PRIOLO

GARGALLO

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Se l'esperienza ci insegna qualcosa, ci insegna questo: che un buon politico, in democrazia, è tanto impensabile quanto un ladro onesto (Henry Louis Mencken).

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IL VIDEO TRATTO DA "LA VITA IN DIRETTA" DI RAI UNO (14 novembre 2007) - Inquinamento, tumori, aborti causati dall'industrializzazione selvaggia - Il grido del Popolo Inquinato: "LIBERATECI DA QUEI VELENI CHE CI RUBANO LA VITA".
Mercoledì 14 novembre 2007, poco dopo le ore 18, il rotocalco di attualità condotto da Michele Cucuzza ha acceso i riflettori su Priolo e, in particolare, sulle grossissime ed insolute problematiche ambientali che vive il triangolo industriale della morte, Augusta, Priolo, Melilli . Oltre mezzo secolo di selvaggi inquinamenti che hanno alterato irrimediabilmente l'equilibro ambientale e provocato morti per malformazioni e per tumori.



Una trasmissione Tv rompe i colpevoli silenzi sullo scempio perpetrato da oltre mezzo secolo di selvaggia industrializzazione.

Priolo, documentazione fotografica realizzata il 14 novembre 2007 mentre si era in attesa della diretta televisiva "La vita in diretta", condotta da Michele Cucuzza

Priolo Gargallo è una cittadina del cosiddetto “profondo sud d’Italia”, ubicata nella Sicilia sud-orientale a 14 km a nord di Siracusa. Sin dalla sua nascita come Comune Autonomo (12 luglio 1979) e sino ai giorni nostri (16 novembre 2007) l’incremento demografico è stato praticamente nullo e la sua popolazione, stranamente, si è sempre attestata intorno ai 12 mila abitanti. Un dato sicuramente anomalo che l’amministrazione comunale di Priolo in carica dovrebbe quanto prima chiarire.
A questo comune, intorno agli anni Sessanta, è stata imposta una vocazione industriale che, in pochi anni, ha provocato il dissesto del territorio, rubando l’anima ad una ferace terrà che andava fiera ed orgogliosa del suo “Agro Priolese”.
Oggi Priolo, pur essendo ricca di memorie archeologiche di qualsiasi epoca (Thapsos ne è una delle più luminose e fulgide), porta appiccicata al suo petto un tristissima medaglia contendendosi il primato tra i dieci comuni italiani a rischio ambientale più alto.
Ma nonostante la gravità delle questioni sul tappeto, a Priolo pare aleggiare un triste fato in quanto si vive di ineluttabilità. Le coscienze della gente paiono sopite, grazie anche a certi rappresentanti del cosiddetto “popolo” incapaci di trattare tematiche di grande respiro e che, quindi, glissano sulle morti per tumori, sui frequenti aborti, sui malesseri sanitari giornalieri della popolazione. E così a Priolo (quasi che tutte le disgrazie fossero inevitabili) si convive “allegramente” con l’altissimo rischio sismico (S11 e non S9 come si è voluto far credere), con il rischio industriale sempre presente, con cielo, terra e mare perennemente aggrediti da veleni, con l’acqua dei pozzi inquinata da benzene
In questo teatrino dell’assurdo a Priolo i sindaci che si susseguono paiono inamovili e arrivano a governare persino un decennio , un tempo lunghissimo che fa adagiare sugli allori chiunque anche personalità con le menti più eccelse.
Quindi a scuotere l’attuale sindaco, da quasi dieci anni in carica, da cotanti sonni beati è dovuto approdare a Priolo il rotocalco televisivo di Rai Uno, condotto dal noto giornalista Michele Cucuzza. La sua inviata , Antonella Delprino, visibilmente sbigottita dal lunghissimo elenco dei mali che vive Priolo e dallo scempio perpetrato da industriali senz’anima, si è rivolta al sindaco Massimo Toppi con queste parole che sono apparse ai telespettatori quasi un colpo di frusta:
“Dott. Toppi come la mettiamo?”. Come per dire “signor sindaco, lei è anche un medico, la vuole smettere di dormire? Si svegli”.
E gli ha scodellato, tanto per ricordarglielo nel caso lo avesse dimenticato, che la situazione del polo petrolchimico di Priolo, Augusta, Melilli è veramente drammatica in quanto esistono:
2 centrali termoelettriche;
4 impianti petrolchimici;
1 inceneritore per rifiuti speciali;
1 cementificio;
1 calcificio;
1 depuratore consortile.
Ma soprattutto l’inviata di Cucuzza ha ricordato a tutta l'Italia che tre delle cinque raffinerie producono annualmente qualcosa come 34 milioni di tonnellate di grezzo e una quantità incalcolabile di scarichi industriali, difficilmente controllabili dal laboratorio di igiene e profilassi provinciale.



E come se non bastasse in questa zona, già massacrata, vecchia, fatiscente e insicura su tutti i profili, si vorrebbe costruire un pericolosissimo rigassificatore.
Ma adesso i tempi sono mutati e le popolazioni del triangolo della morte Augusta, Priolo, Melilli, hanno acquisito maggiore consapevolezza anche alla luce della nuova recrudescenza di tumori ed aborti , le cui cause ed effetti sono oramai correlati ai giornalieri inquinamenti di origine industriale.
Pertanto il 99 per cento della popolazione di Priolo, attraverso un referendum popolare (celebratosi in piena estate a causa dell'invadenza della IonioGas che voleva tappare la bocca a 12 mila abitanti), ha detto un cubitale “NO AL RIGASSIFICATORE IONIO GAS (Erg/Shell). Adesso si attende che anche Melilli , attraverso il referendum, esprima le proprie valutazioni negative. Il quorum-firme è stato quasi raggiunto e quanto prima la petizione popolare verrà presentata all’attenzione del Consiglio comunale di quel Comune.

Salvo Maccarrone, 16 novembre 2007


 

 

 

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