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Lettera aperta di Decontaminazione Sicilia sulla gestione rifiuti in Sicilia
Riceviamo e pubblichiamo integralmente una "Lettera aperta" di Decontaminazione Sicilia sulla gestione rifiuti in Sicilia.

"Campania e Sicilia due regioni con gli stessi problemi di RSU (Rifiuti Solidi Urbani) che per risolverli non sono bastati 14 anni di commissariamento per la prima e 9 per la seconda. A Napoli ancora ora si abbandonano rifiuti per strada, si trasforma la città in una megapattumiera a cielo aperto, con asfissianti falò che i vigili del fuoco stentano a spegnere, con fumi nocivi alla salute, con l’azzeramento del turismo, il tutto secondo una strategia scientificamente studiata per creare le condizioni per far accettare ai cittadini gli inceneritori, in Sicilia la raccolta differenziata praticamente non si fa e Cuffaro per primo paventa lo stesso disastro campano nell’Isola.

In questi ultimi giorni i media hanno dato enorme risalto all’utilità degli inceneritori che non inquinano e costituiscono la soluzione ottimale al problema rifiuti; non una sola voce, un cenno alle emissioni di diossine, di dibenzofurani, di PCB, di metalli pesanti, di nati malformati di aumento di tumori che si registrano nelle zone in cui operano gli inceneritori.

Di fronte a questa offensiva mediatica, ai Movimenti contro gli inceneritori non è stata data alcuna possibilità di presenza e di risposta che argomentasse proposte alternative per una diversa gestione dei rifiuti.

Nessuna soluzione diventa accettabile senza raccolta differenziata spinta (porta a porta) e senza trattamento della frazione residua indifferenziabile con processi a “freddo”, come la biossidazione, che non genera ceneri ed emissioni gassose pericolose come fanno gli inceneritori. Non si è parlato di emissione di CO2, in pratica si sono completamente dimenticati del protocollo di Kyoto e delle tre tonnellate di CO2 e dei 300 kg (30%) di ceneri pericolose da avviare in discariche speciali (Brescia le invia nelle miniere tedesche di salgemma, alla stessa stregua dei rifiuti radioattivi) che si generano dall’incenerimento di una tonnellata di rifiuti. Non si è detto che oltre alla pericolosità delle diossine e dei furani, dal 2004 un’amplissima documentazione scientifica internazionale ha dimostrato che il nanoparticolato inferiore a 2,5 micron (non trattenuto da alcun filtro) generato dagli inceneritori produce effetti devastanti sulla salute (malattie croniche degenerative, patologie allergiche, tumori, malformazioni congenite).

Infine risultano inaudite e gravissime le esternazioni dell’On. Ermete Realacci presidente onorario di Legambiente che, a Primo Piano, ha sostenuto che “i termovalorizzatori inquinano meno di una strada trafficata”.

Le dichiarazioni di Realacci dimostrano come spesso, al vertice di alcune associazioni ambientaliste, vi siano purtroppo persone che ignorano o fingono di ignorare pericoli come quelli dell’incenerimento dei RSU; sarà che spesso si instaurano rapporti fra associazione e pubblica amministrazione del tipo: non sputare nel piatto in cui tu mangi!

In “Che tempo che fa” di Rai Tre, del 20-01-08, l’On. Casini si meraviglia che in Sicilia non si siano fatti ancora i 4 inceneritori previsti dal Cuffaro; strano che il Casini non dimostri la stessa meraviglia per il fatto che il Cuffaro non ha pubblicizzato a livello europeo il bando di appalto degli inceneritori, come previsto dalla UE, non ha applicato negli stessi bandi le procedure antimafia previste dalla legge (la società Altecoen che partecipava a due dei consorzi d’imprese per la costruzione di 2 inceneritori è stata incriminata per mafia) ed ha previsto, nella finanziaria 2008-2010 in via di approvazione, contributi annui di € 250 milioni (750 nel triennio) a favore delle società affidatarie degli inceneritori pur sapendo che gli appalti per queste sono stati bocciati dalla Corte di Giustizia Europea e quindi dovranno essere annullati. Naturalmente non desta meraviglia che il Presidente Casini, parlando di Sicilia, abbia ignorato che il Cuffaro si ostina a governarla pur essendo stato condannato a 5 anni di reclusione ed alla interdizione perpetua dai pubblici uffici".

Prof. Luigi Solarino Presidente di Decontaminazione Sicilia
24 gennaio 2008


 

 

 

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