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No ai termovalorizzatori - "Decontaminazione Sicilia" critica aspramente Ermete Realacci di Legambiente per aver affermato che “i termovalorizzatori inquinano meno di una strada trafficata”.
Lettera aperta di Decontaminazione Sicilia agli organi di stampa

In questi ultimi giorni i media hanno dato un enorme spazio a quella che sembra una “vittoria” della trasversale lobby inceneritorista, elencando le ottime performances degli inceneritori esistenti e dei virtuosi comuni del Nord che inceneriscono e, prospettando a questo scopo, vecchi quadretti idilliaci, ma falsi, dove si vedono vacche e pecore che pascolano nei pressi di un fumante inceneritore/termodistruttore.



Dopo aver deciso consapevolmente di lasciare i rifiuti per strada a Napoli, onde creare le condizioni per far passare l’incenerimento e gli inceneritori come strategia portante della gestione dei rifiuti non solo per la Campania, il governo Prodi, la regione Campania stessa, i partiti, il sistema industriale in questi giorni hanno deciso formalmente per il nocivo e costoso incenerimento dei rifiuti, a tal uopo servendosi delle Forze Armate e del Prefetto Di Gennaro.

Di fronte a questa offensiva mediatica, non è stata data alcuna possibilità di risposta ai Movimenti contro gli inceneritori. Intendiamo dire che non c’è stata alcuna risposta e presenza sui media che argomentasse la sensatezza delle nostre proposte alternative per una diversa gestione dei rifiuti.

Entrando nello specifico sosteniamo che non è possibile far passare alla TV nazionale il messaggio che i termovalorizzatori siano innocui alla salute ed all’ambiente. Con i debiti distinguo sulla pericolosità delle diossine e furani, possiamo affermare che ciò è quanto si pensava ancora fino a qualche anno fa, e precisamente fino al 2004 allorchè è cominciata a venir fuori un’amplissima documentazione scientifica internazionale non solo sulle diossine ma sul nanoparticolato e sugli effetti devastanti che quest’ultimo ha sulla salute umana (malattie croniche degenerative, patologie allergiche, tumori, malformazioni congenite). Senza considerare che al momento la comunità scientifica internazionale presume di conoscere appena il 20% di ciò che emette un termovalorizzatore. Pertanto sarebbe doveroso da parte da chi ci amministra adottare il “principio di precauzione”, sancito dalla Comunità Europea ed adottato anche dall’Italia, visto che la comunità scientifica internazionale predica ininterrottamente da tre anni su riviste e congressi medici la pericolosità dell’incenerimento.

Secondo gli ultimi resoconti, anche lo stesso sistema di avvio all’incenerimento della frazione non riciclabile dei rifiuti (CDR), prevista dal Decreto Ronchi, è ormai superato dalle attuali conoscenze scientifiche: figurarsi bruciare in toto la spazzatura, come si prevede possa succederà in Campania con le famose “ecoballe (di fatto rifiuto indifferenziato)” o in Sicilia quanto prima, visto il sovraddimensiomento dei quattro inceneritori voluti da Cuffaro. Troviamo strano che l’argomento nanoparticolato nei suddetti programmi televisivi non sia stato accennato dal Ministro Pecoraro Scanio, che sappiamo esserne perfettamente a conoscenza così come i Ministri Turco e Bersani (vedasi incontro interministeriale del 06-11-06 con i rappresentanti dell’ISDE, Medici per l’Ambiente). Infine come la mettiamo con l’emissione di CO2? In pratica si sono completamente dimenticati anche del protocollo di Kyoto! Da una tonnellata di rifiuti si producono tre tonnellate di CO2 e 300 kg (30%) di ceneri tossiche da avviare in discariche speciali (Brescia li invia nelle miniere tedesche di salgemma, alla stessa stregua dei rifiuti radioattivi).

Con la raccolta differenziata spinta (porta a porta) solo il 20% di rifiuti secchi non pericolosi va a finire in discarica (la provincia di Treviso in sei anni ha raggiunto l’80% di raccolta differenziata senza che per strada si veda un solo cassonetto).

Infine risultano inaudite e gravissime le esternazioni dell’On. Ermete Realacci presidente Onorario di Legambiente che a Primo Piano ha sostenuto che “i termovalorizzatori inquinano meno di una strada trafficata”. In effetti anche le automobili emettono nanoparticolato, ma si trovano al 3° posto dopo inceneritori e camini industriali. In effetti al momento non esistono filtri capaci di bloccare le nanoparticelle né se ne prevedono a breve termine.

Le dichiarazioni di Realacci, non possono che farci comprendere come di fatto, al vertice di alcune associazioni ambientaliste, vi siano persone totalmente distanti dalla nostre soluzioni per il problema dei rifiuti. Di fatto lo Stato sovvenzionando le associazioni ambientaliste riesce ad instaurare un rapporto fra associazione e pubblica amministrazione del tipo: non sputare nel piatto in cui tu mangi!

Le esternazioni di Realacci hanno inoltre fatto ripartire alla carica l’On. Cuffaro che al momento ha il progetto inceneritori fermo al palo, non perché bloccato dall’On. Pecoraro Scanio, ma per gravissime irregolarità amministrative quali: mancata pubblicizzazione europea del bando di appalto dei termovalorizzatori, mancata osservanza negli stessi bandi delle procedure antimafia (la società Altecoen che partecipava a due dei consorzi d’imprese per la realizzazione di 2 termovalorizzatori è stata incriminata per mafia) e numerose altre irregolarità che sarebbe troppo lungo citare.

Augusta, 10 gennaio 2008
Prof. Luigi Solarino Presidente di Decontaminazione Sicilia
Dott. Giacinto Franco vice-Presidente AugustAmbiente


 

 

 

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