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Non date fede ai vecchi manoscritti, non credete una cosa perché il vostro popolo ci crede o perché ve l'hanno fatto credere dalla vostra infanzia. Ad ogni cosa applicate la vostra ragione; quando l'avrete analizzata, se pensate che sia buona per tutti e per ciascuno, allora credetela, vivetela, e aiutate il vostro prossimo a viverla a sua volta (Gauthama Siddharta Buddha).

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Ancora critiche all'articolo di Tony Zermo sulle "bontà" dei termovalorizzatori. Un componente del Comitato Neoborbonico della Lombardia avanza una proposta provocatoria sul nostro attuale modello di sviluppo
Il nostro amico Davide, del Comitato Neoborbonico della Lombardia,
ci fa partecipe di una sua proposta provocatoria, forse irrealizzabile, ma che quanto meno fa riflettere sul nostro attuale Modello di Sviluppo, che forse dovrebbe essere cambiato per via della sua manifesta insostenibilità.

"Caro Salvo,
sono rimasto allibito nel leggere le tesi ambientaliste di certi giornalisti nostrani, talmente assurde che mi risulta difficile non credere che esse non provengano da un copione già scritto.

Mi sono fatto una sonora risata quando ho letto di "opere griffate" nientepocodimeno che da Kenzo Tange, ovvero l'architetto del futuristico quartiere Librino di Catania, dove però mancano i servizi più elementari.

Anche a Napoli le costruzioni avveneristiche non portano fortuna, prova ne è il complesso residenziale Le Vele, nel quartiere di Scampia, divenute ricettacolo di drogati e camorristi che vengono inevitabilmente a contatto con i bambini di quelle famiglie che non hanno i soldi per mantenere una dimora abitativa degna.

Contro Augusta c'è un vero e proprio Accanimento di Stato, non bastava il rigassificatore, adesso pure il Termovalorizzatore ci vogliono impiantare.

Non capiscono proprio che la Sicilia ed il Sud Continentale sono delle regioni che devono essere assolutamente preservate perchè sono delle vere e proprie "Riserve Agroalimentari" e che sono una ricchezza non solo per i meridionali ma anche per il Nord Italia e forse anche per buona parte dell'Europa, perchè in caso di eventi internazionali gravi rappresentano la nostra assicurazione per non morire di fame.

Ti giro una mia proposta provocatoria, forse irrealizzabile, ma che quanto meno fa riflettere sul nostro attuale Modello di Sviluppo, che forse dovrebbe essere cambiato per via della sua manifesta insostenibilità:

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Il modello capitalista-globale non funziona.

Essendo questo sistema non funzionante, spesso provoca dei "Sistem Failure" nelle nazioni in cui i suoi principi vengono applicati e l'esempio è a Napoli l'impossibilità di gestire una mole così grande di spazzatura

Perchè non ci facciamo promotori di un nuovo Modello di Sviluppo, di un nuovo Sistema che renda obsoleto quello attuale?

Perchè non proponiamo di limitare, fino a quando non sarà terminata l'emergenza, tutte le merci provenienti dall'estero e dal nord Italia?

Ad eccezione ovviamente delle merci prodotte in Campania ed escludendo ciò che di essenziale non è prodotto in Campania.

Mi riferisco soprattutto ai prodotti di tipo alimentare, che vengono venduti nei supermercati e che sono responsabili per la massima parte della produzione di rifiuti.

Proibendo tutti i prodotti che sono contenuti in plastica e metallo e consentenendo quelli che sono contenuti in vetro.

Costruire nuove discariche e nuovi inceneritori non è una soluzione e la gente lo sa, la gente non li vuole perchè inquinando le falde ed avvelenano l'aria.

Costruire un'inceneritore significa accettare e quindi legittimare un sistema che ci obbliga ad acquistare i prodotti fabbricati al di fuori del Sud ed emigrare dove questi prodotti vengono fabbricati.

La soluzione per l'emancipazione del Sud e per lo svilippo economico è la stessa per la soluzione del problema dei rifiuti.

Certo ogni grande cambiamento è precursore di tempi difficili, ma grandi saranno i benefici che ne conseguiranno, perchè in una regione ad economia protetta saranno le stesse aziende del nord che trasferiranno le loro linee di produzione al Sud perchè sapranno che se producono da noi i loro prodotti verranno tutelati e difesi dalle paccottiglie cinesi.
Le aziende del nord si stanno in realtà già trasferendo, ma in Cina, dove i prodotti sono tutelati, non da una politica economica protezionistica, ma dal basso prezzo della manodopera cinese.

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saluti

Davide

Comitato Neoborbonico della Lombardia

(Email del 25 giugno 2007)


 

 

 

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