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Senatori della Repubblica...
Nell'indifferenza totale degli altri quattro componenti, è rimasto a bocca aperta e sdegnato il presidente della Commissione consiliare "Territorio e Ambiente" di Priolo, per la mancata audizione della 13ª Commissione permanente territorio, ambiente, beni ambientali del Senato. Pertanto, a causa delle loro fugace apparizione a Priolo, non è stato possibile consegnare ai senatori la relazione sul "Piano di Risanamento Ambientale dell'area industriale di Priolo, Melilli, Augusta, Floridia, Solarino, Siracusa.
Il presidente, Salvatore Fortuna, ha addirittura minacciato di presentare le dimissioni dal prestigioso incarico per l'insensibilità mostrata sia dagli esponenti romani che locali.

Non potendo consegnare manualmente la relazione ai Senatori, il consigliere Fortuna la affida al nostro sito con la speranza che essa possa essere letta da questi frettolosi rappresentanti dello Stato Italiano.

ECCO, IN ESCLUSIVA, LA RELAZIONE STILATA DAL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE CONSILIARE "TERRITORIO E AMBIENTE DEL COMUNE DI PRIOLO".

Alla Commissione ” Territorio e Ambiente” del Senato della Repubblica.
Oggetto: Audizione della Commissione Consiliare “ Territorio e Ambiente” dei Comune di Priolo Gargallo (SR), sul tema: Piano di Risanamento Ambientale, dell'area industriale di Prìolo-Melilli-Augusta-Floridia-Solarino-Siracusa.

Senatori della Repubblica,
l'entità del disastro ambientale che colpisce l'area industriale di Priolo Gargallo e le relativeconseguenze sulla salute pubblica, sfuggono ad ogni più pessimistica valutazione.
Premesso che:
Da oltre dieci anni l'area industriale di Priolo - Melilli - Augusta - Floridia - Solarino - Siracusa è stata riconosciuta area ad alto rischio ambientale;
Per la suddetta area nell'anno 1995, il Presidente della Repubblica emanò un Decreto per un Piano di Risanamento Ambientale, finanziato anche dal Governo con una prima trance di cento miliardi di vecchie lire;
L'ambiente ad oggi continua ad essere inquinato con grave pericolo per la salute dei cittadini che abitano e lavorano in questa zona;
Le indagini compiute alcuni anni fa, dalla Procura e dalla Guardia di Finanza di Siracusa, ed i conseguenti arresti svelarono uno scenario inquietante per i danni arrecati alla salute dell'uomo e dell'ambiente, da parte dell’Enichem di Priolo Gargallo.
I dirigenti dello stabilimento avrebbero, secondo gli inquirenti, costituito una associazione a delinquere finalizzata allo smaltimento di rifiuti pericolosi contaminati da mercurio, scaricando il tutto in mare senza curarsi delle pesanti conseguenze;
L'Osservatorio Epidemiologico dell'Assessorato alla Sanità della Regione Sicilia ha pubblicato uno studio sull'analisi della mortalità dal 2001 al 2003 e dei ricoveri ospedalieri riguardante la popolazione residente nelle aree ad elevato rischio ambientale (Augusta-Priolo-Melilli).
Viene evidenziato che nella suddetta area industriale si è osservato un eccesso di patologie tumorali sia negli uomini che nelle donne.
Tra le patologie non tumorali sono state osservate eccessi di ricoveri per malattie cardiovascolari e malattie respiratorie;
Questo dato viene anche confermato dall'atlante delle patologie pubblicato dalla Asl n° 8 di Siracusa in collaborazione con l'Università di Catania, nel triennio 2003-2005, a Priolo Gargallo, nell'anno 2002, si sono registrati inoltre nove casi di una patologia rarissima: la Sclerosi Laterale Miotrofica (ovvero la paralisi superiore del corpo ); I riscontri di cui oggi disponiamo, grazie alle indagini della Magistratura e ai dati scientifici summenzionati, configurano delle allarmanti ripercussioni sulla salute pubblica, oltre che un danno biologico non solo a carico degli abitanti e lavoratori del predetto territorio, ma anche delle generazioni future.
Del resto, la situazione di inquinamento diffuso dovuto a cinquanta anni di sfruttamento selvaggio dell'area, sono talmente gravi, da essere evidenti anche ad occhio nudo.
Ciò che è più allarmante è che, nessuno ad oggi sia in grado di affermare cosa ci sia al di sotto dell'area industriale.
Ma se da un pozzo ( denominato pozzo Cannamela), zampilla benzina mista ad acqua, ciò non può che significare che il territorio è arrivato al collasso e che non riesce più a reggere l'impatto con l'industria.
La vita delle popolazioni in quest'area, dipenderà esclusivamente dagli interventi di risanamento ambientale.
Alcuni mesi fa, inoltre alcuni operai addetti agli scavi per la costruzione di una nuova centrale elettrica turbogas, all'interno del Petrolchimico di Priolo, di proprietà della Società ErgMed “Isab Impianti Nord”, hanno accusato malori a causa delle esalazioni provenienti dal sottosuolo intriso di sostanze di cui la Magistratura si sta accertando.
Attualmente, per i lavori di bonifica nell'area denominata “SG14”, si sta realizzando una barriera, lungo la costa, con lastroni metallici che dalla superficie arrivano a circa quaranta metri di profondità.
Questi lastroni, dovranno impedire che l'inquinamento presente nel sottosuolo sfoci nel mare, evitandone così l'ulteriore contaminazione.
Ma in questo modo, si evita di contaminare il mare ma si rischia di creare nel sottosuolo un lago di sostanze petrolifere.
Non avendo nessuno sfogo, queste sostanze che hanno inquinato le falde acquifere, diventano ancora più rischiose, infatti essendo le falde acquifere comunicanti tra di loro, si rischia di contaminarle di più di quanto lo siano già.
Sarebbe invece stato opportuno, costruire prima l'Impianto” T.A.F.” (Trattamento Acqua di Falda), per poi trattare e purificare le acque emunte dagli innumerevoli pozzi disseminati in tutta l'area industriale; come è già stato fatto dall'Eni a Gela, mentre a Priolo per motivi burocratici non è stato ancora realizzato.
Nel sito di Priolo Gargallo, sono molti i casi in cui si è fermi alla caratterizzazione del sottosuolo inquinato, e quando si tarda ad intervenire, i contaminanti restano nel terreno entrando nella catena alimentare.

Si ricorda che:
nel mese di Maggio dell'anno 2003, proprio in seguito al caso del pozzo Cannamela, la precedente Commissione Ambiente del Senato della Repubblica dispose un'ispezione, in seguito alla quale ha all'unanimità votato un documento in cui si dichiarava l'area non “ a rischio ambientale”, ma in “ piena crisi ambientale”.
Intanto con il mese di Gennaio 2007, si è concluso il periodo di gestione Commissariale del Piano di Risanamento Ambientale da parte del Prefetto di Siracusa.
La regione Sicilia, ha infatti nominato il nuovo responsabile dell'ufficio per le problematiche ambientali nei Comuni interessati.
A questo punto è urgente fare il punto della situazione, e definire le iniziative da intraprendere per l'attuazione del Piano di Risanamento Ambientale.
Proprio perché è passato troppo tempo, occorre aggiornare e rimodulare il piano, sia sui progetti, che sulla copertura finanziaria.
Si chiede inoltre, di prevedere lo stanziamento di nuove risorse finanziarie necessarie alla costruzione nella Provincia di Siracusa di un Polo Oncologico per la prevenzione, diagnosi e cura dei tumori e delle patologie inerenti la zona industriale.
Per tutti questi motivi riteniamo che il modo migliore per venire incontro alle legittime richieste della popolazione, sia di attuare quanto previsto dalla legge in vigore, per porre un tempestivo riparo ai danni ambientali.
La bonifica o la riconversione industriale possono essere importanti cardini per lo sviluppo, per l'occupazione e per la protezione dell'ambiente.

Priolo Gargallo li, 26/03/2007
La Commissione Consiliare “ Territorio e Ambiente”del Comune Di Priolo Gargallo
Pres. Cons. Salvatore Fortuna
Cons. Gaetano Romano
Cons. Sebastiano Boscarino
Cons. Antonello rizza
Cons. Francesco Garufi

AVVERTENZA:
La relazione sopra riportata per intero è stata però firmata SOLAMENTE dal presidente Salvatore Fortuna.
Gli altri quattro componenti, pur condividendo l'analisi e le preoccupazioni espresse nella relazione, perchè non hanno apposto le loro firme a mano?


 

 

 

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