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DIVELTA LA RETE DI RECINZIONE DEI POZZI AL BENZENE - Via Fabrizi esposta a numerosi rischi - Durissimo l'intervento del coordinatore del Movimento "Il Faro"
In via Fabrizi, a due passi dal Municipio di Priolo, da parecchio tempo è stata rotta la rete di recinzione del filare di pozzi per la bonifica della falda acquifera al benzene.



Chiunque può intrufolarsi all’interno dell’area non più recintata e manomettere i pozzi, soprattutto quelli senza catenaccio.
In questi condizioni esistono chiari ed evidenti pericoli sanitari e per l’incolumità fisica che non fa male elencare e descrivere:
1 - ESALAZIONI TOSSICHE
Essendo dei pozzi per la bonifica dell’acqua al benzene in zona si registrano continue esalazioni tossiche;
2 - PERICOLO PER I BAMBINI CHE GIOCANO A PALLONE IN STRADA
I bambini andando a correre sull’erba nella foga del gioco rischiano di inciampare con il rischio di cadere rovinosamente sui tubi metallici che fuoriescono dal terreno.
Inoltre alcuni di questi tubi per la bonifica, oltre a non essere muniti di catenaccio e quindi apribili, sono ormai totalmente arrugginiti. E’ facile immaginare a quali gravi conseguenze va incontro una persona che si taglia andando ad urtare un oggetto arrugginito.
3 – LA RETE ROTTA PUO’ CEDERE
Essendo la rete metallica rotta e divelta in più punti è estremamente probabile che possa cedere all’improvviso sulla testa di qualche malcapitato ragazzino.
4 – NELLE VICINAZE C’E’ UN GROSSO SERBATORIO DI PRODOTTI INFIAMMABILI
Sussiste inoltre un pericolo incombente molto grave per l’intero quartiere. Infatti a pochi metri di distanza dalla rete metallica, tra gli alberi di ulivo, si intravede un grosso serbatoio di prodotti infiammabili (presumibilmente estratti dalla falda acquifera al benzene) poggiato a terra sull’erba. Questo serbatoio oltre ai pericoli evidenziati di esalazioni tossiche rappresenta anche un grosso deterrente in casi di incendio o esplosioni.
Non va dimenticato l’inferno, seguito da una grande paura per l’intera popolazione priolese, registratosi qualche anno fa quando in contrada San Francesco esplose uno dei serbatoi in cui veniva convogliato il surnatante petrolifero estratto dall’acqua di falda inquinata. E quel serbatoio era molto più piccolo di quello che oggi si trova vicino alle rete divelta di via Fabrizi.

Su questa vicenda si registra il durissimo intervento del coordinatore del Movimento politico “Il Faro”, Raffaele De Raffele,.
“Dopo aver ridotto il paese ad un colabrodo ed averlo recintato come un lager – denuncia il coordinatore de “Il Faro” - la rete di recinzione del filare di pozzi per la bonifica della falda acquifera al benzene, realizzati accanto al marciapiede di via Fabrizi, risulta divelta in più parti, mettendo a rischio i numerosi bambini che a causa della chiusura dei campi di calcio del Comune di Priolo sono costretti a giocare per strada. Pertanto – è il sollecito di Raffaele De Raffele - con urgenza chiediamo agli organi competenti del Comune di ripristinare la rete di recinzione affinchè i nostri figli vivano in sicurezza”.
La chiusura dei campi di calcio di Priolo è stata dovuta al massiccio inquinamento da cenere di pirite arseniacale.

Salvo Maccarrone, 28 marzo 2007



 

 

 

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