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SOTTIGLIEZZE POLITICHE - "Via libera" ma solo teoricamente, al rigassificatore di Porto Empedocle. Infatti sinora nessun decreto è stato firmato dall'assessore regionale all'industria, Pippo Gianni, il quale ha dichiarato: "Firmerò il decreto - ha detto Gianni - non appena "Nuove Energie" trasferirà la sua sede legale e fiscale da Roma in Sicilia". Della serie:"Campa cavallo"!
Una fonte giornalistica molto vicina all' Enel (e quindi di parte) ci fa sapere che: "La conferenza dei servizi della Regione Sicilia ha dato il via libera definitivo alla costruzione del rigassificatore di Porto Empedocle".
Questo annuncio è stato dato dall'amministratore delegato di Enel, Fulvio Conti.

Enel detiene il 90% del progetto, che potrà realizzarsi in "40-50 mesi dall'inizio dei lavori". L'investimento previsto é di circa 600 milioni e il rigassificatore ha una capacità di 8 miliardi di metri cubi di gas, pari a circa il 10% del mercato italiano. L'impianto sarà gestito da Nuove Energie, società partecipata al 90% da Enel e al 10% da imprenditori.

L'Enel gioisce per il via libera dato senza che al momento vi siano atti ufficiali avallati dalla Regione Sicilia.
Tantè che l'assessore regionale all'Industria, on. Pippo Gianni, ha rilasciato la seguente dichiarazione:
"Firmerò il decreto - ha spiegato l'assessore regionale all'Industria Pippo Gianni - non appena Nuove Energie trasferirà la sua sede legale e fiscale da Roma in Sicilia".


Non si tiene conto della grande ricchezza rappresentata dai magnifici beni archeologici che arricchiscono la Valle dei Templi di Agrigento, e come al solito si preferisce massacrare la Sicilia per far arricchire i soliti speculatori.

Quindi, con il trasferimento da Roma in Sicilia della sede legale di Nuove Energie, la holding che costruirà il rigassificatore a Porto Empedocle, la Regione ha stimato di incassare ogni anno circa 50 milioni di euro, come proventi di tasse e imposte, destinati "non a spese correnti ma a investimenti, e una quota per i servizi sociosanitari.
Lo ha detto Gianni, sottolinenando che "la Regione è in grado di soddisfare in tempi rapidi le richieste delle aziende e allo stesso tempo di garantire lo sviluppo del nostro territorio. In soli sei mesi abbiamo rilasciato ad Enel tutte le autorizzazioni necessarie per costruire il rigassificatore".

Nel corso della trattativa, l'assessore ha anche chiesto ad Enel di sbloccare la quota inserita nelle bollette dell'energia che pagano i siciliani, destinata a investimenti. Secondo alcuni calcoli, si tratterebbe di circa 7 milioni di euro. Il comune di Porto Empedocle entra nel capitale sociale con la quota dello 0,5%.
"L'inizio dei lavori - ha detto l'amministratore delegato della società, Giuseppe Luzzio - avverrà verosimilmente nel secondo semestre di quest'anno e i lavori dureranno dai quaranta ai cinquanta mesi".

"Utilizzeremo soprattutto gas nigeriano - spiega Conti - ma potremmo fare riferimento anche ad approvvigionamenti da paesi con i quali abbiamo già rapporti come l'Algeria, l'Egitto, il Qatar e gli Emirati Arabi. Questa è una risposta in positivo per difendere l'autonomia degli approvvigionamenti energetici di un paese". Il rigassificatore di Porto Empedocle verrà realizzato dalla holding 'Nuove energie' di cui Enel è proprietaria al 90%, con il restante 10% in mano a imprenditori che hanno partecipato al progetto. "Ora l'approvvigionamento di gas nigeriano, che fa un giro turistico dal nord della Francia - conclude Conti - costa al paese 150-170 milioni di euro in più all'anno".

Confindustria Sicilia valuta positivamente non solo i benefici che questa infrastruttura avrà sull’attuale crisi energetica, ma anche le ricadute che la sua realizzazione avrà sull’occupazione e sul sistema manifatturiero in un periodo di grave recessione. "Così come hanno con tempestività autorizzato l’avvio di un’opera così importante per l’economia siciliana e per la soluzione della crisi del gas, con la stessa celerità crediamo debbano completare l’iter per il via libera al rigassificatore di Priolo", dicono in una nota gli industriali.
La Snam Rete Gas ha accettato la proposta dell'assessore regionale all’Industria, Pippo Gianni, di realizzare in una zona ricadente nel comune di Fondachelli Fantina, in provincia di Messina, la centrale di compressione gas, denominata ‘Sealine’, inizialmente prevista a Monforte San Giorgio.
La centrale assicurerà la spinta per garantire il flusso del gas tra la Sicilia e la costa della Campania.

Nei prossimi giorni i responsabili della Snam, insieme con gli amministratori locali, procederanno a un sopralluogo nelle aree individuate. Verrà, quindi, stipulato un accordo tra l'amministrazione regionale e il gruppo Snam, in raccordo con l’amministrazione comunale di Fondachelli Fantina, per definire le misure compensative in favore del territorio.
All'incontro tra l'assessore Gianni e i responsabili della Snam Rete Gas S.p.A hanno partecipato il sindaco di Monforte San Giorgio (Me), Antonio Romanzo, il vicesindaco di Fondachelli Fantina, Carmelo Citraro, il parlamentare regionale Fortunato Romano, gli assessori al Territorio e all’Ambiente della Provincia regionale di Messina, Gaetano Duca e Pietro Petrella.

20 gennaio 2009


 

 

 

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