PRIOLO

GARGALLO

AMBIENTE-CULTURA-POLITICA-TURISMO-NEWS

priolo gargallo, priolo, salvo maccarrone, priolo, magnisi, thapsos, tapso, priolo gargallo, manomozza, basilica san foca, priolo

www.priolo.da.ru

 

  

                  

 

         

Vivi la vita così come puoi, perchè come vuoi non puoi. (Jim Morrison)

Related Posts with Thumbnails

Repubblica — 28 gennaio 2003 - a priolo l' incubo di minamata
Repubblica — 28 gennaio 2003 pagina 8 sezione: PALERMO

Nel Sud del Giappone, di fronte alla baia di Nagasaki, c' è l' isola di Minamata. Negli anni Cinquanta la popolazione di questo villaggio subì uno dei più gravi danni ecologici della storia industriale. Il mercurio organico prodotto dagli scarichi a mare dell' impianto industriale della Chisso Corporation, per più di 30 anni fino al 1966, contaminò persone e animali. Gli effetti nocivi sull' uomo di questo disastro ambientale non si fecero attendere. Il mercurio ingerito dai pesci entrò a fare parte della catena alimentare fino agli abitanti dell' isola. Il prezzo che dovette pagare il piccolo villaggio di pescatori nella corsa per l' industrializzazione del Giappone fu alto. A causa della «malattia di Minamata» morirono 78 persone. Le province giapponesi di Kagoshima, Kumamoto e Niigatastato dovettero risarcire circa diecimila persone per danni al sistema nervoso centrale e per le malformazioni dei feti delle gestanti che avevano mangiato il pesce contaminato. Nessuno poteva immaginare che dopo cinquant' anni, nella provincia siracusana, nel golfo di Augusta, a Priolo, potesse tornare l' incubo di Minamata, dove l' inquinamento fu di tale gravità che portò le autorità giapponesi a decretare per trent' anni la chiusura della baia per evitare la fuoriuscita dei pesci contaminati e la messa al bando del mercurio dal proprio territorio. L' impianto chimico Enichem di Priolo, nella Val di Noto, a pochi chilometri da Taormina, Ispica, Capo Passero e Catania, è accusato di avere scaricato per vent' anni rifiuti tossici a mare, tra cui mercurio, nello Stretto di Sicilia inquinandolo. Con l' accusa di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti pericolosi diciotto dirigenti sono agli arresti e dovranno rispondere di ben 552 capi di imputazione. Dopo cinquant' anni dall' episodio giapponese di Minamata, un' altra isola «del Sud», la Sicilia, si trova a pagare il suo contributo in nome dell' industria e del progresso. Tutto questo porta a fare una piccola riflessione legata alla questione meridionale, alla fame di lavoro, sull' emigrazione, sulla qualità della vita dei centri dell' Isola che ospitano impianti industriali. Il polo chimico voluto in Sicilia negli anni Cinquanta fu visto come la risposta ai tanti problemi che tenevano l' Isola in una morsa di arretratezza feudale. Grazie all' industria i contadini impararono a trattare polietilene, olefine e cloro-soda. Assieme ai colletti bianchi che venivano dal Nord a dirigere gli stabilimenti, arrivò per l' operaio petrolchimico anche l' agiatezza. Nella costa ionica il modello industriale dell' «emigrato» della Svizzera soppiantò brevemente il modello agricolo dei Malavoglia di Verga. Nei paesi fatti da case incomplete, dove il mattone a vista è divenuto lo specchio di un progresso di sviluppo industriale mai affermato, ognuno ebbe la sua automobile, la televisione, il figlio all' università, la pensione di petrolchimico. L' industria, alla fine, ha creato molti consumatori e poca ricchezza. Nessuno, amministratore o operaio fa più caso se la mattina, aprendo le finestre, la puzza dei combusti della raffineria appesta l' aria di casa o dell' aula consiliare del Comune. Non si lamentano nemmeno più gli insegnanti che devono parlare di orsi e di stambecchi a bambini che dalla finestra vedono ogni mattina solo il fumo che esce delle ciminiere. In questa breve storia dell' industria in Sicilia, la busta paga, il «pezzo di pane», è stata l' unica cosa veramente importante. Il prezzo di questo illusorio benessere? Il silenzio sulla distruzione dell' ambiente costiero, una molletta al naso e rassegnarsi a rimetterci la propria salute. Un atroce dilemma per chi nel siracusano deve convivere con un duplice sentimento: uno di odio verso chi ti storpia un figlio e uno di amore per chi ti dà lavoro e possibilità di pagare le bollette. A danno ormai fatto tutti adesso corrono al capezzale del malato. Si fanno vivi gli assessori al territorio, all' industria, all' ambiente, gli amministratori locali e gli ambientalisti. Ognuno, come nel caso Fiat, dirà la sua e forse ci sarà soluzione. Nel mucchio, però, ci sono quelli che per anni sono stati a guardare; quelli che avevano la «delega» di vigilare sulla salute della gente e sulle aree più pregiate della Sicilia e non lo hanno fatto. Gli stessi che hanno ceduto chilometri di incontaminata costa a un' industria che ha guardato solo al profitto e che alla fine non ha portato i benefici socio-economici e ambientali che tutti speravamo.
- SALVO SBACCHIS

Repubblica — 28 gennaio 2003 pagina 8 sezione: PALERMO


 

 

 

© 2001-2008 Salvo Maccarrone
stats
 
www.maccarrone.da.ru - priolo.altervista.org - www.priolo.da.ru

Nuova Paura a Priolo per l'ennesimo
BOTTO ERG
13 ottobre 2008
Botto Erg del 13 ottobre 2008
 
NO all'anonimato
No all'anonimato su www.maccarrone.da.ru

Statistiche

 

statsGoogle2008