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Le cose per le quali siamo disposti a morire sono anche le cose per le quali viviamo: ciò che da un senso alla vita, lo da anche alla morte (Antoine De Saint-Exupery).

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UN OCCHIO AL PASSATO... Ricordando il terremoto del 12-13 dicembre 1990 che colpì la Sicilia Sud Orientale - UNA SEQUELA DI BUGIE PER AFFOSSARE LA SCOTTANTE VERITA'
Pubblichiamo una illuminante pagina tratta da "Il terremoto dei silenzi" del sacerdote don Palmiro Prisutto, rettore del Santuario "Adonai" di Brucoli.

EPICENTRO E INTENSITA'

Il terremoto che il 13 dicembre 1990 ha colpito la Sicilia sud-orientale ormai è passato alla storia come «il terremoto di Carlentini».
Subito dopo la forte scossa del 13.12.1990 l'epicentro venne "localizzato" nel Golfo di Noto, poi i dodici morti dei crolli di Carlentini fecero spostare l'epicentro a Carlentini o nel mare "al largo di Carlentini": in realtà le Autorità sapevano bene che il terremoto era stato localizzato in mare a pochi chilometri da Augusta, dove sorgono i grandi complessi industriali chimici e petrolchimici.
La paura che il terremoto avesse arrecato gravi danni alla zona industriale ha costretto le Autorità e gli scienziati a mentire sulla localizzazione del vero epicentro.
Solo dopo la seconda scossa tellurica del 16.12.1990 i cittadini di Augusta-Priolo-Melilli hanno saputo la verità.
I sismologi e lo stesso Ministro per il Coordinamento per la protezione Civile Lattanzio hanno confessato che a Roma «avevano temuto il peggio», ma si erano ben guardati dall'avvisare la popolazione per non "allarmarla".
Per Augusta-Priolo-Melilli anche stavolta è andata bene, ma lo Stato anche stavolta ha fatto silenzio sui rischi!



INTENSITA' E DURATA DELLA SCOSSA

Nel quadro dei tanti «silenzi di stato», delle tante «non verità» dette sul terremoto del 13 e 16 dicembre 1990 acquistano un rilievo tutto particolare le questioni della durata e dell' intensità della scossa del 13/12/90.
«Fonti ufficiose» (giornalistiche?) hanno fissato la durata del sisma in 45 secondi. Lo stesso commissario straordinario per le zone terremotate Gomez y Paloma, pur nella sua veste di ufficiale di governo, nel suo libro sul terremoto ha dichiarato di non essere riuscito a sapere la durata esatta del sisma. Sulla durata del sisma neanche l'Istituto Nazionale di Geofisica nella sua relazione del 16/01/91 riporta alcuna notizia.
Per quanto riguarda l' intensità del sisma gli organi di informazione sono stati tutti concordi fissandola nel VII grado della scala Mercalli. La magnitudo è stata valutata in 5.1 della scala Richter dall' ING.
Su questi ultimi dati, però, non sono pochi ad avere forti dubbi o perplessità.
Il territorio di Augusta attualmente risulta classificato «S-9» vale a dire "zona sismica di secondo grado" mentre secondo la carta sismica nazionale risulta classificato «S-11» cioé "zona sismica di primo grado".
In base a tale classificazione non sarebbe stato possibile costruire insediamenti chimici e petrolchimici in una zona a così alto rischio, ma poiché proprio sul territorio di Augusta e delle vicine Priolo e Melilli sorge uno dei più grandi poli petrolchimici d'Europa, per il quale gli esperti in seguito al terremoto del 13 dicembre hanno temuto il peggio, ed a causa di questo timore sin dal primo momento è stato imposto il blak-out sull'informazione, può serenamente farsi strada l'idea che, per ragion di stato, (così come per l'epicentro) non sia stata detta la verità neanche per l' intensità.
Infatti dal bollettino dell' ING, del 16/01/91 risulta che ad Augusta nella zona Borgata Nord l'intensità del sisma è stata di 8,1 gradi della scala Mercalli, vale a dire un grado superiore a quella ufficialmente ammessa.
La spiegazione "ufficiale" che ne è stata data dai tecnici è quella che la particolare natura del terreno del Quartiere Borgata (saline bonificate) abbia «amplificato» gli effetti della scossa.
Ma non pochi, più verosimilmente, sostengono la tesi che l'informazione ufficiale sia stata pilotata per motivi politico-economici. Infatti, si può pensare più realisticamente che l'intensità della scossa sia stata superiore al IX grado, ma ammettere che la scossa abbia superato il IX grado avrebbe comportato la totale revisione degli insediamenti industriali della zona Augusta-Priolo-Melilli per cui ben comprensibili ragioni di stato avrebbero indotto le Autorità a diminuire anche se di un solo grado, il valore dell'intensità della scossa facendola rientrare in una più accettabile normalità per un territorio classificato «S-9».
Poiché nessuno nei terribili frangenti del terremoto si è messo a cronometrare la durata del sisma, si può anche ipotizzare che la durata del sisma sia stata inferiore mentre l'intensità abbia superato anche il IX grado.

Palmiro Prisutto, http://www.lasvolta.net/tds/index1.htm

DAL NOSTRO ARCHIVIO

VIDEO SHOCK!!! - TERREMOTO DELLA SICILIA ORIENTALE DEL 13 DICEMBRE 1990 - DICHIARAZIONI SHOCK DEL SISMOLOGO FRANCO BARBERI, MASSIMO ESPERTO NELLA PREVENZIONE DELLE CATASTROFI NATURALI: "IL TERREMOTO DEL 13 DICEMBRE 1990 E' STATO UN TERREMOTINO, NELLA SICILIA ORIENTALE SI ATTENDE UN TERREMOTO 100 VOLTE SUPERIORE....".



Consiglio di visionarlo e poi farlo girare tra gli amici.

Quali messaggi ha voluto lanciare il prof. Franco Barberi?
1 - Fate in modo che il prossimo terremoto (che ci sarà) non vi colga di sorpresa
2 – Iniziate a costruire edifici e fabbriche antisisma
3 – Eliminate i potenziali pericoli considerato che le vostre popolazioni stanno addossate ad un polo petrolchimico
4 – Non aggravate ulteriormente i rischi aggiungendo impianti potenzialmente pericolosi....

RISULTATI OTTENUTI
1 – Le costruzioni antisisma, dal 1990 ad oggi, hanno avuto un incremento trascurabile
2 – La zona industriale di Priolo ha subito “ammodernamenti” vergognosamente irrisori
3 – Si è continuato a costruire impianti (Isab Energy) , si sono costruiti mega- tralicci per cavi aerei ad altissima tensione, si è ulteriormente aggravato il rischio dopo l’interconnessione delle raffineria ISab nord e sud
4 – E non si finisce: si vorrebbe aggiungere, in un’aria vecchia, pericolosa, sicuramente non antisismica e a ridosso di una base Nato, un rigassificatore.

Salvo Maccarrone, 08 aprile 2009


 

 

 

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