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05 agosto 2007, ore 9 - Terza e più vasta chiazza nera nel mare di Priolo - Attentato ai bagnanti e all'ambiente costiero. Oggi una sdegnata valanga di e-mail di assidui lettori ci ha segnalato l'episodio
Proseguono a tutto spiano le azioni inquinanti poste in essere da una classe di industriali arroganti, senza scupoli, tesa al guadagno ed irrispettosa della salute delle popolazioni che vivono a ridosso di una zona industriale obsoleta ed insicura. Una chiazza nera nel mare di Priolo ha rovinato la domenica a migliaia di bagnanti.

Un ringraziamento va a tutti quegli assidui navigatori di www.maccarrone.da.ru che, attraverso una valanga di email, ci ha segnalato il nuovo episodio inquinante.

Quest' anno è la terza volta che la spiaggia di Marina di Priolo vede tale tipo di inquinamento. Sulla vicenda registriamo una durissima nota di Legambiente inviata al Ministero per l’Ambiente,Roma; all’Assessorato regionale al Territorio e Ambiente, Palermo; all’Assessore prov.all’Ecologia di Siracusa; al Presidente del comitato di coordinamento area a Rischio, Priolo-Melilli; ai sindaci di Priolo e Melilli; al D.A.P. reparto Chimico di Siracusa; agli organi di informazione.

"Ancora un attentato all’ambiente costiero, si è verificato stamattina nei pressi della spiaggia di Marina di Priolo.
"Oggi intorno alle 9,00 una chiazza di colore nerastro si è avvicinata alla costa ,presso la spiaggia tra lo scarico a mare della centrale turbogas dell’Enel e lo scarico ex Sardamag, per un tratto di qualche centinaio di metri.
"I bagnanti ed alcuni pescatori che affollavano la spiaggia in questi giorni di grandi ferie, allertavano i vigili urbani di Priolo ed i responsabili della protezione civile , che a loro volta hanno chiamato l’Arpa provinciale e la capitaneria di porto , nonché i gruppi barcaioli antinquinamento , che subito hanno perlustrato la zona, temendo che ci fosse qualcosa di più grave.
"Da queste indagini si è appreso che la chiazza era circoscritta a poche decine di metri in larghezza e qualche centinaio di metri in lunghezza e che ad una prima ricostruzione dei fatti, da fonte quasi ufficiale ,la causa sarebbe stata addebitata al fuori servizio della centrale termoelettrica dell’ENEL Tifeo avvenuto nella mattinata, che avrebbe scaricato in atmosfera tonnellate di cenere da combustione di olio combustibile, che con i venti di quell’ora nord-sud ha trasportato la nube pesante e carica di ceneri fino al tratto di mare antistante la centrale di Priolo.
"Un’altra ipotesi meno ufficiale è quella che si sarebbe sversato dallo scarico Enel della vecchia centrale termoelettrica di Priolo,( della quale attendiamo ancora l’abbattimento del camino da 192mt. ormai inutilizzato, che crea nella zona un grave impatto negativo) un qualche sacco di ceneri depositato provvisoriamente nelle vicinanze dello scarico e che potrebbe essere caduto nello scarico, riversandosi ed annerendo ed inquinando la zona a sud.
Chiediamo pertanto agli organi di controllo in indirizzo, di conoscere la sostanza sversata e l’immediato intervento sanzionatorio nei confronti dei responsabili, al fine di evitare il ripetersi di tale evento, che a detta di numerosi bagnanti non era la prima volta, ma bensì la terza.
Certi di conoscere le risultanze dell’intervento al più presto si inviano cordiali saluti".
Priolo, 05 agosto 2007


 

 

 

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