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Le cose per le quali siamo disposti a morire sono anche le cose per le quali viviamo: ciò che da un senso alla vita, lo da anche alla morte (Antoine De Saint-Exupery).

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CHI INQUINA PAGA - Commento di Giuseppe Bastante consigliere provinciale pdl : "Speriamo che si possa ora finalmente intervenire per risanare una zona saccheggiata dall'inquinamento ed i cui abitanti hanno pagato un prezzo altissimo".
La sentenza della Corte di Giustizia Europea consente finalmente alle autorità competenti di imporre alle industrie responsabili, misure di riparazione dei danni ambientali, a causa della vicinanza dei loro impianti ad una zona inquinata, presumendo l'esistenza di un nesso di causalità tra determinati operatori e un inquinamento accertato, e ciò in base alla vicinanza dei loro impianti alla zona inquinata ed alla corrispondenza tra le sostanze inquinanti ritrovate e i componenti impiegati nell'esercizio delle loro attività.

Speriamo che si possa ora finalmente intervenire per risanare una zona saccheggiata dall'inquinamento ed i cui abitanti hanno pagato un prezzo altissimo.

Giuseppe Bastante
consigliere provinciale pdl
09 marzo 2010

ALTRO COMMENTO
CHI INQUINA PAGA.
Il commento di Salvo Sorbello, consigliere comunale di Siracusa e componente della commissione Ambiente della Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (foto sotto).

"Riveste importanza fondamentale per il nostro territorio la sentenza della Corte europea di giustizia relativa alla vicenda dell'inquinamento della rada di Augusta - afferma Salvo Sorbello, consigliere comunale di Siracusa e componente della commissione Ambiente dell'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani - secondo cui "gli operatori che hanno impianti limitrofi a una zona inquinata possono essere considerati presunti responsabili dell'inquinamento", a condizione che esistano "indizi plausibili, quali la vicinanza dell'impianto dell'operatore all'inquinamento accertato e la corrispondenza tra le sostanze inquinanti ritrovate e i componenti impiegati da detto operatore nell'esercizio della sua attività".

"La sentenza - prosegue il componente della commissione ambiente dell' Anci, Salvo Sorbello - stabilisce inoltre che le autorità nazionali possono subordinare il diritto degli operatori ad utilizzare i loro terreni alla condizione che essi realizzino i lavori di riparazione ambientale imposti.

Di conseguenza - rileva Sorbello - le bonifiche devono essere fatte e si deve intervenire anche laddove la responsabilità non sia direttamente da imputare alle imprese ad oggi esistenti ma che hanno rilevato le stesse attività affini da altre industrie che hanno operato in precedenza".

Siracusa, 9 marzo 2010

La sentenza citata:
L'Unione Europea : "Chi inquina paga"

Una sentenza della Corte di giustizia dell'unione Europea condanna le imprese operanti nel polo petrolchimico di Augusta e Priolo per i danni provocati nel territorio. Tra i condannati: Erg, Eni, Polimeri Europa e Syndial



La direttiva  sulla responsabilita' ambientale - spiega la Corte di giustizia della Unione Europea - prevede, per quanto concerne determinate attivita', che l'operatore la cui attivita' abbia provocato un danno ambientale o una minaccia imminente di un danno siffatto e' considerato responsabile. Pertanto, esso deve adottare le misure di riparazioni necessarie e assumersene l'onere finanziario.



Salvo Maccarrone, 09 marzo 2010


 

 

 

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