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Il Comitato melillese "No Rigassificatore" chiarisce il senso delle dimissioni del coordinatore del Comitato
Ben articolate riflessioni scaturenti dall'articolo del dott. P. Mangiafico del 04/08/07 redatte dall'addetto stampa e comunicazione del Comitato melillese dott. Eugenio Bonomo.

Oggetto: - dimissioni del Coordinatore del Comitato Melillese
"NO RIGASSIFICATORE"

- riflessioni scaturenti dall'articolo del Dott. P.
Mangiafico del 04/09/07

Le dimissioni da Coordinatore del Sig. Midolo sono espressione di grande senso di responsabilità, consapevolezza della imprescindibile "asetticità" del Comitato, rispetto per lo stesso e per i suoi obiettivi, e riflettono quella grande serietà che stigmatizza il comportamento di tutti i componenti del Comitato stesso, uniti dal perseguimento di un comune obiettivo: la salvaguardia del territorio e della vita, e la vita non può avere e non ha colore politico.
Nella prossima riunione del 06/09/07 verrà nominato il nuovo Coordinatore.
Ringraziamo il nostro Amico Salvo per quanto ha già fatto e per quanto ancora farà, anche se in veste di semplice componente del Comitato.

In fondo, essere Coordinatore, segretario, tesoriere o quant'altro, ha importanza del tutto marginale. La cosa veramente importante è l'impegno. L'impegno a portare avanti le idee nelle quali crediamo fermamente, non aprioristicamente ma in quanto a conoscenza di autorevolissimi studî, quali quello commissionato dal Pentagono (BRITTLE POWER - Energy Strategy for National Security -, di Amory B. Lovins ed L. Hunter Lovins) o il SANDIA REPORT (Guidance on Risk Analysis and Safety Implications of a Large Liquefied Natural Gas (LNG) Spill Over Water) di Mike Hightower, Louis Gritzo, Anay Luketa-Hanlin, John Covan, Sheldon Tieszen, Gerry Wellman, Mike Irwin, Mike Kaneshige, Brian Melof, Charles Morrow, Don Ragland, condotto da Sandia National Laboratories Albuquerque, New Mexico, and Livermore, California.
In tema di informazioni fondate fornite da esperti, credo che le fonti sopra citate siano quanto di più completo e approfondito possiamo trovare sul pianeta sul tema; del resto gli Amministratori del Comune di Melilli hanno dato incarico ad un prestigioso Docente di Fisica Tecnica presso l'Università di Catania, di studiare il progetto della Erg-Shell onde evidenziarne criticità oggetto di osservazioni, e, come più volte ribadito dal nostro Sindaco nei suoi comizi elettorali e sulla stampa, proprio dal parere dei tecnici incaricati, è scaturito il suo convincimento che l'impianto di rigassificazione non può trovar posto nel polo petrolchimico, per palesi ragioni di sicurezza.

Bene, pertanto, dice il Consigliere Cannata allorché giudica importante acquisire il parere di esperti, cosa che i nostri attenti Amministratori hanno fatto già, e dalla quale acquisizione è scaturito parere negativo alla realizzazione dell'impianto.
Meno democratica suona la frase "come amministratori potremo prendere le opportune decisioni".
Esistono, infatti:

una Convenzione Internazionale, la Convenzione di Aarhus, ratificata dall'Italia con la Legge 16 marzo 2001, n. 108;

la DIRETTIVA 2003/105/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 16 dicembre 2003, che modifica la direttiva 96/82/CE del Consiglio sul controllo dei pericoli di incidenti rilevanti, connessi con determinate sostanze pericolose;
il Decreto Legislativo 21 settembre 2005, n. 238 "Attuazione della direttiva 2003/105/CE, che modifica la direttiva 96/82/CE, sul controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose"

Per necessità di sintesi, e per ovvie ragioni spazio-temporali, posiamo dire che le fonti normative di cui sopra, di fatto obbligano l'Italia, da un lato a tenere giusto conto, nell'elaborazione degli strumenti di pianificazione dell'assetto del territorio, della necessità di prevedere e mantenere opportune distanze tra gli stabilimenti e le zone residenziali, gli edifici e le zone frequentate dal pubblico, le vie di trasporto principali, le aree ricreative e le aree di particolare interesse naturale o particolarmente sensibili dal punto di vista naturale, nonche' tra gli stabilimenti e gli istituti, i luoghi e le aree tutelati ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42.; dall'altro, in ossequio alla direttiva 96/82 ad acquisire il parere del pubblico durante l'elaborazione del progetto. La mancata osservanza di questa norma è stata causa di una "messa in mora" nei confronti della Repubblica Italiana da parte della Commissione Europea, infatti, con nota C(2007)1047 del 21 marzo 2007 la Commissione Europea ha notificato una messa in mora ex art. 226 nei confronti della Repubblica Italiana».

La nota della Commissione richiama l'attenzione dell'Italia su due direttive Cee: la 85/337/85 relativa alla valutazione di impatto ambientale e la 96/82/96 sul controllo dei pericoli di incidenti rilevanti e sulla loro mancata applicazione nel «progetto di costruzione di un rigassificatore di gas naturale nell'area Capo Bianco del Porto di Brindisi». «In particolare la Commissione ha chiesto informazioni riguardo lo svolgimento di una procedura di Via per il progetto nel suo complesso o nelle sue parti e in merito alle modalità di partecipazione del pubblico durante l'elaborazione»".

La Commissione ha ribadito che in ossequio alla direttiva 96/82 «il pubblico avrebbe dovuto esprimere il proprio parere durante l'elaborazione del progetto stesso mentre tale prescrizione non è stata rispettata». Di conseguenza la Commissione ritiene che "la Repubblica Italiana sia venuta meno agli obblighi derivanti dalle due direttive".



Proprio mentre scrivo, osservo l'inquietante spettacolo dell'enorme incendio che divampa a ridosso dei confini nord-ovest della Esso; penso al terrore che ci pervase il 30 aprile 2006; penso a cosa potrebbe succedere se, mentre divampa un incendio, un rigassificatore "pensasse di fare l'eruttino"; penso a tutti i morti che questo polo petrolchimico ha fatto fra lavoratori e popolazioni circostanti, con incidenti sul lavoro, tumori, malformazioni e chi più ne ha più ne metta e, mi si consenta, al pensiero che esiste qualcuno disposto ad accettare un impianto dal potenziale esplosivo di diverse decine di ordigni nucleari nel bel mezzo del polo petrolchimico, o, comunque, vicino a centri abitati, lo sgomento è grande.

Auspichiamo che vengano osservate le Norme di Legge Italiane ed Europee sul tema e che si tenga il dovuto conto della volontà delle popolazioni interessate, prima di procedere alla concretizzazione di un simile proposito.
Da quanto sopra esposto risulta chiaramente che, nel caso specifico del rigassificatore, acquisire il parere della popolazione è non solo un obbligo di Legge, ma una dovuta manifestazione di democrazia partecipata senza la quale qualsiasi forma di governo assume le caratteristiche della dittatura e della prevaricazione sociale.
Tutto quanto venisse compiuto in difetto della rigorosa applicazione delle esistenti norme, avrebbe il sapore della violenza, e non è detto che si debba sempre porgere l'altra guancia.


Melilli 04/09/2007
COMITATO MELILLESE "NO RIGASSIFICATORE"

l'addetto stampa e comunicazione
Dott. Eugenio Bonomo


 

 

 

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