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NO RIGASSIFICATORE - Petizione Popolare da inviare al Presidente della Regione Sicilia, on. Raffaele Lombardo
Testo integrale della Petizione Popolare che verrà inviata al Presidente della Regione Sicilia, on. Raffaele Lombardo.

Al Presidente  della Regione Sicilia On Raffaele Lombardo
PETIZIONE POPOLARE
   
                                                    
 Premesso che   
è stata presentata all’Assessorato all’ Industria della Regione Siciliana una richiesta per la costruzione di un rigassificatore, da parte della società IONIO GAS, partecipata delle società ERG Power & Gas e Shell Energy Italia, trattasi di un impianto dalla capacità di 12 miliardi di m3/anno di gas, costituito da tre serbatoi criogenici, da collocare fuori terra, della capienza approssimativa di 150mila metri cubi cadauno, a doppio contenimento interno, in acciaio al 9% di nichel, ed esterno, in cemento armato precompresso ;   

-che il terminale, previsto nell’ambito del progetto IONIO GAS, dovrebbe essere ubicato nel contesto della raffineria Erg ISAB impianti Nord nel territorio dei comuni di Melilli e, in parte, di Priolo e Augusta;



- che gli impianti del polo petrolchimico appaiono obsoleti ed i continui “fuori servizio”, a cui consegue l’innalzamento del livello dell’inquinamento delle zone comprese tra i comuni di Priolo Gargallo, Augusta e Melilli, lo testimoniano in maniera evidente;

- che con riguardo alla costruzione del Rigassificatore, classificato dal d. lgs. 334, 17 agosto 1999, denominato “Seveso II”, viste le modifiche attuate con d. lgs. 238, 21 settembre 2005, “Seveso III”, come impianto a rischio di incidente rilevante, si innalzerebbe la pericolosità del polo industriale anche a causa di un possibile “effetto domino”, sempre ex Seveso II, in caso di avaria e/o incidente;

- che il sito scelto per la costruzione del nuovo impianto si trova in prossimità del pontile NATO, così determinando l’accrescimento delle possibilità di attentati terroristici in una zona definita, per se stessa, come “obbiettivo sensibile”;-   
che il territorio dell’area industriale di Melilli, Priolo G. e Augusta è stato dichiarato “ area ad elevato rischio di crisi ambientale” con decreto ministeriale 30 novembre 1990 ed assoggettato a piano di risanamento ex decreto del Presidente della Repubblica 23 aprile 1998;

- che l’area nella quale si vorrebbe collocare l’impianto è stata dichiarata dalla delibera della giunta regionale, 19 dicembre 2003 n. 408, “una zona sismica di secondo grado”, e dichiarata “zona ad alto rischio sismico (S12)” ai sensi della legge 10 dicembre 1981 n. 741; 

- che i costi di costruzione dei rigassificatori sono notevoli e il rischio per l’investimento è elevato, infatti lo Stato Italiano è intervenuto garantendo la copertura di gran parte dei costi grazie alla delibera 178 emanata dall’Autorità per l’energia nel 2005, ha incentivato la costruzione di rigassificatori azzerando, di fatto, il “rischio di impresa” e introducendo all’art 13, comma II “un fattore di garanzia, FGL, che assicura, anche in caso di mancato utilizzo dell’impianto, la copertura di una quota pari all’80% di ricavi di riferimento”.

Così, se le società che gestiscono il terminale non riusciranno ad avere GNL, cosa probabile dato che l’offerta è molto minore alla domanda, si pensi che in Italia sono stati programmati 15 rigassificatori a fronte di 50 in tutto il pianeta, interviene lo Stato Italiano: prelevando i soldi dalle bollette dei consumatori finali;



Considerato che
Le ragioni della nostra ferma opposizione alla realizzazione del progetto IONIO GAS non sono dettate né da temerarietà né da irragionevolezza né da dispute locali di carattere politico-amministrativo, ma crediamo siano, anzi, manifestamente fondate da rilevanti  preoccupazioni,  dovute al fatto che gli impianti del polo petrolchimico appaiono, anche ad un occhio poco esperto, obsoleto, desolanti e pochi sicuri ; lo dimostrano in modo incontrovertibile i continui fuori servizio, che contribuiscono all’innalzamento del livello d’inquinamento, cui le popolazioni del triangolo industriale di Priolo G.-Melilli-Augusta sono costrette a subire,e i numerosi incidenti, che si verificano con frequenza; alcuni dei quali non vengono portati a conoscenza della collettività interessata o passano in sordina per poi finire nel dimenticatoio.

Altri riempiono le prime pagine dei TG e dei quotidiani, data la loro evidente e rilevante entità, vedi quello verificatosi il 30 Aprile del 2006, ma sostanzialmente non hanno effetto in termini di miglioramento della sicurezza : forse bisogna che si sfiori la tragedia affinché tali preoccupazioni siano davvero prese in considerazioni.

E’ opportuno ribadire con fermezza che l’impianto, di cui trattasi, non sarà solo in grado di garantire una capacità complessiva di circa12 miliardi  di metri cubi di gas di cui la regione Sicilia non ha necessità essendo già elevano il surplus di gas prodotto rispetto al fabbisogno, (inoltre ricordiamo che in fase di costruzione il rigassificatore di Porto Empedocle con effetto domino zero), ma è un impianto, la cui attività rientra tra quelle comprese nella voce 4 dell’allegato A al D.Lgs. 334 del 17/08/1999 (c.d. Seveso II) “ Stabilimenti per la produzione, la trasformazione o il trattamento di gas energetici…”, con l’impiego di sostanze pericolose comprese tra quelle elencate nell’Allegato I parte 1 e 2 al D.Lgs334/99, definito, quindi, a rischio di incidente rilevante;

se poi lo si inserisce in un contesto come il nostro è possibile paventare anche il temuto, a ragione  “effetto domino”, sempre ex Seveso II in caso di avaria o incidente.



Le Ricordiamo cheIl 26 novembre 2009 durante l’ultima conferenza dei servizi svoltasi presso l’assessorato all’industria, l’ex Dirigente Generale dell’assessorato Territorio Ambiente  Avv. Rossana Interlandi e il dirigente dott. Antonino Cuspilici hanno prodotto una relazione tecnica scientifica degna dell’incarico che ella ha conferito, documento con  protocollo  n. 87447  letto e messo agli atti della conferenza dei servizi. Quotidiano Di Sicilia   Priolo, 1 incidente ogni 5 giorni di Marina Pupella .Ambiente.

Lo stato delle raffinerie e impianti petrolchimici.Il rapporto. Il 31 dicembre scorso l’allora dirigente generale della Protezione civile siciliana, Salvatore Cocina ha relazionato sulla sicurezza negli stabilimenti industriali delle aree a grande rischio ambientale.

Il contenuto.
A Priolo parte degli impianti entrati in funzione tra il1950e il 1953 ancora attivi. “Non resisterebbero al terremoto atteso in un’area altamente sismica “. Sottolineata l’inadeguatezza delle vie di fuga.Volendo considerare soltanto il polo petrolchimico di Priolo, tra il gennaio del 2007 e il dicembre 2009 sono avvenuti 193 eventi “ imprevisti o incidenti”, in pratica uno ogni 5 giorni .

I sottoscrittori del presente appello, si rivolgono alla S.V. Ill. ma a voler tener conto della drammaticità in cui vivono i cittadini priolesi  che a poche centinaia di metri dalla zona industriale ne vedono e ne sentono di tutti i colori , increduli dopo le battaglie col referendum, le fiaccolate cittadine, le manifestazioni a Siracusa, Sit-in Prefettura, Sit-in presso l’assessorato regionale industria a Palermo, ancora si possa parlare di impiantare un rigassificatore in quella polveriera. 
Grazie

Il Comitato Cittadino Priolese “NO Rigassificatore”       
Il CoordinatoreAngelo Musumeci
Il  SegretarioGirolamo Radino

Priolo, 28 febbraio 2010


 

 

 

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