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SALVO CIRNIGLIARO DIPENDENTE "FANTASMA" DEL COMUNE DI PRIOLO SCRIVE AL MINISTRO PER LA FUNZIONE PUBBLICA, PROF. RENATO BRUNETTA
Sapevate che nel Comune di Priolo esiste lo "Sportello Unico"? Non lo sapevate? Ma certo che non lo sapevate: quello sportello è talmente "UNICO" al punto da non figurare da nessuna parte. Meno che mai nel costosissimo (e mai aggiornato) sito web del Comune di Priolo.

Cirnigliaro Salvatore, dipendente dal 1980 del Comune di Priolo Gargallo (SR) con la qualifica funzionale D4, dal 2002, sotto l'amministrazione del sindaco Toppi, ha solo l’obbligo di timbrare entrata e uscita dal posto di lavoro in quanto "parcheggiato" in una stanza del quarto piano. Stufo di questa "punizione" ha deciso di scrivere al ministro Brunetta (nella foto).

Ecco il testo integrale della sua missiva.

"Al Ministro per la Funzione Pubblica - prof. Renato Brunetta
Da tempo, purtroppo, è luogo comune definire i dipendenti pubblici come tutti raccomandati e fannulloni, allo stesso modo come i politici sono considerati tutti ladri e corrotti.

Ciò nonostante mi trova perfettamente d’accordo nel non arrendersi ai luoghi comuni, assumendo iniziative tendenti a verificare la consistenza dei "fannulloni" e volendo applicare il criterio della "meritocrazia" nel Pubblico impiego.

La invito ad onorarmi della Sua attenzione nel completare la lettura di questa mia, di certo non tendente all’ottenimento di benefici personali, ma portatrice di una riflessione per ulteriori iniziative che vorrà intraprendere.

Sono Cirnigliaro Salvatore, dipendente dal 1980 del Comune di Priolo Gargallo (SR) con la qualifica funzionale D4, dal 2002 con solo l’obbligo di timbrare entrata e uscita dal posto di lavoro in quanto "parcheggiato" in una stanza del quarto piano, alla quale hanno attribuito il titolo di "sportello unico" (tanto unico, da non figurare neanche nell’elenco degli uffici dell’ente, sul sito www.priologargallo.net).

Da tanti anni, amministratori, dirigenti, dipendenti e persino funzionari dell’osservatorio regionale per lo sportello unico, sono a conoscenza di tale situazione ma, intenti come sono a salvaguardare il proprio orticello, nessuna iniziativa (almeno a mia conoscenza) è mai stata assunta. In compenso, tale situazione, mi è valsa il nomignolo di "particella di sodio", da parte di qualche collega, e la preghiera di qualche altro per interessarmi a farlo trasferire presso il mio ufficio, nella volontà di voler condividere il mio "lavoro".

Però non è della mia personale posizione che voglio parlare, ma della richiesta di una equo rapporto di responsabilità che coinvolga alle stesso modo amministratori, dirigenti e impiegati.

E’ di pochi giorni fa la pubblicazione da parte della stampa locale, di un articolo nel quale si menziona che altra dipendente di questo Ente, ha vinto la causa intentata contro questa amministrazione, durata circa cinque anni (con pesante esborso da parte della dipendente) e conclusa con la condanna dell’ente al pagamento di circa 27.000 euro all’impiegata.

Non volendomi dilungare oltre, entrando nel merito di quella questione, arrivo subito al nocciolo della mia riflessione: nei casi di dipendenti assenteisti, fannulloni e meritocrazia, il dipendente ne paga in prima persona, soprattutto in termini economici, tutte le conseguenze del proprio operato. Perché invece l’amministratore, il direttore generale e il dirigente del settore, nelle controversie con il personale pagano con la cassa comunale e, quindi, con i soldi dei cittadini, sia spese legali che spese di condanna, per responsabilità che sono proprie e personali e certamente non dovute al ruolo che rivestono?

Che anche costoro, "mandante ed esecutori", paghino di propria tasca (sicuramente molto più ricca di quella di un dipendente) per queste forme di "delitti" dei quali si rendono colpevoli.

Meritocrazia intesa come professionalità e attaccamento al lavoro? O come riconoscimento per essere amico degli amici? O ricompensa per la complicità con l’amministratore di turno? Oppure come titolo meritorio per la tessera di partito posseduta?

Qual è l’organo trasparente che assegna tale meritocrazia?

Nei casi come il mio, lo "scarso rendimento" come viene valutato? Considerato che, l’obiettivo prefissato dall’Ente, io l’ho svolto (non senza sacrifici) al cento per cento!

Mi consenta una domanda: ma Umberto Saba (poeta noto perchè più di ogni altro ha impiegato la situazione "guardando dalla finestra"), era dipendente comunale?

Egregio Ministro, mi convinca delle Sue buone intenzioni di voler rivoltare per intero il calzino, dove l’interesse è tutelare il bene comune senza sconti per nessuno, "casta" compresa. Solo allora intenterò la mia causa contro i responsabili della mia situazione, quando a pagare non saranno i cittadini (e quindi io stesso), ma i soli colpevoli delle malefatte.

Chiedo venia per l’ironia, ma è l’unica qualità che mi ha permesso di superare determinati momenti.

Cordiali Saluti
Cirnigliaro Salvatore".

Priolo, 27 giugno 2008



 

 

 

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