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LA CRISI DI GOVERNO E LA FINE DELL'UNIONE ! Editoriale dell'on.Vito Scalia
Prodi è arrivato al capolinea! Non siamo tra coloro che saltano di gioia, si abbandonano ai trionfalismi, o cedono al tripudio della maggioranza degli italiani, finalmente liberati da un insopportabile peso che li opprimeva. C'è una crisi complessa e difficile. Complessa, per una preoccupante situazione economica internazionale, per il diminuito potere d'acquisto dei lavoratori, per l'aumentato numero delle famiglie che non riescono ad arrivare alla fine del mese. Difficile, per il modo balordo con cui il Premier, rancoroso e testardo, ha voluto concluderla, bruciandosi ogni.. vascello alle spalle, contrastando i cauti consigli del Capo dello Stato e degli stessi alleati.

Spetta ora al Presidente Napolitano esperire tutti i tentativi, per trovare uno sbocco che salvaguardi gli interessi del Paese e concili le fameliche e disparate forze politiche. Compito non facile ove si pensi anche che, al di là di torti o ragioni, di strumentali voglie di potere, di squallidi spettacoli, ci si trova in presenza di una vera e propria crisi di sistema, di uno scollamento istituzioni-elettorato, di un abisso sempre più profondo politica-magistratura. In queste condizioni, diventa difficile, o addirittura arbitrario, formulare previsioni e azzardare pronostici. Berlusconi chiede elezioni immediate con l'attuale legge elettorale.

Ed il centrodestra gli fa eco, con qualche eccezione e distinguo di Casini dell'Udc, che vuole un nuovo Governo, ma lo vuole... "tedesco"! In singolare sinergia, anche se per opposte ragioni, la sinistra massimalista chiede il ricorso alle urne. Con l'eccezione di Bertinotti del Prc, che auspica un governo istituzionale con il mandato di fare approvare una nuova legge elettorale e nuovi regolamenti parlamentari. Chi si trova in ambasce è certamente il Pd. All'interno del quale, è facile prevedere lo scatenarsi della "guerra" dei prodiani contro Veltroni, a cui viene addebitata la colpa della crisi, come conseguenza della sua dichiarazione di "volere andare da solo alle elezioni, indipendentemente da qualsiasi legge elettorale".

E' questo il punto cruciale: quello di "una crisi - quella dell'Unione - dentro un'altra crisi - quella del Governo"! L'implosione della formula "unionista" sostenuta da Prodi ha, infatti, segnato la fine di un'epoca e di una illusione: l'epoca delle "ammucchiate eterogenee" e l'illusione del premier di potere governare mettendo assieme "il diavolo e l'acqua santa". Da qui, la estrema ristrettezza di potere risolvere la crisi in atto con la formazione di un altro governo istituzionale, di emergenza o tecnico. Veltroni, infatti, si è subito dichiarato a favore della formazione di un governo per una nuova legge elettorale. Ma, in cuor suo, auspica immediate elezioni - qualunque ne sia l'esito! - per evitare di finire "arrostito" a fuoco lento dalla guerra, che gli sarà scatenata nel Pd dai prodiani e, sotto sotto, anche dagli stessi dalemiani!

E la richiesta di Bettini - braccio destro di Veltroni - rivolta a Berlusconi "Se vuole passare dalla cronaca alla storia accetti l'ipotesi di un governo a termine per le riforme, altrimenti..", è un vero e proprio SOS lanciato al Cavaliere da chi sa di essere assediato dai suoi.. amici di partito. Chi ha subito "fiutato" il pericolo è il Presidente del Senato, Marini, che, indicato da più parti come colui che dovrebbe dare vita ad un governo istituzionale, ha preferito dichiarare che lui "sta bene dove sta"! In mezzo a tanta tempesta, l'unico punto fermo resta il Presidente della Repubblica, a cui il Premier, dopo avere "estremizzato" la situazione, ha lasciato "questa gatta da pelare".

Non vi è alcun dubbio, infatti, che l'interesse del Paese richiederebbe la costituzione di un "Governo del Presidente", con il limitato compito di varare una nuova legge elettorale e la modifica dei regolamenti parlamentari. E dopo, solo dopo - nel giugno 2008 o nel 2009? - effettuare nuove elezioni. In conclusione, va richiamata pure l'attenzione dei partiti, di tutti i partiti, sulla necessità di tenere nel dovuto conto "l'umore dell'elettorato".

Che non è dei migliori, soprattutto in vista di eventuali elezioni, in cui verrebbe nuovamente sottratta all'elettore - e riservata alle segreterie dei partiti! - la scelta del proprio rappresentante parlamentare. Saggezza vorrebbe che si evitasse il fastidioso "cri cri" dei.. grilli parlanti! Sarà possibile tutto questo? ce lo auguriamo di cuore!

on.Vito Scalia
Documento N°07/2008 - del 26/01/2008


 

 

 

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