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Sventate le eclatanti bugie del ministro Bersani rivolte agli allocchi - Da Melilli Eugenio Bonomo, replica:"LA “CRISI” DEL GAS E IL PERICOLO BLACK-OUT, UN IMBROGLIO DA MILIARDI DI EURO"
Riceviamo e pubblichiamo integralmente un volantino di Eugenio Bonomo, ambientalista per necessita', come d'altronde l'intero Popolo Inquinato.

"Per convincere la popolazione circa l’utilità dei rigassificatori, i vertici del Governo tornano alla carica riesumando il “pericolo black-out” energetico.

"Ebbene: sia chiaro il motivo per cui abbiamo assistito ai ben noti black-out che scongelarono i nostri freezer e ci lasciarono al freddo.
Mentre noi morivamo di freddo e davamo alla pattumiera i Findus, Eni, Edison, Enel Trade, Sorgenia e Gas Natural Vendita Italia, usavano le proprie capacità di stoccaggio per finalità diverse da quelle per cui esse erano state conferite; infatti, l’uso illecito delle capacità conferite ha comportato prelievi da stoccaggio, nell’inverno 2004-2005 e nei mesi di novembre e dicembre 2005, superiori a quelli che, in ragione dell’effettivo andamento climatico, sarebbero stati necessari ed assegnati per servire i clienti finali con consumi inferiori a 200.000 mc/anno (tra i quali è ricompresa l’utenza domestica).

"In pratica si produceva, col nostro gas, energia elettrica che veniva venduta a Germania e Francia, mentre gli Italiani restavano senza corrente e al freddo, venendo, così, preparati ad accettare i rigassificatori che erano già in programma da tempo, ma non perché ve ne fosse bisogno, bensì perché si tenta di fare dell’italia la “centrale del gas d’Europa, con vantaggi incalcolabili per le multinazionali (e per chi prende le loro buste) e col rischio di cancellare intere popolazioni.



"I costi di costruzione dei rigassificatori sono notevoli, valutati dai 300 ai 500 milioni di euro.
Il rischio dell’investimento è evidentemente elevato, ma pochi sanno che per incentivare la costruzione di questi impianti, lo Stato italiano è intervenuto garantendo la copertura di gran parte dei costi. Insomma, grazie alla delibera 178 emanata dall’Autorità per l’energia nell’estate 2005 “per aiutare la competizione”, lo Stato italiano ha incentivato la costruzione di rigassificatori azzerando di fatto il “rischio di impresa” per le società che vogliono entrare nel business del GNL.

"All’interno di questa delibera l’Autorità per l’energia ha infatti inserito (articolo 13, comma 2) un “fattore di garanzia che assicura, anche in caso di mancato utilizzo dell’impianto, la copertura di una quota pari all’80% dei ricavi di riferimento” per i costi fissi del terminale, che a loro volta costituiscono circa il 95% dei costi dell’impianto.

"Così, se le società che gestiscono il terminale non riusciranno ad avere il GNL, cosa che è molto probabile dato che l’offerta è molto minore della domanda, interviene lo Stato italiano prelevando i soldi dalle bollette dei consumatori finali, cioè dai cittadini.
"A queste condizioni le banche sono prontissime a finanziare tutti i progetti, che infatti proliferano lungo tutte le coste italiane e attirano “investitori” italiani ed esteri in gran numero.



"Ma non è finita.
Al servizio di rigassificazione si applicano le tariffe fissate dall’Autorità dell’energia.
Per esempio, l’impianto di Panigaglia, l’unico attualmente esistente in Italia, immette in rete gas al costo di 0,3 centesimi di euro al metro cubo. Ma questo non potrà essere il prezzo del gas dei rigassificatori di nuova costruzione; dovendo coprire anche l’ammortamento dei costi di costruzione, esso dovrà arrivare a 1,3 / 2 centesimi di euro al metro cubo.

"Il gas dei nuovi rigassificatori sarebbe così fuori mercato se non intervenisse ancora lo Stato italiano che, grazie alla citata delibera dell’Autorità per l’energia, si accollerà, per meglio dire scaricherà sui cittadini attraverso le bollette, le differenze di costo.

"L’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha chiuso le istruttorie formali per uso improprio delle capacità di stoccaggio conferite negli anni termici 2004-2005 e 2005-2006, avviate con deliberazione n. 37/06 nei confronti di dieci società di vendita del gas naturale. In esito alle istruttorie l’Autorità ha irrogato sanzioni amministrative pecuniarie a cinque società: 90 milioni di euro ad Eni (45 milioni per ciascun anno termico); 20 milioni di euro ad Edison (10 milioni per anno); 24 milioni di euro ad Enel Trade (12 milioni per anno); 900.000 euro a Sorgenia (per il solo anno termico 2005-2006); 370.000 euro a Gas Natural Vendita Italia (per il solo anno termico 2004-2005). I provvedimenti sono pubblicati sul sito www.autorita.energia.it .

"Quello che le Compagnie hanno fatto agli Italiani, ora lo pagano con le multe (ma è davvero questo il prezzo che hanno pagato per fare i loro comodi e per suscitare la paura degli Italiani preparandoli ad accettare di buon grado i rigassificatori ?
La risposta all’intelligenza di chi legge.
Il vero black-out glielo daremo noi alle prossime elezioni. Loro ci tagliano gas ed energia elettrica e la vendono (a prezzo maggiorato) all’estero ? Bene: noi taglieremo loro la manna dei nostri voti, e finalmente vedremo se, come dice la nostra Costituzione, la sovranità appartiene al popolo o a pochi finanzieri privi di scrupoli o a politici senza dignità né pudore.

"INTANTO COMINCIAMO COL FERMARLI FIRMANDO PER IL REFERENDUM CONTRO IL RIGASSIFICATORE

REALIZZATO E STAMPATO IN PROPRIO DA
EUGENIO BONOMO".

Melilli, 15 settembre 2007


 

 

 

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