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Ancora una carneficina legata al gas - La centrale di Middletown dopo lo scoppio. Un testimone racconta: "a undici chilometri : la mia casa tremava"
TESTIMONIANZE
"Un boato terrificante ci sono corpi ovunque"
 La gente a Middletown: «A undici chilometri la mia casa tremava»
GLAUCO MAGGI
NEW YORK

L’epicentro è stato il Connecticut, ma le onde del terrore si sono avvertite a Long Island, nello Stato di New York, e per un raggio di decine di chilometri attorno alla centrale elettrica scoppiata a Middletown. È una domenica gelida e limpida, e anche l’America del Nord-Est attende i fuochi d’artificio del Super Bowl. L’esplosione arriva improvvisa, nella tarda mattinata, e fa gridare al terremoto milioni di persone. È un attimo, ed il tam tam di Internet, di Twitter e di Facebook, sparge frammenti di notizie e tante testimonianze che rimbalzano dalle case colpite dalle onde dello scoppio ai siti dei giornali e delle televisioni locali.

«Ci sono cadaveri ovunque», è stata la prima, drammatica testimonianza di una persona accorsa sul luogo della tragedia. Per ore, dopo l’evento, il numero ufficiale resto peraltro fermo a due morti e a un centinaio di feriti. «Lo scoppio è stato impressionante, ci sono sicuramente delle vittime, ma è impossibile fare un bilancio per ora», dice il vice capo dei pompieri Al Santostefano, che riferisce di almeno una cinquantina di operai presenti nel cantiere. Per la gente del circondario, invece, i lavoratori erano non meno di un centinaio. «È possibile che ci sia della gente intrappolata nelle macerie, c’erano un sacco di tralicci d’acciaio per quello che ho potuto vedere, racconta un pompiere, che rassicura: si sono subito messe al lavoro varie pattuglie di soccorso, impegnate a «cercare se ci sono dei sopravvissuti».

Un residente di East Hampton, a Long Island (New York), la Portofino dei newyorchesi che si trova di fronte al Connecticut, ha raccontato di aver sentito un boato terribile verso le 11 del mattino, seguito da un contraccolpo che gli ha fatto pensare che la sua stessa casa fosse stata colpita da una macchina. Il rimbombo ha persino interrotto la messa in una chiesa di East Hampton, e i fedeli hanno creduto che il botto fosse la conseguenza di un vicino terremoto. Anche a North Brandon e a Durban, località ancora più lontane, altri testimoni hanno avvertito la scossa. «L’intera casa mia ha tremato, prima che fosse avvertita l’esplosione micidiale», ha raccontato al quotidiano locale «The Hurtford Courant» un cittadino di Branford. Un altro testimone, che ha osservato il disastro da Portland, dall’altra parte del fiume, ha riferito che l’edificio più imponente della centrale sembra essere stato raso al suolo.

Bernadette Nyland, in Connecticut, era nel cortile di casa sua con il cane quando ha sentito lo scoppio: «Stavano testando l’accensione dei motori stamattina e qualcosa è andato storto. C’è stata un’esplosione e le fiamme si sono sprigionate molto alte».

Via Twitter, minuti dopo il primo boato, si sono susseguiti migliaia di commenti e spezzoni di notizie e testimonianze. «In un primo momento ho pensato al terremoto o a una raffica di vento, la casa ha subito uno scossone», ha scritto un testimone su Twitter. E Darren Kramer, di News Channel, ha raccontato di trovarsi a North Guilford quando ha avvertito l’esplosione: «Il suono è stato enorme. Una durata di vari secondi, ed ho pensato a qualcosa che avesse sfondato la barriera del suono».

La frenesia degli scambi elettronici comporta anche inevitabili equivoci. «Ho sentito rapporti di polizia secondo cui ci sarebbero 75 morti», ha scritto un navigatore allarmato ma esagerato. «La tua comunità è nelle nostre preghiere», ha aggiunto un altro su Twitter, rivolto agli abitanti della zona devastata. «Abbiano ricevuto una chiamata da alcuni familiari che ci hanno dato la notizia, ma noi abitiamo a Middletown, New Jersey», ha spiegato. Le testimonianze dirette sono sicuramente servite a disegnare il raggio davvero esteso delle ripercussioni dello scoppio. A decine hanno voluto aggiungere la propria località alla lunga lista di quelle affette dall’onda del terremoto artificiale: da Southbury a Wallingford, da North Haven a North Branford a Cheshire. Una nuova percezione condivisa di una tragedia nell’era di Twitter.

Fonte, il quotidiano "La Stampa" 8/2/2010 (7:16) -


 

 

 

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