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Lo stupido parla del passato, il saggio del presente, il folle del futuro. (Napoleone Bonaparte)

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STORIE INDIMENTICABILI - Telegiornale regionale del 13 dicembre 1990, ore 14:00 - Interamente sbobinato da Padre Palmiro Prisutto da videocassetta VHS
NOTE AL TESTO
Tutto ciò che è stato inserito tra parentesi deve essere considerato un commento di Padre Prisutto.

Telegiornale regionale del 13 dicembre 1990
RAITRE ORE 14.00
Da studio BIANCA CORDARO

Buongiorno.

Una nuova giornata di lutto per la Sicilia, ancora un dramma.

Una violenta scossa di terremoto.

Pochi momenti. E nella notte è stata, ancora una volta, tragedia.

Undici persone morte nel crollo di tre palazzine a Carlentini.

Tre uccise da infarto a Francofonte, Acireale, Militello Val di Catania.

Decine di feriti, due dispersi.

Si teme, inoltre che altre persone si trovino ancora sotto le macerie.

Ci sono inoltre ben duemila senzatetto. (non si ha o non si vuol dare un quadro vero della situazione?)

Sono queste le conseguenze drammatiche del terremoto che questa notte, all’una e ventiquattro, ha interessato una vasta zona della Sicilia orientale ed è stato avvertito perfino a Palermo.

La terra ha tremato a lungo 45 secondi: dev’essere sembrato un tempo davvero infinito.

La prima scossa del settimo grado della scala Mercalli è stata seguita da altre di minore intensità fino alle ultime questa mattina intorno alle nove che sono state rilevate soltanto dagli strumenti.

Da alcune ore tutto è tornato calmo, ma la zona continua ad essere battuta dalla pioggia e questo rende evidentemente molto difficili le operazioni di soccorso: le ostacola, chiaramente.

L'epicentro del sisma è stato localizzato in mare, al largo di Siracusa, a dieci chilometri circa dalla costa: una zona, lo sappiamo, che da sempre è considerata ad alto rischio sismico.

Lutti, dunque, ma anche molti danni: danni ad edifici pubblici e privati e danni, poi, allo splendido barocco di Noto. (questa notizia servirà solo a depistare l’informazione)

A Siracusa si è subito recato, fin dalle prime ore di questa mattina, il presidente della regione Rino Nicolosi che ha lasciato Roma, dove avrebbe dovuto partecipare ai lavori della direzione nazionale della democrazia cristiana. Insieme al ministro per la protezione civile Vito Lattanzio seguirà da vicino, controllerà la macchina dei soccorsi.

Ma adesso vediamo qual è la situazione aggiornata sui luoghi della tragedia: sono state raccolte molte testimonianze.

Ci colleghiamo quindi con la nostra redazione di Catania.

Linea a Gianni Dupplicato.



Sì, dunque. Tentiamo la ricostruzione di quanto è avvenuto a partire dall'una e 24.

Prima un grande boato; poi è stato come se qualcuno scuotesse le abitazioni in maniera insistente, quasi raccapricciante.

E’ stato così che all’una e ventiquattro è cominciata la notte di paura vissuta in tutta la parte sud-orientale della nostra Isola: è stata una scossa del settimo grado superiore della scala Mercalli (o superiore al settimo grado?) molto vicina all'ottavo grado. Poi altre due scosse di assestamento all’una e cinquantatre e alle 5,30 (le notizie sulle scosse seguenti quella principale sono discordanti).

Sono state avvertite soltanto dagli strumenti; qualche altra scossa è poi seguita ma sempre a livello strumentale.



Da Catania ci sono stati anche momenti di terrore (e ad Augusta, Melilli e Priolo no?) La gente che abita in posizione panoramica ha visto in lontananza nella zona di Priolo e di Augusta delle fiammate: si era temuto da una parte che fosse avvenuto qualcosa di grave nel centro petrolchimico di Priolo: non era così era soltanto che, per sicurezza, dopo la scossa di terremoto, il centro petrolchimico era stato chiuso e pare che per le conseguenze tecniche producessero questo effetto di bagliore.

Qualcun altro aveva pensato addirittura ad un'eruzione dell'Etna.

Invece, no. Era la forte scossa che aveva interessato soprattutto la parte sud-orientale dell'Isola.

Particolarmente interessato Carlentini dove tre palazzine sono crollate.

Le vittime accertate fino a questo momento sono undici. Ci sono ancora dei dispersi. Ovviamente il numero delle vittime cresce man mano che i soccorritori scavano tra le macerie.

Prima erano due, poi sono diventate cinque. Così anche dobbiamo aggiornare il servizio che, poco fa, il collega Guglielmo Troina, che da questa notte, assieme ad altri colleghi, si trova lì a Carlentini, dove c’è stato il centro, la vera grande tragedia, ci ha inviato.

Si parlava in quel momento (nel momento in cui è stato realizzato il servizio) di soli cinque morti: adesso sono già diventati undici, e non tutti, ancora, sono stati riconosciuti.

Prima di dare altre notizie cominciamo con il sentire questo servizio che ci ha inviato Guglielmo Troina da Carlentini.



GUGLIELMO TROINA:



Nella notte un boato: dapprima sordo e poi sempre più violento.

La tragedia a Carlentini si è annunciata così, col rumore tipico che accompagna i terremoti.

Poi, senza soluzione di continuità, il sisma: tremendo, devastante.

Due interi quartieri sono andati pressocché distrutti.

Tre palazzine sono crollate di schianto sotto il peso della terra che si muoveva seppellendo gli occupanti. Il bilancio della tragedia è ancora provvisorio.



Dalle macerie sono stati tirati fuori cinque cadaveri. Sono state estratte vive, ma in gravi condizioni, quattro persone e si scava ancora sotto una pioggia gelida e sferzante.

Ci sono, infatti, ancora sette persone da recuperare e il timore è, che per alcune di esse sia già troppo tardi.

È avvenuto nel cuore della notte, intorno all'una e venti.

Il terremoto ha avuto come epicentro il mare al largo di Noto, ma si è abbattuto sul Siracusano come un colpo di maglio. (questa è una notizia falsa! L’epicentro è stato sulla terraferma nella penisola di Augusta)

Le tre palazzine crollate si trovavano nella zona di piazza del popolo chiamata comunemente anche “zona fiera”. Ai primi soccorritori e abitanti di Carlentini e carabinieri, si è presentato un panorama di guerra: il quartiere sembrava reduce da un bombardamento: Via De Amicis e Via Corsica, dove si affacciavano le abitazioni crollate, erano ingombre di travi e macerie.

Come ogni tragedia anche questa si è frammentata in mille schegge davvero difficili da ricostruire tutte.

La protezione civile di Siracusa e Catania si è mossa subito (solo a Carlentini) con tutti i suoi uomini:

tre ore dopo il crollo veniva estratto vivo Rosario Musumeci, quattro anni; poi il primo cadavere,

quello di Santo Furnari, trentadue. Era morto per fare da scudo alla moglie Carmela, adesso in ospedale.

Il dramma man mano che si scavava nel freddo, nella polvere e poi nel fango, ha assunto proporzioni sempre più ampie.

In un'alba livida i pompieri hanno tirato fuori dalla macerie i cadaveri di Sebastiano Musumeci, della moglie Francesca Mallo e della figlioletta Veronica di tre anni. Sono morti nel sonno, abbracciati.

In Via Corsica è stato tirato fuori Agrippino Cardillo, sessant'anni, ancora vivo e poi una delle due figlie, già cadavere. Non è stata identificata.

Tra le macerie ci sono ancora quattro persone tra le quali una bimba di un anno e mezzo.

E c’è anche il dramma dei senzatetto: si parla di oltre duecento persone.

Ma il sisma devastato anche il quartiere di contrada Brunetta e il numero dei senzatetto potrebbe crescere. Al comune di Carlentini si comincia a parlare già di alcune migliaia.

Nel municipio di Lentini è stata istituita subito la “situation room” dalla quale vi stiamo parlando.

E’ atteso anche l’arrivo del Ministro della protezione civile Lattanzio che andrà dapprima a Siracusa e poi verrà qui a Carlentini, mentre, lo ripetiamo, nel fango si scava ancora con la paura di trovare altri morti.

E le vittime non sono soltanto quelle di Carlentini: ce ne sono anche altre a Militello Val di Catania, a Francofonte, a Catania. Sono vittime dovute alla paura del terremoto per collasso cardiaco; altre perché colpite da calcinacci e cornicioni caduti dai palazzi.

Danni si registrano un po’ dappertutto, ma quelli più ingenti si sono registrati a Mineo, dove l'ospedale è parzialmente agibile;

poi a Noto la capitale del barocco siciliano dove sono crollati anche i muri del vecchio carcere. Il direttore ha già avanzato la richiesta per il trasferimento dei duecento detenuti - detenuti che comunque non sono rimasti feriti - nessuno è rimasto ferito - perché durante la notte, quando c'è stata la scossa di terremoto sono stati tutti radunati nel cortile principale.

A Siracusa è crollato l'attico di un palazzo, anche qui, per fortuna, senza fare vittime.

A Catania molte strade sono state transennate;

i senzatetto sarebbero complessivamente circa duemila.



B. Cordaro



Abbiamo adesso un altro servizio che ci è giunto da Carlentini: ci è stato inviato da Guglielmo Troina. Si tratta di una serie di interviste realizzate.

Vi proponiamo anche queste.

…..

Si è parlato di un bambino in realtà si tratta di una bambina: Veronica Musumeci, di tre anni.

…..

Carlentini in provincia di Siracusa, la provincia più colpita da questo sisma: nella Prefettura di Siracusa è costantemente riunito ovviamente il vertice della protezione civile. A Siracusa si è recato anche il Ministro della Protezione civile Vito Lattanzio.



Ed a Siracusa si è recato per noi Gianfranco D’Anna che col Ministro ha realizzato questa intervista che vi proponiamo:



G. D’Anna



…. nella prefettura di Siracusa il Ministro per la protezione civile Vito Lattanzio sta presiedendo la prima riunione operativa per decidere i provvedimenti d’emergenza.

Il Ministro Lattanzio è in costante collegamento telefonico col Quirinale, col presidente della Repubblica Cossiga, e con palazzo Chigi, col presidente del consiglio e Giulio Andreotti.

Ma sentiamo dal Ministro Vito Lattanzio qual è il bilancio della situazione.

Dopo la riunione di Siracusa il Ministro Lattanzio si recherà in elicottero a Carlentini e a Lentini, le zone più colpite.

LATTANZIO:

Purtroppo il bilancio delle vittime è aumentato mentre invece sono state tratte in salvo altre quattro persone.

Ecco, quali sono gli ultimi dati?

Gli ultimi dati darebbero a sei vittime, insomma, mentre quattro sono state tratte in salvo.

Ma stiamo facendo, … stanno facendo i nostri tecnici un esame molto particolareggiato soprattutto degli edifici pericolanti.

Lei ha chiesto l’intervento dell’Esercito?

Guardi: l'esercito è una delle componenti fondamentali e importanti della protezione civile.

Signor Ministro lei ha attivato anche la sotto-commissione previsioni della commissione Grandi Rischi del Ministero della Protezione Civile: ecco la commissione previsioni prevede l’eventualità di altri eventi sismici: quale responso c'è stato?

Ma guardi: i terremoti non sono prevedibili quindi vogliamo dirlo con molta chiarezza. Da stanotte, da stamattina si è riunita poi in sede collegiale il gruppo grandi rischi sezione sismica e quindi stanno appunto seguendo.

Però non vorrei, ad un certo momento, che qualcuno pensasse che i terremoti si possono prevedere e che noi in questo momento siamo in condizioni di dire che ci possono essere o non ci possono essere. Però noi lo diciamo con molta serenità, senza emotività che bisogna collaborare tutti.

Non sono venuto qui né a creare motivi d'allarme e, se mi consente, neanche a dire che il pericolo è cessato.

Continuiamo tutti quanti a occuparci di quella che è la competenza propria della protezione civile che riguarda la previsione e la prevenzione ma che riguarda in particolare in questi casi le emergenze.

Quindi siamo tutti impegnati ad affrontare e risolvere i problemi dell'emergenza.

Conto molto, non soltanto, sulla ovvia collaborazione delle strutture pubbliche, ma conto molto sulla collaborazione dei cittadini. Credo che sia molto importante; per cui ecco se si può evitare assembramenti, se si può evitare spostamenti, se si possono evitare cerimonie particolari, ecc. credo che sia un motivo di precauzione, che, credo, sia utile sottolineare anche in questa sede.



Dalla redazione di CT Gianni Dupplicato



Ripetiamo che la conta delle vittime, purtroppo, va aggiornata man mano che si scava tra le macerie. Pochi minuti prima che andasse in onda il nostro telegiornale erano state accertate undici vittime. Va quindi aggiornato anche il dato fornito dal ministro Lattanzio che era aggiornato per i tempi di trasmissione, anche del servizio, a prima dell’ulteriore ritrovamento.

Ma cosa è successo questa notte, a cosa è dovuto questo sisma. Ascoltiamo un’intervista realizzata con un tecnico addetto alla sorveglianza sismica all'osservatorio sismologico di protezione civile del comune di Acireale, Rosario Basile, il primo ad aver raccolto i dati sul terremoto.

Quello che stiamo vedendo è il grafico della scossa sismica di questa notte. È stato registrato da una delle stazioni della rete sismica dell’osservatorio sismologico di protezione civile di Acireale.

Parliamo di questa scossa, della particolarità con il tecnico Rosario Basile addetto alla sorveglianza sismica che questa notte era di turno qui, all’Osservatorio.



D’Anna

Dunque, allora, vogliamo descrivere cosa è successo, questa prima scossa la più forte è stata registrata all’una e ventiquattro?



Basile

Registrata all’una e ventiquattro, ora locale. È una scossa di energia piuttosto notevole, perché andiamo intorno a 4.7 di magnitudo: significa tra il settimo e l’ottavo grado della scala Mercalli.



D’Anna

In sostanza sarebbe questa?



Basile

Sarebbe proprio questa, sì. È la registrazione di una delle stazioni fatte dall’Osservatorio. Alla scossa principale, che come vedete è andata in saturazione, perché, appunto, è un evento molto, piuttosto, grosso, come energia, alla scossa principale seguono delle piccolissime traccette che sono delle scosse tutto sommato normali che si susseguono sempre ad eventi, eventi piuttosto grossi.



D’Anna

Chiedo scusa, l’area interessata dovrebbe essere questa, no, dove c’è la zona così indicata dal mio dito, la zona gialla è questa di Carlentini?



Basile

Sì, ecco qui abbiamo voluto, un pochino, definire quello che è l’epicentro macrosismico, cioè a dire le località, o meglio, l’area dove si sono verificati i danni maggiori.



Viene indicata su una cartina una zona gialla, l’area tra Augusta, Melilli, Priolo e Sortino



Ed è proprio diciamo, a ridosso, un pochino, della piana di Catania; quindi questo, proprio per questo motivo diciamo è stato avvertito molto bene anche nel Catanese ed ha provocato anche qualche caduta di calcinacci e cornicioni da vecchi edifici.



Ebbene, concludiamo la nostra panoramica dei servizi che vi stiamo proponendo su questa scossa di terremoto con un’altra intervista per capire che cosa è successo effettivamente questa notte nella parte sud-orientale della nostra Isola, che ripetiamo è una parte della nostra regione che particolarmente zona …. zona a rischio, per quanto riguarda i terremoti.

È proprio la zona dove gli studiosi prevedono una grande catastrofe.

Abbiamo intervistato il responsabile del laboratorio di geofisica dell’Università di Catania, il Prof. Giuseppe Patanè. Dopo l’intervista la linea tornerà a Bianca Cordaro.



Ci troviamo nell’Istituto di Geologia e geofisica dell’Università di Catania, dove è situata la rete universitaria che collabora con l’osservatorio sismologico di Acireale.

Il Prof. Giuseppe Patanè, responsabile del laboratorio di geofisica, ci indica sul monitor il grafico della scossa di questa notte.



Questa notte, diciamo, esattamente cos’è successo?

Patanè

Questa notte, probabilmente si è verificato un punto di debolezza della crosta che sta nel settore sud-orientale della Sicilia ….. sostanzialmente, si può dire, sostanzialmente si è aperta una frattura in corrispondenza di questa zona di debolezza e la propagazione della frattura ha determinato quella liberazione di energia che poi, noi, avvertiamo, noi comuni mortali, avvertiamo come terremoto.

Professore scusi, ma questa zona sud-orientale della Sicilia che è stata colpita questa notte è una zona soggetta a terremoti?



Patanè

Beh, questa è la zona, diciamo, più pericolosa della Sicilia. Il settore orientale, nel passato, è stato oggetto di terremoti di magnitudo molto elevata nell’ordine di circa sette, questo per un’associazione matematica all’intensità che era dell’ordine del X grado e forse oltre.



Questo era dunque il giudizio, la valutazione del prof. Patanè, noi abbiamo un altro parere, abbiamo raccolto il parere di un altro esperto. A Roma, Rossella Alimenti ha, infatti, ascoltato il Prof. Gasparini

Dell’Istituto Nazionale di Geofisica. Sentiamo cosa ha detto.



Ci troviamo nella sala operativa dell’istituto nazionale di Geofisica e troviamo il prof. Gasparini sismologo.

Allora, Professore, quando è avvenuta la prima scossa?

La prima scossa è avvenuta questa notte all’una e ventiquattro. È stata di magnitudo 4.7. (ma non era 5.1?) Poi sono seguite altre cinque repliche di intensità inferiore.

E l’ultima?

L’ultima è avvenuta questa mattina esattamente alle sette e trentasei; (la sequenza sismica presenta numerose discordanze nelle varie fonti ufficiali)

La prima di che grado è stata?

Ha raggiunto il settimo grado della scala Mercalli; quindi secondo la scala dovrebbe aver fatto danni ai comignoli, qualche tegolato caduto, qualche cornicione danneggiato (avrebbe dovuto fare, ma….), non avrebbe dovuto fare maggior danno.

E queste di assestamento, quanto prevedete, o comunque, pensate che continuino?

Qualche altra scossa minima, diciamo, come quelle già manifestatesi certamente ci saranno.

Quindi tutta la giornata di oggi sarà …..?

Non si può dire se dureranno un giorno, due giorni, tre giorni. Certamente l’energia si attenuerà abbastanza rapidamente.

I soccorsi sono stati allertati immediatamente?

La Protezione civile è stata immediatamente avvisata da noi come abbiamo registrato la scossa e di conseguenza è partito il sistema. (falso)

Quella è una zona a rischio: pensa che anche altre zone, comunque, a rischio possano essere interessate?

Ma, ordinariamente, non c’è un rimbalzo sui terremoti: la zona è una zona fortemente attiva;

ha dato anche storicamente terremoti abbastanza significativi, per cui non è che non ci si aspetta … Quello che è avvenuto era più che prevedibile.



Il presidente della repubblica Francesco Cossiga viene continuamente informato e rivolge alla situazione nelle zone terremotate la sua attenzione vigile (si è visto!).

Profondo turbamento hanno espresso il presidente del Senato Giovanni Spadolini e della Camera Nilde Iotti che hanno inviato messaggi di solidarietà ai siciliani “ancora una volta”, osservano, “duramente provati”.

E un disegno di legge che prevede interventi urgenti a favore delle popolazioni colpite viene proposto dall’onorevole Brancati, presidente della Commissione Bilancio dell’Assemblea Regionale.

A Roma, intanto, si è riunita in mattinata la Commissione Grandi Rischi per una valutazione generale della situazione.

Infine una informazione che può essere di utilità le strutture della SIP sono rimaste sempre in funzione. Le difficoltà nei collegamenti che si sono pure verificate sono dovute evidentemente a motivi di congestione comprensibili delle linee telefoniche. E a questo punto concludiamo questa ampia, drammatica, pagina dedicata al disastro che ha causato il terremoto … nelle zone … in una vasta zona della Sicilia orientale e passiamo ad altri temi e ad altri servizi.

22 aprile 2009


 

 

 

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