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Con l'intelligenza si vincono le battaglie, con la fede si vincono le guerre (Anonimo).

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Priolo: consiglio comunale del 17/09/09 - RIFLESSIONI di Eugenio Bonomo
    Forse i superstiziosi hanno ragione e veramente il giorno 17 è un giorno negativo, forse ho frequentato (e ne sono felice) troppo poco gli ambienti politici, forse ho un concetto di civiltà, di educazione, di etica, di correttezza, troppo lontano dalla realtà; fatto sta che la sera del 17 settembre 2009 ho assistito con nausea, sdegno, amarezza e quant’altro si può dire su uno stato d’animo negativo, ad una rissa che qualcuno ha chiamato “consiglio comunale” (dati gli individui in questione, le minuscole sono al loro posto).  

In occasione della Conferenza dei Servizi del 29 luglio scorso avevo già avuto modo di assistere ad una esibizione di grande maleducazione del sindaco di Priolo il quale rivolgendosi all’Avv. Mario Michele Giarrusso lo apostrofava volgarmente dicendogli  “…senti amico, amico…”. Bastò quello sfoggio di fare bucolico (in quell’occasione ovviamente criticato e biasimato da tutti i presenti) per insinuare nella mia mente che se Melilli ha un sindaco arrogante e prepotente, Priolo ne ha, addirittura, uno incivile.  


La conferma non si è fatta attendere. Quell’individuo non si comporta da uomo, almeno non da uomo civile. Potrei capire Tarzan, ma uno che ha vissuto fra altri uomini, qualcosa dovrebbe aver imparato, invece no.
 
Il  consiglio comunale è stato un monologo di quest’individuo di nome Rizza, posto in essere nel tentativo di giustificarsi, mediante traballanti bugie male esposte, con una Cittadinanza palesemente tradita. Tutto l’andazzo dello spettacolo (perché di questo si è trattato) ha destato notevoli sospetti con riferimento a qualcosa di preparato, ad un copione recitato. Ad esempio uno dei consiglieri di minoranza (non ne ricordo il nome) si è presentato con indosso la famosa maglietta  “NO AL RIGASSIFICATORE”.

Ebbene, non penso che di questa sua intenzione abbia preventivamente informato il cosiddetto sindaco, fatto sta che quest’ultimo aveva sotto il banco (quindi vi era stata posta prima dell’inizio della commedia) la stessa maglietta e l’ha usata per la recita.
 
Ma questi sono solo particolari irrilevanti che possono solo indurre al sorriso nella consapevolezza che l’arte dei politici consiste nel recitare una commedia così credibile da consentire loro di prendere soldi dai ricchi e voti dai poveri promettendo ad entrambi di difenderli gli uni dagli altri. C’è, invece, ben altro che lascia sconcertati inducendo al vomito il migliore degli stomaci. Tanto per dirne una, il Sig. Musumeci, invitato dal cosiddetto sindaco, si è visto privare della facoltà di parlare. Questo la dice lunga sulle reali intenzioni di chi ha indetto il cosiddetto consiglio informale. Si è, cioè, evitato che intervenisse chi è abituato a parlare conservando la calma, lasciando che i giovani presenti scatenassero la loro rabbia per poi sospendere la seduta.

 Il presidente del consiglio, quando si è reso conto che il cosiddetto sindaco annaspava con l’acqua alla gola, travolto dalle sue bugie, dalle sue false promesse, dai suoi tradimenti al suo popolo, ha cercato di evitare che tutto ciò fosse documentato ed ha chiesto di allontanare le telecamere. Parallelamente il cosiddetto sindaco, incredibilmente, ha minacciato i giovani presenti che gridavano le loro ragioni, dicendo loro che se avessero continuato, cercando lo scontro, avrebbe potuto dire ai “suoi amici” presenti in aula, di farli star zitti. Forse chi ha orchestrato il tutto è rimasto deluso nel constatare che i presenti si limitavano a manifestare la loro indignazione, senza minimamente pensare a scontri fisici che tanto sarebbero piaciuti a chi, poi, avrebbe fatto scrivere sui giornali che il “popolo del no” aveva dato piglio alla violenza ecc..  ecc..
Ma a far scatenare l’inferno Rizza ci ha provato e se un simile comportamento è quanto meno inusuale per un sindaco, è certamente incivile per qualsiasi individuo appartenente al genere umano. La verità è che tutto ciò che è politica è farsa. Non mi sovviene il nome di alcun “politico” che abbia facoltà di decidere autonomamente se fare pipì o cacca; decidono tutto i padroni, e i padroni di questa gente sono i detentori del potere economico, l’unico al quale purtroppo, ancor oggi, l’uomo dà valore e autorevolezza. Solo quando l’uomo capirà che vi sono ben altri valori e che questo nuovo dio (il denaro) sta cancellandoli in nome di qualcosa che non esiste, solo allora, forse, vi potrà essere democrazia, uguaglianza, pace e libertà.
  
 
La guerra al rigassificatore non si combatte né a Priolo né a Melilli né a Palermo; si combatte altrove e con ben altri mezzi e non decide né Sorbello, né Rizza né altri patetici teatranti da avanspettacolo. Noi quella strada la stiamo percorrendo in silenzio. C’è però qualcuno che può cambiare tutto in questo squallido meccanismo. Quel qualcuno è il popolo, ma prima deve rompersi i coglioni per bene, altrimenti il popolo è apatico, pensa ad altre cose, pensa a lavorare, mantenere la famiglia, allevare i figli, comprarsi la macchina nuova e far continuare ad esistere questa bolgia infernale che ancora si osa chiamare umanità. Solo quando il popolo è messo alle strette, allora prevale l’unica legge capace di dominare tutte le altre, quella del più forte, e allora non ci sono ragioni che tengono perchè “…Quando la forza la ragion sovrasta, vince la forza, la ragion non basta…”  

I Francesi ce lo hanno insegnato, altro che amici di Rizza per farli azzittire !!!........ Speriamo di non dover arrivare a questo, continuaiamo a percorrere la “via democratica”, ma quale democrazia? Non certo quella di Rizza !!!!!    

Melilli 19/09/2009
Eugenio Bonomo                 


 

 

 

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