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Agli esami gli sciocchi fanno spesso domande a cui i saggi non sanno rispondere. (Wilde)

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Il rigassificatore è un impianto che serve a riportare il gas liquido (cioè precedentemente trasformato in sostanza liquida, per ridurlo di volume e trasportarlo via mare dentro i serbatoi delle navi metaniere) al suo stato originario di gas naturale, composto principalmente da metano. Rigassificato, il metano può essere quindi distribuito direttamente attraverso la rete del gas nazionale per usi domestici, industriali e per la produzione di energia elettrica.

L’impianto della Ionio Gas (Erg e Shell) è stato previsto nell’area della raffineria Isab - Impianti Nord di Erg Raffinerie Mediterranee, alle porte di Priolo. Dove, il 15 luglio scorso, si è svolto un referendum consultivo fra gli abitanti e oltre il 98% dei votanti ha detto No al rigassificatore, per la comprensibile preoccupazione dei pericoli che potrebbero derivare dalla presenza di serbatoi con grandissimi quantitativi di metano, in un territorio ad alto rischio industriale e altissimo rischio sismico.

Frattanto che le procedure per ottenere le autorizzazioni continuano comunque ad andare avanti, la Ionio Gas ha avviato una potente campagna mediatica per contrastare le ostilità di popolazioni e ambientalisti vari, ribadendo (tra l’altro in una brochure distribuita in allegato al quotidiano La Sicilia ) che: “ Il rigassificatore rappresenta un’opportunità per il territorio siracusano”, che è “un impianto sicuro per il rilancio del polo industriale della provincia di Siracusa”, che “negli ultimi 30 anni non si sono verificati incidenti rilevanti in nessuno degli oltre 50 impianti di rigassificazione funzionanti nel mondo”.

Ai primi di ottobre, i giornalisti di alcune testate locali e regionali sono stati invitati a un’originale conferenza stampa-turistica con viaggio aereo a Barcellona, in Spagna, e visita al rigassificatore da decenni installato nella città catalana.

La Ionio Gas ha inoltre organizzato a Siracusa incontri con sindacalisti e parlamentari, nei quali è stato confermato l’orientamento favorevole al rigassificatore di Cgil, Cisl e Uil e di gran parte del mondo politico del centrosinistra e del centrodestra, in testa l’ex ministra Prestigiacomo, sin dall’inizio convintissima.

Anche nel Movimento Popolare per l’Autonomia, che ha sostenuto il referendum di Priolo, spuntano le prese di posizione a favore del nuovo impianto, fra cui quella dell’ex deputato melillese Sebastiano Sbona, differentemente dal coordinatore provinciale del partito Salvo Sorbello, e dall’assessore regionale all’Ambiente Rossana Interlandi.

Mentre deputati ed esponenti del Partito Democratico e dintorni nicchiano e attendono chissà quali altre novità per dire la loro con chiarezza, fermamente contrari al rigassificatore sono il coordinatore provinciale dei Verdi, Paolo Pantano e storiche associazioni ecologiste come Legambiente.

Sulla stessa lunghezza d’onde è il vice sindaco di Siracusa Fabio Granata, di An, che ha definito il progetto del rigassificatore “un modello di sviluppo industriale in contrasto e incompatibile con gli sforzi e i risultati che la provincia di Siracusa ha determinato nel settore culturale e artistico”.

Nel frattempo comitati contro il rigassificatore si sono costituiti ad Augusta e a Melilli (dove c’è pure un comitato per il “sì”) ricordando – come fa anche il Verde Pantano - che la Sicilia già produce energia sufficiente e persino in esubero, e che c’è invece l’esigenza improrogabile di investire in energie rinnovabili, realmente pulite e sicure.

Ci sembra opportuno concludere questa carrellata con le parole di Enzo Parisi di Legambiente, il quale, sul periodico Ideasolidale ha scritto: “I cittadini di Priolo, e non solo loro, il rigassificatore non lo vogliono, soprattutto per impedire che altri rischi si sommino a quelli già esistenti. Rischi mai depotenziati nonostante i fiumi di chiacchiere, i piani di risanamento e di bonifica, le visite e i sopralluoghi di tante commissioni e le promesse dei governi regionali e nazionali (…)

Sembra che la democrazia, quella attivata attraverso il referendum, sia una prassi inutile, deviante e fastidiosa, un intralcio per coloro che le decisioni le prendono in gruppi molto ristretti e ritengono che le loro scelte siano le migliori.

Certo non si può sopravvalutare il ruolo ed il peso dello strumento Referendum, ma neppure si deve pensare ed agire come se la democrazia fosse sospesa quando entrano in ballo gli interessi forti dei potentati economici”.

Articolo scaricato il 5 novembre 2007 da:

http://www.isoladeicani.it:80/ott-07/rigassificatore.htm


 

 

 

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