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Le cose per le quali siamo disposti a morire sono anche le cose per le quali viviamo: ciò che da un senso alla vita, lo da anche alla morte (Antoine De Saint-Exupery).

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[email protected] - "io sono d'accordo al rigassifigatore ma a determinate condizioni" - Il Lettore chiede una nostra opinione
Caro Salvo sono Nello mi ha fatto piacere leggere il tuo articolo sull'ultima uscita nel ns sindaco disposto all'apertura, nn ho capito di cosa indumenti o dialogo, chi vuol intendere intenda, io sono d'accordo alrigassifigatore ma a determinate condizioni:
1) metano a costo zero per i cittadini del comune
2) costo energia elettrica pagata dall'Enel ai cittadini
3) defiscalizzazione dei combustibili per autotrazione dei cittadini di Priolo Gargallo

Come vedi non ho chiesto posti di lavoro ma costi del cittadino, se la ioniogas accetta queste condizione penso che noi tutti accettiamo il rigassificatore.

Voglio sentire la tua opinione e la tua risposta
Un saluto con affetto Nello

NOSTRA RISPOSTA
Intanto grazie Nello per aver arricchito il dibattito sul rigassificatore. (Salutami tantissimo la tua consorte Rita che non vedo da parecchio tempo). Mi chiedi una opinione in merito alle richieste da te formulate. Premetto che tali richieste appaiono oltremodo interessanti però esse si scontrano con un avversario FURBO e SPERGIURO che, peraltro, non ha neppure il rispetto per la vita umana.
Per comprendere quando siano SPERGIURI, FALSI e IPOCRITI i signori industriali che REGNANO IN QUESTI LUOGHI ABBANDONATI DALLO STATO E DALLA MAGISTRATURA occorre avere una buona memoria ed avere vissuto in prima persona certi episodi. Mi spiego meglio: quando la Isab Energy prospettò al Comune di Priolo la costruzione di un impianto di cogenerazione (era sindaco Enzo Radino) vari strati della cosiddetta “società civile” (ambientalisti vari, associazioni, forze politiche di ogni tipo e genere, etc) avanzarono le stesse proposte che hai elencato tu con altre aggiunte tipo l’abbattimento dei fumi e degli inquinanti una volta messo in marcia l’impianto, il rispetto dell’ambiente, forza lavoro esclusivamente priolese nonché la costruzione di una barriera a verde capace di mitigare l’impatto visivo con il nuovo impianto.
Ebbene ancora oggi si attende che la Isab Energy rispetti quegli impegni assunti in maniera teatrale anche attraverso l’acquisto di tre intere pagine dei più noti quotidiani dell’Isola di Sicilia.



Adesso davanti alla costruzione del rigassificatore, che darà vantaggi solamente a Erg e a Shell, le promesse, DA MARINAIO, si sono ingigantite al punto che la Ionio gas , trovando terreno fertile a Melilli (quasi che i melillesi fossero dei “babbei”) hanno aperto una sede di fronte al Municipio di Melilli e stanno organizzando incontri su incontri (spesso conviviali e quindi mangerecci secondo quanto ci comunicano via mail parecchi melillesi) per convincere la popolazione sulla bontà del loro progetto, sulla SICUREZZA del loro progetto, sulla sicurezza della zona industriale, sulla inesistenza di problematiche, sulla MAREA di posti di lavoro per i residenti a Melilli.
A ciò si aggiunge il giornaliero attacco psicologico sferrato dal quotidiano “La Sicilia” che, in prima pagina, evidenzia le bontà del rigassificatore con interviste a personaggi della zona (sindaco di Priolo, sindaco di Melilli nonché assessore regionale all’ambiente che, a mio avviso, diventano così OGGETTI sapientemente manipolati da una non troppo occulta regia) e amplificando parole smorzate dette dal presidente della regione Raffaele Lombardo in un contesto molto più ampio.



MA COME STANNO REALMENTE LE COSE NESSUNO INTENDE SPIEGARLO PER EVITARE CHE IL PROGETTO VADA IN... FUMO

Caro amico Nello, dal giorno in cui scoprimmo il progetto che giaceva ben nascosto in un cassetto del Comune di Priolo e lanciammo immediatamente l'allarme dalle pagine di questo sito, personalmente mi sono continuamente aggiornato facendomi in merito una discreta cultura.
Dalla lettura della documentazione emerge con chiarezza UNA GRANDE VERITA': che il rigassificatore NON PUO’ ESSERE COSTRUITO NELLA ZONA INDUSTRIALE PRIOLO, AUGUSTA, MELILLI perchè E' ILLEGITTIMO per tutta una serie di motivazione che, peraltro, ebbero ad esprimere gli ESPERTI DEL COMUNE DI MELILLI nella redazione delle loro “OSSERVAZIONI AL PROGETTO DI UN TERMINALE DI RICEZIONE, STOCCAGGIO E RIGASSIFICAZIONE DI GAS LIQUEFATTO (GNL) NEL POLO INDUSTRIALE DI MELILLI-AUGUSTA-PRIOLO GARGALLO (SR)”.

Ti riporto alcuni passaggi di quelle “Osservazioni” in cui si afferma che l’ìmpianto di rigassificazione:

“Non solo rientra a pieno titolo tra gli impianti pericolosi individuati da tale normativa, ma dovrebbe altresì essere realizzato in una area ad elevatissimo rischio di crisi ambientale.
L’area all’interno della Raffineria ISAB Impianti Nord, di proprietà della ERG Raffinerie Mediterranee SpA (ERGMed), che insiste nel territorio del Comune di Melilli infatti, rientra tra le aree che secondo l’art.74 del decreto legislativo 112/98 sono “…caratterizzate da gravi alterazioni degli equilibri ecologici nei corpi idrici, nell'atmosfera e nel suolo che comportano rischio per l'ambiente e la popolazione…”.
Per le suddette aree quindi, lo stesso articolo 74, al quarto comma, prevede testualmente che “…le regioni definiscono, per le aree di cui al comma 2, un piano di risanamento teso ad individuare in via prioritaria le misure urgenti atte a rimuovere le situazioni di rischio e al ripristino ambientale…”.
L’area sulla quale si dovrebbe realizzare il c.d. rigassificatore è quindi un’area sulla quale ai sensi dell’art.74 del dlg. 112/98 si deve intervenire per rimuovere le situazioni di rischio e per procedere al ripristino ambientale.
Dalla semplice lettura della suddetta norma quindi, emerge con tutta evidenza ed assoluta chiarezza che la localizzazione del c.d. rigassificatore nella aree suindicate è illegittima per contrasto con l’art.74 del dlg. 112/98.
Il contrasto tra quanto previsto dalla norma e quanto si intenderebbe realizzare è infatti, insanabile.
La prescrizione normativa dell’obbligo della rimozione delle situazioni di rischio infatti, non è in alcun modo conciliabile con la realizzazione – nel medesimo sito che per obbligo di legge si dovrebbe bonificare – di una attività ad elevatissimo rischio.


Spero che la mia risposta sia stata soddisfacente.
Salvo Maccarrone

30 ottobre 2008


 

 

 

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