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Le cose per le quali siamo disposti a morire sono anche le cose per le quali viviamo: ciò che da un senso alla vita, lo da anche alla morte (Antoine De Saint-Exupery).

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Il Comitato Melillese NO RIGASSIFICATORE ha protocollato stamani (09 dicembre 2008) alla Provincia regionale di Siracusa un corposo documento con cui si invitano i competenti Organi Provinciali a valutare negativamente la scelta riguardante il rigassificatore opponendosi con tutti i mezzi a disposizione alla sua realizzazione.
COMITATO MELILLESE “NO RIGASSIFICATORE”
Via Gorizia, 6 - 96010- Melilli (SR)

Al responsabile dell’Ufficio del Piano Territoriale Provinciale
presso il IX settore della Provincia Regionale di Siracusa
Ing. Angelo Di Pace

e, p.c.:

a tutti i Consiglieri Provinciali
Provincia Regionale di Siracusa

al Presidente della Regione Siciliana
Palermo

all’Assessore Reg.le Territorio e Ambiente
Palermo

all’Assessore Reg.le all’Industria
Palermo

al Comune di
Melilli

Al Comune di
Priolo

Oggetto: pareri ed osservazioni in merito al Piano Territoriale Provinciale, limitatamente all’obiettivo 4.5 (razionalizzazione delle risorse energetiche) e inerenti la proposta della società Ionio Gas circa la realizzazione di un terminale di ricezione, stoccaggio e rigassificazione di gas naturale liquefatto (GNL) nel polo industriale Melilli-Augusta-Priolo Gargallo (SR).


Il Comitato Melillese “NO RIGASSIFICATORE”, con sede in via Gorizia n. 6 96010 Melilli, in relazione a quanto in oggetto
presenta

ai destinatari in indirizzo, i seguenti pareri ed osservazioni, che implicano e sottendono parere negativo alla realizzazione dell’impianto oggetto dalla presente.

1) La pericolosità intrinseca dell’impianto è tale da renderne inaccettabile la localizzazione nel sito prescelto. Trattasi infatti di impianto a rischio di incidente rilavante (come da direttive “Seveso” tutt’ora vigenti e dalle quali è vietata la realizzazione in siti come quello nel quale si intende ubicarlo), che, secondo un autorevolissimo studio, effettuato per il Pentagono (cfr.: “Brittle Power” Energy Strategy for National Security, di Amory B. Lovins e L. Hunter Lovins, di cui all’allegato n.1) nonché secondo altri studi fra cui, non ultimo, il “Sandia Report” (“Guidance on Risk Analysis and Safety Implications of a Large Liquefied Natural Gas (LNG) Spill Over Water”; Mike Hightower, Louis Gritzo, Anay Luketa-Hanlin, John Covan, Sheldon Tieszen, Gerry Wellman, Mike Irwin, Mike Kaneshige, Brian Melof, Charles Morrow, Don Ragland; effettuato da Sandia National Laboratories Albuquerque, New Mexico 87185 and Livermore, California 94550 nel 2004) ha un potenziale esplosivo, in caso di incidente rilevante, pari a diverse bombe atomiche come quella di Hiroshima.
Dato il sito prescelto per l’ubicazione dell’impianto, anche un incidente non immediatamente catastrofico, avrebbe grandi probabilità di innescare un effetto “domino” che, a causa della tipologia e delle enormi quantità di infiammabili stoccate e lavorate nel polo petrolchimico, concretizzerebbe un rischio improponibile per gli insediamenti umani limitrofi (nel caso di Priolo, direttamente insistenti nell’area industriale e con essa, in molti punti, direttamente a contatto, ad un chilometro e mezzo da Melilli e due da Augusta). A tali conclusioni sono giunti anche i Consulenti, a suo tempo incaricati dal Comune di Melilli per studiare nei dettagli l’argomento e stilare eventuali osservazioni delle quali si allega copia (v. allegato n. 2).

2) Che il sito prescelto abbia un grado di pericolosità tale da rendere improponibile la realizzazione di un altro impianto a rischio di incidente rilevante quale è il rigassificatore, risulta assai chiaro dalla delibera n. 111 del 23/10/2008 del Comitato Tecnico Regionale per la Sicilia, che il CTR ha notificato anche alla Provincia Reg.le di Siracusa nel mese di Novembre 2008 e nella quale, sostanzialmente, si esprime giudizio negativo sulle attuali condizioni di sicurezza dello stabilimento ERG nel quale si propone la costruzione del rigassificatore e si sottolinea che non potranno essere prese in considerazione proposte che prevedano incrementi del preesistente livello di rischio. Copia del documento, sebbene noto alla Prov. Reg.le, viene allegata alla presente (v. allegato n. 4).

3) L’area nella quale si vorrebbe collocare l’impianto è zona sismica di primo grado e, in caso di sisma, qualunque precauzione tecnologica sarebbe inutile ed è assolutamente legittimo aspettarsi e paventare che le inevitabili perdite di GNL, che ad un evento sismico di proporzioni pari a quello del 1990 o superiori, seguirebbero, trovando sicuro “innesco” nelle fiaccole sempre attive del petrolchimico, determinerebbero gli eventi, di cui al punto 1, con devastazione dei territori circostanti, perdita di un numero improponibile di vite umane e scarico, in atmosfera, di abnormi quantità di tossici e cancerogeni che graverebbero sulla salute e sulla vita dei Siciliani per decine di anni. A sostegno e prova di quanto sopra, si consideri che il voto del CRU (comitato regionale urbanistico) n. 41/1991 riporta elencati cronologicamente al foglio n. 3, i numerosi terremoti che hanno colpito la Sicilia sud-orientale; vengono calcolati anche i periodi di ritorno e l’epicentro è sempre lo stesso, quello del sisma del 13/12/90 (Augusta, e non Noto né Carlentini, come si volle far credere) Nello stesso documento al foglio n 25 si legge testualmente : “Riteniamo che gran parte dei Comuni della Sicilia orientale potrebbero essere riclassificati ed inclusi tra i Comuni di 1° cat.” Ed in effetti dalla cartina geologica allegata allo stesso documento ciò risulta evidente. Il verbo riclassificare è giustificato dal fatto che, con Legge 10 dicembre 1981, n. 741 la Sicilia sud-orientale (ed in particolare Augusta) fu dichiarata “zona ad alto rischio sismico (S12) (cfr. elenco dei Comuni allegato alla Legge).

4) La nostra area è stata dichiarata zona ad elevato rischio di crisi ambientale con DM del
30/11/90 . Trattasi di zona dove coesistono tre grossi fattori di rischio che potrebbero malaugu-
ratamente sommarsi fra loro: quello sismico, quello chimico-industriale e quello bellico, in
relazione alla presenza della base militare navale italiana e al deposito NATO nel quale non si sa
con precisione quale tipo di armi siano stoccate. Un impianto con le potenzialità devastatrici come
il rigassificatore, aggiungerebbe al rischio bellico quello di attentati terroristici. Tanto i vettori
(navi metaniere) che l’impianto stesso, con i suoi enormi serbatoi di stoccaggio, rappresenterebbero un target ideale per organizzazioni terroristiche quali quella che non ha esitato a portare a termine la missione suicida dell’11 settembre 2001 e che vedrebbe, in 140.000 m3 di GNL portati dalla gasiera e nei 450.000 m3 dei serbatoi a terra una possibilità senza precedenti di seminare il terrore sul pianeta ed ottenere quanto preteso.

5) Il GNL arriverebbe al porto di Augusta su navi gasiere delle quali sono ben noti i pericoli, sia in fase di carico e scarico, che in fase di navigazione. Tant’è che è interdetta la navigazione a qualsiasi natante per due miglia dietro, un miglio avanti e un miglio e mezzo lateralmente a gasiere in navigazione, anche all’interno del porto. La possibile perdita di una nube di metano, a seconda della forza e direzione dei venti e della distanza dalla costa, rappresenterebbe un pericolo assolutamente incompatibile con la costante presenza di fonti di ignizione quali le torce del petrolchimico.

6) Le dimensioni stesse delle gasiere e le eccezionali precauzioni che ne accompagnano l’ingresso e l’uscita dai porti e la navigazione, significherebbero (in media ogni tre giorni) una paralisi di tutte le attività portuali, ivi compresa quella relativa al traffico di navi e sottomarini militari, di cui alcuni a propulsione nucleare che accedono ed escono dal porto.

7) Assolutamente incompatibile con un’esistenza sicura e serena, per le popolazioni della Sicilia Orientale, è la coesistenza, a poche centinaia di metri di distanza da un simile impianto, delle navi militari sia italiane che Nato, nonché dei depositi di munizioni di Cava Sorciaro e Palombara.
Va considerato, inoltre, che in prossimità del pontile al quale attraccherebbero le gasiere, c’è il pontile NATO al quale attraccano e per il quale transitano sommergibili atomici.

8) Come dimostrano i dati Regionali sulla situazione energetica della Sicilia, l’impianto in questione è tutt’altro che necessario: in quanto la Sicilia produce nelle sue 5 raffinerie una quantità di prodotti petroliferi finiti (GPL, benzine, cheroseni, gasoli, oli combustibili) superiori al 45% del fabbisogno nazionale; in Sicilia arriva metano algerino a Mazara del Vallo e presto arriverà altro metano libico a Gela, gas che solo in piccola parte serve per i consumi regionali; in Sicilia c’è una sovrapproduzione di energia elettrica che assieme al metano per la maggior parte viene esportata nel resto d’Italia.
Inoltre, data la recente scoperta di ENI ed Edison di un enorme giacimento di metano al largo della costa siciliana fra Agrigento e Gela (giacimento che si stima possa soddisfare il fabbisogno nazionale per ben 200 anni), non appare ragionevole la costruzione di rigassificatori, mentre appare opportuna la scelta di rivolgere l’attenzione a quella fonte inesauribile di energia di cui la Sicilia è ricchissima che è il sole, tramite la realizzazione di impianti fotovoltaici.

9) La realizzazione del rigassificatore determinerebbe un deprezzamento dei beni immobili, con grave pregiudizio per l’economia di tutta la nostra terra.

10) La zona verrebbe penalizzata ulteriormente per la perdita di valore dei suoi beni archeologici e quindi dell’interesse turistico, risorsa a cui mira la rivalutazione dell’area.

11) A regime, sono solo poche decine i posti di lavoro che l’impianto potrebbe offrire; l’aspetto occupazionale è, pertanto, del tutto trascurabile sia in assoluto, sia se raffrontato all’enorme pericolosità dello stesso per le popolazioni viciniori, per la sicurezza degli impianti circostanti e, conseguentemente, per l’economia generale di tutta l’area territoriale con interessi lavorativi nel petrolchimico.

11) L’impianto sorgerebbe a ridosso della ferrovia che collega Catania con Siracusa, vicino alla ex SS 114, all’autostrada in costruzione Siracusa Catania, ai centri abitati di Augusta, Priolo e Melilli ed a grossi centri commerciali.

12) Va inoltre considerato il danno economico diretto che si concretizzerebbe per i Cittadini, in quanto se, da un lato, grazie alla delibera 178/2005 dell’Autorità per l’Energia e il Gas (art. 13 comma 2 di cui all’allegato n. 3), lo Stato Italiano si impegna a corrispondere ai gestori di impianti di rigassificazione l’80% dei ricavi di riferimento, anche in caso di inutilizzo dell’impianto (ovviamente il denaro necessario proverrebbe dalle bollette), dall’altro non va ignorata la circostanza che i Paesi produttori di GNL (paesi “liquefattori”) hanno un grave deficit di gas, tanto da non riuscire a far fronte alle richieste dei 53 rigassificatori già esistenti su tutto il pianeta; è ragionevole, quindi, dedurre che i ben 15 rigassificatori progettati in Italia rimarranno senza rifornimenti ed i gestori avranno gli utili derivanti dal dettato della citata delibera, mentre a noi rimarrà solo il pericolo e il danno economico.

Tutto quanto sopra contrasta con le argomentazioni a sostegno dell’impianto. Si parla di “filiera del freddo” per la conservazione delle derrate alimentari” e dell’indotto ad essa collegato, non tenendo conto che si è in una zona esposta a ricadute continue di prodotti inquinanti, anche cancerogeni come le diossine, che si depositano purtroppo sui prodotti del suolo e con essi verrebbero surgelati. Analoghe considerazioni suscita l’argomentazione relativa all’uso del metano in sostituzione degli oli combustibili, al fine di ridurre le emissioni in atmosfera e contrarre la spesa energetica per il funzionamento degli impianti; per detto scopo, infatti le aziende rispettose dell’ambiente, potrebbero, già da almeno 20 anni, usare il metano che arriva via gasdotto o il singas autoprodotto dal “fondo del barile” invece di destinarlo alla lucrosa produzione di energia elettrica. Inoltre è convinzione comune che il problema dell’inquinamento dell’aria nel polo industriale si potrà risolvere con l’ammodernamento degli impianti, ormai vetusti, con una saggia manutenzione programmata e con il rispetto e la conformità alle Norme Comunitarie e Nazionali in materia, così come sostanzialmente indicato dal CTR nel documento di cui si è già detto.
L’impianto di rigassificazione costituisce un impianto a rischio di incidente rilevante, ed è, pertanto, sottoposto alle Direttive Seveso. E’, pertanto improponibile la sua realizzazione in seno ad un agglomerato di altri impianti gravati dal medesimo rischio e, per di più, caratterizzati da uno stato di vetustà, degrado e pericolosità da destare serie preoccupazioni per la semplice loro stessa esistenza sul territorio.

Per quanto sopra motivato lo scrivente Comitato esprime parere negativo alla realizzazione dell’impianto e, soprattutto alla sua allocazione in un’area così a rischio quale il petrolchimico di Melilli-Priolo-Augusta.
Per gli stessi motivi si invitano i competenti Organi Provinciali a valutare negativamente la scelta riguardante l’impianto in questione opponendosi con tutti i mezzi a disposizione alla sua realizzazione.

Melilli 05/12/2008 con ogni osservanza


COMITATO MELILLESE “NO RIGASSIFICATORE
il coordinatore
Pippo Annino


 

 

 

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