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NO RIGASSIFICATORE ERG/SHELL - Diversi Comitati cittadini del triangolo della morte spiegano perchè il rigassificatore è incompatibile col territorio e con l’ambiente già abbastanza inquinati.
Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

"Comunicato stampa del Comitato Cittadino di Augusta contro gli Inceneritori e per il Diritto alla Vita, del Gruppo spontaneo Donne e Mamme di Augusta, del Comitato Cittadino Priolese pro Referendum contro il Rigassificatore, del Circolo Culturale Tommaso Gargallo di Priolo e di Amo Melilli, aderenti a Decontaminazione Sicilia.

"Detti Comitati, in merito alla richiesta di pronuncia di compatibilità ambientale del progetto Shell-ERG per la realizzazione di un terminale di ricezione, stoccaggio e rigassificazione di gas naturale liquefatto (GNL) nel polo industriale Melilli-Augusta-Priolo, hanno spedito pareri ed osservazioni, assieme a centinaie di firme di cittadini, al Ministero dell'Ambiente, al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, alla Regione Sicilia - Assessorato Territorio ed Ambiente ed al Comitato Tecnico Regionale per la Sicilia. In detti pareri ed osservazioni vengono elencati i motivi che, secondo i Comitati, rendono il rigassificatore incompatibile col territorio e con l’ambiente già abbastanza inquinati. Anzitutto i Comitati ritengono irrispettoso il comportamento delle aziende proponenti che, a parole si dichiarano per il territorio e per la gente che lo abita, mentre di fatto hanno depositato la VIA a Palermo e non nei luoghi interessati all’impianto come Siracusa, Augusta, Priolo e Melilli, né hanno provveduto a pubblicizzarla per esempio via internet, come in altre regioni è stato fatto.
I Comitati fanno notare:
- la pericolosità intrinseca dell’impianto che è tale da renderne inaccettabile la localizzazione nel sito prescelto. Trattasi infatti di impianto a rischio di incidente rilavante, che movimenterà 12 miliardi di m3/anno di gas metano, con 3 serbatoi da 450.00 m3 di GNL, che verrebbe costruito in un sito dove insistono tre raffinerie, industrie petrolchimiche ed un notevolissimo numero di serbatoi contenenti milioni di m3 di prodotti infiammabili;
- le navi gasiere da circa 140.000 m3 di GNL, ne arriverebbero 2-3 alla settimana, entrerebbero e stazionerebbero nel porto di Augusta, porto commerciale, militare e NATO, con un rischio improponibile per gli insediamenti umani limitrofi come Priolo, Melilli ed Augusta;
- l’area nella quale si vorrebbe collocare l’impianto è zona sismica di primo grado;
- in caso di incidente estremo si verificherebbe la devastazione dei territori circostanti con perdita di un numero improponibile di vite umane e scarico, in atmosfera, di abnormi quantità di tossici e cancerogeni che graverebbero sulla salute e sulla vita dei superstiti per decine di anni;
- assolutamente incompatibile con un’esistenza sicura e serena, per le popolazioni della Sicilia Orientale, è la coesistenza, a poche centinaia di metri di distanza da un simile impianto, delle navi militari sia italiane che Nato, nonché dei depositi di militari di Cava Sorciaro e Palombara;
- dalla situazione energetica della Sicilia, risulta che l’impianto in questione è tutt’altro che necessario in quanto la Sicilia produce, nelle sue 5 raffinerie, una quantità di prodotti petroliferi finiti (GPL, benzine, cheroseni, gasoli, oli combustibili) superiore al 40% del fabbisogno nazionale), in Sicilia arriva metano algerino a Mazara del Vallo e presto arriverà altro metano libico a Gela, gas che solo in piccola parte serve per i consumi regionali, in Sicilia c’è una sovrapproduzione di energia elettrica che assieme al metano per la maggior parte viene esportata nel resto d’Italia;
- l’impianto rappresenterebbe un target ideale per organizzazioni terroristiche quali quella che non ha esitato a portare a termine la missione suicida dell’11 settembre;
- il processo di rigassificazione prevede l’uso dell’acqua marina che sarebbe restituita alla rada di Augusta ad una temperatura sensibilmente inferiore a quella di prelievo e con aggiunta di cloro per evitare la formazione di alghe e/o altri organismi. Tale raffreddamento delle acque della rada rivoluzionerebbe l’ecosistema attuale creandone uno sicuramente incompatibile con la salute e la vita della flora e della fauna del nostro mare, provocando un inevitabile danno a tutte le attività antropiche connesse e agli indotti ad esse legati;
- la realizzazione del rigassificatore determinerebbe un deprezzamento dei beni immobili, con grave pregiudizio per l’economia di tipo agricolo;
- la zona verrebbe penalizzata ulteriormente per la perdita di valore dei suoi beni archeologici e quindi dell’interesse turistico, risorsa a cui mira la rivalutazione dell’area;
- l’impianto sorgerebbe a ridosso della ferrovia che collega Catania con Siracusa, vicino alla ex SS 114, alla autostrada in costruzione Siracusa Catania, ai centri abitati di Augusta, Priolo e Melilli ed ai grossi centri commerciali esistenti;
- che l’impianto di rigassificazione costituisca un impianto a rischio di incidente rilevante, lo dimostrano i molti incidenti verificatisi in tutto il mondo dal 1944 al 2006 e che, in vario modo, hanno coinvolto impianti, parti di impianti, processi o fasi della “filiera” del GNL, come trasporto, rigassificazione e stoccaggio.
Infine i Comitati manifestano la loro preoccupazione per la loro incolumità e per quella delle loro famiglie e, sulla scorta dei pareri e delle osservazioni sopra riportati, sono fermamente convinti che la sottoscrizione dei sindaci di Augusta, Priolo e Melilli, dell’“Accordo di Programma” (21 dicembre 2005) per la qualificazione e la reindustrializzazione del Polo Petrolchimico di Priolo che prevede il rigassificatore, non può escludere gli abitanti delle zone vicine al rigassificatore dal loro diritto di accettarlo o no nel territorio in cui vivono".

martedì 15 maggio 2007


 

 

 

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