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Il Coordinamento dei Comitati dichiara lo stato di agitazione e preannuncia il ricorso a manifestazioni democratiche contro la scellerata determinazione di realizzare il rigassificatore ignorando il parere negativo dell’Assessorato Regionale e la volontà dei cittadini.
Comunicato Stampa del Coordinamento dei Comitati No
Rigassificatore

Il 7-02-2010 si è riunito il coordinamento dei Comitati di Augusta, Priolo e Melilli contrari al Rigassificatore per fare il punto su una vicenda che sembrava ormai definita, dopo il netto parere negativo dell’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente.E’ bastato risentire le “sirene” della Ionio Gas perché politici, pubblicamente schierati contro, improvvisamente si convertissero al SI o diventassero possibilisti.

Altrettanto dicasi dei sindaci che, all’epoca dei referendum avevano cavalcato il NO, adesso si dichiarano favorevoli o possibilisti, sbandierando le “compensazioni” che ne verrebbero in cambio.

Infine i sindacati dichiaratisi favorevoli, non per gli effettivi 50 posti di lavoro generati dal rigassificatore in esercizio, ma perché, come riportato dalla stampa, ricattati dagli eventuali licenziamenti prospettati. Tutti insieme si sono “democraticamente dimenticati” dei referendum popolari e delle rigide direttive Seveso, in materia di sicurezza industriale, del tutto disattesi.

Il canto delle “Sirene” della Ionio Gas è stato talmente ammaliante che improvvisamente i suindicati soggetti, responsabili della nostra salute e della nostra sicurezza, hanno minimizzato e messo in dubbio il parere negativo dell’Assessorato Regionale, relativo al sito in cui verrebbe a ricadere l’impianto

:a)    un’area industriale ad alto rischio di incidente rilevante distante circa 200 metri da dove si verificò la disastrosa esplosione dell’Icam nel 1985 (che per puro caso non creò effetti domino) ed all’interno della raffineria Erg Nord, nelle quale si sono verificati gravi incidenti, solo per fortuna, senza conseguenze per le persone;

b)    un’area sismica di primo grado con conseguente rischio maremoto;

c)    un’area militare sia italiana che Nato, con i relativi stoccaggi di armamenti di Cava Sorciaro. La metaniera attraccherebbe vicino al pontile Nato, dove ormeggiano anche sommergibili a propulsione nucleare e, considerati i tempi che corrono, essa rappresenterebbe un target ideale per attentati terroristici.



Ci siamo limitati ad elencare solo i principali tre rischi in atto presenti nell’area industriale, ma ne esistono parecchi altri, non meno pericolosi, elencati nel parere negativo dell’Assessorato Regionale.Contro tali rischi, pur consapevoli degli alti livelli di sicurezza del rigassificatore, nessuno, tanto meno la Ionio Gas con le sue perizie di parte, può garantire una sicurezza assoluta!

Una controindicazione a tale impianto sarebbe quella di limitare, all’interno del porto di Augusta, l’attività commerciale, contrariamente a quanto asserisce la ministra Prestigiacomo. Infatti durante lo scarico del metano liquido, operazione che dura circa 20 ore e si ripete più volte alla settimana, tutte le attività portuali verrebbero di fatto impedite dalle rigide disposizioni di sicurezza che prescrivono il blocco di qualsiasi attività nel raggio di 2 km dall’impianto.

Di fatto in presenza del rigassificatore il porto hub non potrebbe più realizzarsi né ampliarsi, e sicuramente i posti persi sarebbero molto di più di quelli prodotti dal rigassificatore.Infine ai Sindacati vorremmo ricordare che, con l’avvio delle bonifiche del Porto di Augusta, dei siti inquinati, degli ammodernamenti e della manutenzione degli impianti esistenti, il problema occupazionale sarebbe sicuramente risolto senza ricorrere ad un impianto tanto pericoloso per il sito un cui dovrebbe sorgere.

Se in un impianto alimentato a gas naturale, in fase di collaudo, è successo quello che è successo a Middletown, ci chiediamo cosa succederebbe se un incidente dovesse verificarsi nel deposito di 450.000 m3 di metano liquido (pari a 270 milioni di mc3 di metano gassoso) posto fra Melilli, Priolo ed Augusta.

Il Coordinamento dei Comitati dichiara lo stato di agitazione e preannuncia il ricorso a manifestazioni democratiche contro la scellerata determinazione di realizzare il rigassificatore ignorando il parere negativo dell’Assessorato Regionale e la volontà dei cittadini.


 

 

 

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