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[email protected] - Melilli è pronto a dire NO al rigassificatore Erg/Shell - "E’ tornata la speranza.Pubblica questa lettera perché tutti sappiano che non siamo soli, siamo una moltitudine potentissima e non siamo disposti a morire senza combattere e lo faremo, a qualunque costo e con qualunque mezzo".
Un nostro affezionato lettore di Melilli sta seguendo con molta passione (come d'altronde tutta la cittadinanza) l'evolversi delle questioni cittadine relative al rigassificatore. Il giovane melillese, con vera capacità giornalistica, si produce nella cronaca di episodi accaduti nella tarda serata del 24 agosto 2007, invitando i suoi concittadini ad avere fiducia nel Comitato cittadino pro referendum contro il rigassificatore Erg-Shell (Ionio Gas).

Ecco il testo integrale della sua missiva:

"Caro Salvo
Sono un giovane Melillese e come tutti i miei concittadini sono seriamente preoccupato per la minaccia terribile che incombe sulle nostre popolazioni, mi riferisco alla minacciata costruzione del rigassificatore della ERG che, come ha spiegato Piero Angela in una delle sue trasmissioni scientifiche potrebbe essere causa di catastrofici incidenti fra cui quello massimo dell’esplosione, con conseguente effetto a catena sugli impianti della zona industriale dalla quale siamo assediati, portando alla distruzione totale di quasi un quarto di Sicilia.

Sarebbe bene che l’informazione fosse estesa a tutti i Siciliani, dentro e fuori da quel cerchio maledetto dal raggio di 55 chilometri entro il quale si manifesterebbero gli effetti immediati di una eventuale esplosione, perché se le popolazioni contenute nel cerchio morirebbero subito, quelle più lontane subirebbero per decine e decine di anni gli effetti delle sostanze velenose liberate da impianti e serbatoi, con una pazzesca impennata dei tumori che ormai da troppo tempo decimano le nostre famiglie lasciando vedove e orfani senza mezzi di sussistenza e privati della gioia di vivere.

Il 24 agosto 207 sera ero in piazza, a Melilli, alla festa “Pititti, pititteddi e liccumarie” ove, malgrado il sinistro ed inquietante sfondo della zona industriale e dei suoi pennacchi di fumo, i Melillesi hanno cercato qualche attimo di distrazione dal tormentoso pensiero del rischio mortale cui andiamo incontro.
Insieme ad altri ragazzi mangiavo senza tanto appetito un panino e parlavo con i miei amici dell’unico argomento che ormai da mesi ci attanaglia lo stomaco: il rigassificatore.

Pensavamo a voi coraggiosi Priolesi, che siete riusciti almeno a gridare il vostro sacrosanto NO alla morte di massa e ci chiedevamo se e quando anche nel nostro amato paesino ci sarebbe stato permesso di esprimere la nostra volontà. Qualcuno di noi era pessimista e diceva che gli Amministratori vogliono mettere a tacere i Cittadini, perché hanno grandi interessi economici nell’affare. Io dicevo che non tutto è perduto perché il nostro Sindaco dal palco ha detto a tutti di stare tranquilli perché farà fare il referendum, così almeno potremo difenderci, ma loro erano dubbiosi anche su questo.
All’improvviso un nutrito gruppo di uomini e di donne, si è materializzato fra la folla e con un sorriso rassicurante sulle labbra hanno cominciato a distribuire dei volantini.

"Erano quelli del Comitato Cittadino.
E’ stato bellissimo vedere come TUTTI i presenti alla festa si sono stretti attorno a loro chiedendo di sapere, chiedendo di firmare, chiedendo cosa possiamo fare per opporci all’insano proposito.
Qualcuno ha chiesto agli uomini del Comitato se vale la pena di affannarci dato che sono già iniziati i lavori per l’impianto.
Ci hanno rassicurati, non è vero niente, non è stata data ancora nessuna autorizzazione, per ora, come tempo fa ha detto anche il Sindaco, non si pianta neanche un chiodo senza il nostro permesso.
Prima bonifichino e poi parleremo di fonti energetiche, ma …alternative ed ecosostenibili !!

"La speranza e il sorriso sono tornati sui nostri volti.
Quei dodici uomini avevano il viso delle persone oneste, il viso di padri che si battono per la vita dei propri e dei nostri figli.
Quasi tutti hanno chiesto di far parte del Comitato, di fare qualcosa, di combattere.
In pochissimi minuti quegli uomini, veloci come falchi e determinati come tigri hanno tempestato la piazza di quei volantini che qualcuno addirittura baciava.
Un segnale importantissimo è stato subito evidente: neanche un volantino per terra, neanche uno lasciato sui tavoli, tutti in mano a povera gente che ormai ha capito che deve combattere per vivere; gente che finalmente ha capito che la vera forza, quella invincibile, siamo noi, la nostra volontà.
I nostri padri hanno versato il loro sangue per darci una Repubblica democratica e civile in cui nessuno può essere calpestato, con una Costituzione che stabilisce prima di tutto che la sovranità appartiene al Popolo che la manifesta mediante il voto.

"Bene: se il Popolo è titolare del diritto di voto, è anche titolare del diritto di revocarlo se viene tradito. Qualcuno a Roma sta tentando di tradire l’Italia e qualcuno vorrebbe ancora schiavizzare i Siciliani imponendo cose che nessuno vuole. Non ci staremo, e se i nostri padri hanno versato il loro sangue per darci un mondo migliore, noi non esiteremo a fare altrettanto per i nostri figli, ma non ci faremo massacrare senza combattere.
Ieri sera erano in dodici, oggi sono certo che siamo almeno duecento e domani saremo mille, duemila centomila.
Questa vita è piena di guai ma è bello starci assai, diceva qualcuno, e noi vogliamo starci, come vogliamo restare nel paese che ci ha visti nascere e crescere e diventare uomini. E uomini vuol dire UOMINI, e non pecore da tosare o vacche da mungere.

Uno degli uomini del Comitato, dopo aver esaurito la scorta di volantini che la gente ancora chiedeva di avere, insieme ad altri ragazzi si è seduto al tavolo del bar per dissetarsi con una semplice bottiglia di acqua (NON GASATA !!! –il gas non lo vogliamo neanche in bottiglia-) partecipando con tutti gli altri presenti al gioco del karaoke. Forse era un cantante professionista perché ha cantato una difficilissima canzone dei Pooh “Tanta voglia di lei” le cui ultime parole sono …il mio posto è là. A quel punto gli è venuto dal cuore ed ha gridato a tutti “…e il nostro posto è qua, a Melilli, e non ci cacceranno dalle nostre case, non ci faremo costringere a scappare tutti per salvare la pelle. NOI NON CE NE ANDREMO ! Firmiamo tutti per il REFERENDUM !!”

C’è stato un applauso interminabile e si è levato un grido più forte di quello che sentiamo quando segna l’Italia. Abbiamo sentito tutti di essere Italiani, Siciliani, Melillesi e di essere orgogliosi di questo.
Persone di Sortino, Floridia ed Augusta hanno chiesto di poter firmare, ma al momento non è ancora tempo di farlo né, è stato spiegato, possono farlo i non Melillesi.

"I Priolesi presenti si sono alzati in piedi gridando orgogliosi: “Noi abbiamo votato” “Abbiamo vinto !” Avevano uno sguardo fiero ed erano felici di aver potuto dire la loro.
Allora i nostri “vicini di casa” hanno detto “anche noi siamo interessati; tutti sono interessati; chiederemo ai nostri Sindaci di difenderci e di fare i referendum anche da noi. L’Italia non può ignorare la volontà degli Italiani. E i politici devono capire che siamo noi che li votiamo. Vadano cercare altrove gli spazi per i loro affari e lascino in pace la gente.”

Quei dodici Uomini sono stati capaci di rassicurare centinaia di persone. Avevano la faccia dei giusti e degli onesti. E se qualcuno cercherà di metterli a tacere, verremo fuori da tutte le parti, compariremo dal nulla come fantasmi, ma non molleremo. La vita non si tocca.
Ieri sera eravamo andati in piazza senza troppo entusiasmo, ma siamo tornati a casa felici. E’ tornata la speranza.

Pubblica questa lettera perché tutti sappiano che non siamo soli, siamo una moltitudine potentissima e non siamo disposti a morire senza combattere e lo faremo, a qualunque costo e con qualunque mezzo.
Viva la vita, viva Melilli, viva l’Italia (quella buona).

S. Sebastiano".

26 agosto 2007


 

 

 

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