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NO RIGASSIFICATORE IONIOGAS - I cittadini di Melilli esprimono un cubitale parere contrario all'impianto di rigassificazione IonioGas ed invitano il Consiglio Comunale a trasformarlo in "atto di indirizzo"
I cittadini di Melilli esprimono un cubitale parere contrario all'impianto di rigassificazione Ionio Gas ed invitano il Consiglio Comunale a trasformarlo in "atto di indirizzo" da inviare, con sollecito, alle Commissioni VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) rispettivamente della Regione e del Ministero dell'Ambiente, nonché al Ministero delle Infrastrutture e al Ministero dello Sviluppo Economico.



Ecco di seguito il documento ufficiale del COMITATO MELILLESE “NO RIGASSIFICATORE” inviato:
al Presidente del Consiglio Comunale di Melilli e
a tutti i Consiglieri Comunali di Melilli.

Oggetto: parere contrario in relazione all'impianto di rigassificazione Ionio Gas

Lo scrivente Comitato Cittadino, approva il seguente documento in merito all'impianto di rigassificazione proposto dalla Soc. Ionio Gas a Melilli.
Sottopone tale documento al Consiglio Comunale di Melilli al fine di trasformarlo in atto di indirizzo e di inviarlo alle Commissioni VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) rispettivamente della Regione e del Ministero dell'Ambiente, nonché al Ministero delle Infrastrutture e al Ministero dello Sviluppo Economico.
Tale documento ha lo specifico scopo di motivare nel merito delle questioni ambientali e di analisi del rischio le ragioni dell’opposizione totale al progetto.

Premesso che
* la Convenzione di Aarhus (recepita con legge 108/2001) assegna ai cittadini il diritto di essere consultati preventivamente per le scelte ambientali;
* l'articolo 23 del Decreto Legislativo 334/1999 (Seveso II) all'art. 23 prevede al comma 1 che "la popolazione deve essere messa in grado di esprimere il proprio parere nei casi di (...) creazione di nuovi insediamenti e infrastrutture attorno agli stabilimenti esistenti";
* tale articolo al comma 2 specifica: "Il parere di cui al comma 1 è espresso nell'ambito del procedimento di formazione dello strumento urbanistico o del procedimento di valutazione di impatto ambientale con le modalità stabilite dalle regioni o dal Ministro dell'ambiente, secondo le rispettive competenze, che possono prevedere la possibilità di utilizzare la conferenza di servizi con la partecipazione dei rappresentanti istituzionali, delle imprese, dei lavoratori e della società civile, qualora si ravvisi la necessità di comporre conflitti in ordine alla costruzione di nuovi stabilimenti, alla delocalizzazione di impianti nonché all’urbanizzazione del territorio";
* in questi mesi è sorto in città un movimento di opinione contrario al rigassificatore che si è espresso in varie forme sul territorio e sui media locali;
* nessuna attività industriale può prescindere dall'accettazione o dalla non accettazione sociale dei rischi connessi e che quindi in una democrazia spetta alla valutazione della comunità locale l'onere finale della scelta in merito all'accettazione o non accettazione del rischio;
* ogni rischio va comparato con presunti o effettivi benefici;
* i presunti benefici economici dell'impianto di rigassificazione vanno comparati con rischi di "incidente rilevante" che potrebbe ripercuotersi sulla sicurezza dell'intera comunità;
* il Consiglio Provinciale di Siracusa , in data 21/01/2008 ha votato una mozione relativa al progetto per la realizzazione del rigassificatore esprimendosi negativamente in merito al progetto stesso;
* l’eurodeputato On. Nello Musumeci a Bruxelles si è rivolto direttamente al Commissario per l’Ambiente, Stavros Dimas, sollecitandone l’intervento “presso le autorità italiane per impedire la realizzazione del rigassificatore nell’area Asi melillese, considerate le palesi, molteplici violazioni di direttive comunitarie nella fase procedurale e i rischi successivi”.
* il Consiglio comunale è espressione politica di tale comunità e ha come compito supremo la tutela della sicurezza dell'intera comunità che rappresenta;


Tanto premesso
Si esprime parere contrario all'impianto di rigassificazione nel polo petrolchimico di Melilli-Priolo-Augusta per la presenza di varie criticità e obiezioni ad oggi da considerarsi rilevanti e che qui di seguito vengono esposte.
* La nostra area è stata per legge dichiarata "area ad alto rischio di crisi ambientale". Pertanto ogni intervento nell'area industriale dovrebbe essere coerente con una prospettiva di alleggerimento dell'impatto ambientale sia in termini di inquinamento sia in termini di rischio industriale. Il rigassificatore è sottoposto alla Legge Seveso relativa agli incidenti rilevanti. Di conseguenza non può essere definito un impianto "privo di rischio".
* Il rigassificatore verrebbe collocato in un'area già gravata da varî impianti a rischio di incidente rilevante, la più densa in Italia e che rientra nella problematica complessa dell'"effetto domino"; per tale area ad oggi non è stato verificato un piano per l'evacuazione della popolazione in caso di incidente rilevante, il che rinvia a croniche inadempienze circa l'applicazione della Direttiva Seveso sul nostro territorio.
* La candela di scarico del rigassificatore può liberare (come si evince dalla documentazione tecnica dello Studio di Impatto Ambientale) vapori di boil-off e tale metano liberato in atmosfera verrebbe rilasciato in un'area in cui sono presenti torce sempre accese.
* Il sito in cui insisterebbe il rigassificatore, il 30 aprile 2006, è stato interessato da un incidente che ha causato un incendio di dimensioni allarmanti che ha richiesto ben tre giorni per essere domato.
* Il contesto in cui verrebbe collocato il rigassificatore va attentamente valutato per i rischi connessi all'effetto domino nell'ambito di un contesto già ad elevata pericolosità intrinseca in quanto già gravato da numerosissimi impianti a rischio di incidente rilevante.
* Il nostro porto è anche un porto militare autorizzato al transito di sottomarini a propulsione nucleare ed è stato adottato un piano di emergenza nucleare. Il Sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento Cosimo Ventucci ha dichiarato in data 25/11/04 in risposta all'interrogazione parlamentare dell'on. Mauro Bulgarelli: "Attualmente detti piani si riferiscono alla base navale statunitense dell'Arcipelago de La Maddalena ed ai porti militari di La Spezia, Livorno, Gaeta, Napoli-Castellammare di Stabia, Cagliari, Augusta, Taranto, Brindisi e Trieste". Il porto di Augusta è pertanto soggetto alle cautele del Decreto Legislativo 230/95 (attuazione delle direttive 89/618/Euratom, 90/641/Euratom, 92/3/Euratom e 96/29/Euratom in materia di radiazioni ionizzanti). Considerato un traffico costante di metaniere (circa 110 all'anno) va rilevato che non può essere esclusa una collisione fra un'unità a propulsione nucleare e una metaniera, evento di eccezionale gravità. Una simile collisione è già avvenuta. Il sito della CNN (www.cnn.com) il 15 novembre 2002 riportava: "Un sottomarino nucleare si scontra con una gasiera". Questo è il testo della notizia: "A Barcellona (Spagna) la gasiera di GNL 'Norman Lady' ha avuto una collisione nel Mediterraneo occidentale con il sottomarino USS Oklahoma City. Fortunatamente la gasiera aveva già scaricato il suo pericoloso carico. Si sono verificati solo pochi danni al periscopio".
* L'ipotesi di una collisione in mare non è prevista dallo Studio di Impatto Ambientale (SIA) elaborato dalla Ionio Gas.
In tale studio viene escluso l'effetto domino dalle gasiere o terminale GNL verso altre installazioni a rischio per quella che viene definita la "distanza elevata". Tale asserzione viene contraddetta dai dati di simulazioni relativi a perdite di gas liquefatto da nave gasiera, pubblicati sul Sandia Report 2004 ("Guidance on Risk Analysis and Safety Implications of a Large Liquefied Natural Gas (LNG) Spill Over Water"); tale studio è stato commissionato dal governo degli Stati Uniti per analizzare i rischi connessi a tali problematiche. Nel Sandia Report 2004 sono analizzati diversi modelli di simulazione di incidente. A pagina 82 del Sandia Report è descritto il modello Fay. In questo scenario si ipotizza una fuoriuscita di 14.300 metri cubi da una nave metaniera (poco più di un decimo del GNL di una grande nave metaniera che è in grado di trasportare anche 140 mila metri cubi di GNL). Si svilupperebbe una nube infuocata del raggio di 1900 metri in grado di avere un impatto ustionante grave sugli esseri umani (5 kW/m2). Tale nube infuocata, sospinta dal vento, potrebbe giungere sull'area industriale e provocare una catastrofe nel caso in cui incontrasse una fonte di ignizione.
* Il Sandia Report 2004 ha ricevuto in seguito ulteriori conferme. Il 14 settembre del 2005 è stato pubblicato il rapporto "An assessment of the Potential Hazards to the Public Associated with siting an LNG Import Terminal in the Port of Long Beach". Il rapporto è stato redatto dal Dr Jerry Havens per conto del Consumer Protection and Safety Division - California Public Utilities Commission. Il Dr. Havens è Professore Emerito di Ingegneria Chimica presso l'Università dell'Arkansas, oltre che Direttore del Centro di ricerca sui Rischi Chimici della stessa Università, e si occupa da oltre trent'anni di ricerca dei metodi per stabilire le conseguenze delle fuoriuscite di gas naturale liquefatto (GNL). Basandosi su informazioni che egli definisce "le migliori disponibili" e su conoscenze ampiamente condivise all'interno della comunità scientifica, il Dr. Havens afferma che, in caso di rilascio di 11 mila litri di GNL, la distanza minima all'interno della quale si causerebbe un danno gravissimo a persone e cose è di 3 miglia (circa 4,8 chilometri).

* L'ipotesi sopra esposta produrrebbe uno scenario descritto da Piero Angela nel suo ultimo libro ("LA SFIDA DEL SECOLO ENERGIA 200 domande sul futuro dei nostri figli" Mondadori, III edizione gennaio 2007). A pagina 99 e 100 si legge: "Il gas freddissimo, a contatto con l'acqua di mare, molto più calda, inizierebbe a ribollire, a evaporare e formare una pericolosa nube. Questa nube di metano evaporato rimarrebbe più fredda e più densa dell'aria e potrebbe viaggiare sfiorando la superficie marina, spinta dal vento, verso la terraferma. Scaldandosi lentamente la nube comincerebbe a mescolarsi con l'aria. Una miscela fra il 5 e il 15 percento di metano con l'aria è esplosiva. Il resto è facilmente immaginabile. Se questa miscela gassosa, invisibile e inodore, investisse una città, qualsiasi (inevitabile) scintilla farebbe esplodere la gigantesca nube". Nell’area del petrolchimico tale scenario sarebbe favorito per la presenza delle torce sempre accese. Le conseguenze di un incidente come quello ipotizzato sono così descritte da Piero Angela: "La potenza liberata in una o più esplosioni potrebbe avvicinarsi a un megaton: un milione di tonnellate di tritolo, questa volta nell'ordine di potenza distruttiva delle bombe atomiche. Le vittime immediate potrebbero essere decine di migliaia, mentre le sostanze cancerogene sviluppate dagli enormi incendi scatenati dall'esplosione, ricadendo su aree vastissime, sarebbero inalate in "piccole dosi", dando luogo a un numero non calcolabile, ma sicuramente alto, di morti differite nell'arco di 80 anni. Si tratta di uno scenario assolutamente improbabile, ma non impossibile".
* Uno scenario "assolutamente improbabile ma non impossibile" non può che essere sottoposto al vaglio della popolazione e come rappresentanti dei cittadini riteniamo che, per quanto improbabile, sia inaccettabile in un contesto locale già gravato da un notevole affollamento di impianti al alto rischio di incidente rilevante.
Inoltre il rigassificatore, con le relative opere di realizzazione, può avere un impatto sull'ecosistema marino di cui occorre valutare adeguatamente le ripercussioni. Non vanno poi dimenticate le ricadute non certo positive sul traffico portuale in relazione all'allungamento dei tempi di attesa delle navi in entrata e in uscita dal porto.
Cittadini e forze sociali si sono espresse contro il rigassificatore. Nel luglio 2007 è stato celebrato un referendum consultivo a Priolo e si è concluso con una schiacciante affermazione del no all’impianto. A Melilli vi è stata una raccolta di firme a sostegno della richiesta di referendum consultivo contro il rigassificatore (2510 firme) e che , a tutt’oggi, contrariamente a quanto previsto dal regolamento Comunale relativo ai referendum, il Consiglio Comunale non ha ancora trattato l’argomento. A favore del rigassificatore non risultano esserci prese di posizione ufficiali esplicite di forze sociali che si siano espresse pubblicamente sulla stampa locale. Si registra inoltre che, come già il Sindaco di Priolo, lo stesso Sindaco di Melilli, innumerevoli volte, si sia espresso pubblicamente relativamente al proprio parere contrario sul rigassificatore.
Per tali ragioni, invocando il "principio di precauzione", in applicazione della Convenzione di Aarhus e recependo la diffusa opposizione manifestata nell'opinione pubblica, si esprime parere negativo sul progetto del rigassificatore.
Tale parere viene inviato al Consiglio Comunale di Melilli perché, recependolo, lo trasformi in atto di indirizzo e lo invii alle Commissioni VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) rispettivamente della Regione e del Ministero dell'Ambiente, nonché al Ministero delle Infrastrutture e al Ministero dello Sviluppo Economico.

Melilli 01/02/2008
COMITATO MELILLESE “NO RIGASSIFICATORE”
IL COORDINATORE, Pippo Annino


 

 

 

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