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La porta priva di serratura tenta anche la mano onesta (Anonimo).

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Scoperta una mega-discarica in contrada Sorciaro - Rifiuti viaggianti: grande business per gente senza scrupoli ma angoscia e terrore per i cittadini
Galleria Foto - MEGADISCARICA di contrada Sorciaro

Chi l’avrebbe mai detto: una sinuosa stradina di campagna che, a prima vista, appare agli occhi dei visitatori luogo di ispirazione poetica, è invece covo di numerosi pericoli sanitari per la presenza di una mega discarica di rifiuti di ogni genere (compresi rifiuti speciali o pericolosi a cominciare dall’amianto) che, lentamente, sta avvelenando la campagna in contrada Cava Sorciaro.



Si tratta di grandi e maleodoranti cumuli di rifiuti, in parte addossati alla recinzione in cemento armato del Cerica, e, in maniera più massiccia, ai bordi della stradina di campagna. Ironia della sorte: tantissimi altri rifiuti sono addossati all’ingresso secondario (sbarrato da tempo) del Cerica, nato come Centro di Ricerche Ambientali. Sono rifiuti indifferenziati che avvelenano la campagna, rendono l’aria malsana e sono ricettacolo di ogni tipologia di insetti (che vi sostano a nugoli) e di ratti (ne abbiamo visti alcuni così ingrassati da sembrare leprotti).

Questo è un altro dei numerosi aspetti ambientali dell’amara realtà quotidiana di Priolo e della sua cintura extraurbana. E’ un aspetto fatto di interessi e di profitti, di quotidiano attentato alle più elementari norme di igiene pubblica e di devastazione socio-ambientale.
Codeste immagini di cumuli di rifiuti di ogni genere dei crocicchi delle strade, dei bordi di viali di campagna e di aree nascoste all’occhio perché coperte da folta vegetazione sono la rabbia e l’angoscia dei cittadini residenti nelle zone trasformate a discariche. Questi si rivolgono a chi amministra il paese, ai politici e ai tuttologi ricevendo solo promesse di bonifiche delle aree appestate. E’ l’andazzo della politica priolese , il solito copione stereotipato in cui maggioranza ed opposizione trovano la propria ragione di essere in una non-politica in cui i bisogni della gente e le ideologie sono solo bandierine da sventolare a seconda del vento e delle circostanze.



Se l’ambiente di Priolo è ammalato in gran parte è dovuto alla irreversibile crisi della politica locale tutta, tanto quella imbalsamata di palazzo quanto quella disorientata dei Movimenti: a nostro avviso imbalsamazione e disorientamento costituiscono gli elementi più sconvolgenti e ridisegnano una perfetta riproduzione contemporanea del tutto e del contrario del tutto…

In questo continuo non-fare diventa urgente accendere i riflettori sul selvaggio smaltimento dei rifiuti di ogni genere, una grande piaga che affligge l’Italia, la Sicilia, la provincia di Siracusa e particolarmente Priolo. E’ importante il controllo del territorio, è importante la repressione nei confronti di traffici illeciti di rifiuti, terreno di azione di ecomafie e business miliardario.

Proprio recentemente sullo smaltimento illegale di rifiuti è intervenuto il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, il quale ha sottolineato che «accanto a esponenti delle famiglie mafiose si registra la presenza di persone senza precedenti penali (tecnici, dipendenti delle pubbliche amministrazioni, imprenditori dei trasporti) inseriti nell'economia pulita, che però iniziano a voler guadagni facili senza le spese dello smaltimento lecito».



La Eurispes, l’ente che promuove e finanzia autonomamente indagini su temi di grande interesse sociale, parla addirittura di un business di illeciti pari a quasi 30 miliardi di Euro. Secondo il rapporto Eurispes, che cita sia i dati di Legambiente del 2005 che i dati del Nucleo di tutela ambientale dei carabinieri, in undici anni sono state 17.097 le azioni criminali compiute nel settore dei rifiuti. Ogni giorno in Italia, dal 1993 al 2004, sono state accertate circa cinque azioni di illecito riguardante il ciclo dei rifiuti. E’ agghiacciante quello che riporta l’Eurispes circa i rifiuti che viaggiano senza soste da un capo all’altro della penisola italiana. Da nord a sud si contano almeno 20.000 depositi di stoccaggio, dove viene lasciata una parte dei rifiuti, conservata per un periodo di tempo e poi rispedita in un altro deposito. Durante queste soste e questi trasferimenti alcune parti consistenti di rifiuti si perdono per strada. Molti finiscono nelle campagne abbandonate (come nel caso di contrada Sorciaro), e in zone comunali ove tendenzialmente è notoria la carenza di controlli. Dalle stime relative alla differenza tra tonnellate di rifiuti prodotti e di quelli gestiti, si apprende l’esistenza di vere e proprie montagne di materiali pericolosi e non che sono sfuggite ai sistemi di rilevazione istituzionali.

Salvo Maccarrone, 03 aprile 2007

Galleria Foto - MEGADISCARICA di contrada Sorciaro


 

 

 

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