’ del secolo scorso”.

Dunque, la richiesta di istituire una Commissione parlamentare d’indagine risponde “proprio all’esigenza di fare piena luce su alcuni passaggi dell’iter autorizzativo in corso che appaiono ancora in ombra: una richiesta che ci appare assolutamente legittima e utile visto il rilevante interesse in ballo, quello del diritto alla salute dei cittadini. Un interesse al cospetto del quale, il pur importante interesse al business tipico di un’impresa, non puo’ che cedere il passo”.
(AGI) Rap/Mzu

09 aprile 2010


 

 

 

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