PRIOLO

GARGALLO

AMBIENTE-CULTURA-POLITICA-TURISMO-NEWS

priolo gargallo, priolo, salvo maccarrone, priolo, magnisi, thapsos, tapso, priolo gargallo, manomozza, basilica san foca, priolo

www.priolo.da.ru

 

  

                  

 

         

L'uomo è nato per vivere, non per prepararsi a vivere (Boris Pasternak).

Related Posts with Thumbnails

DALLA PADELLA ALLA “BRACE”
SPECIAL PER LA VISITA DELLA COMMISSIONE AMBIENTE E TERRITORIO DEL SENATO

Cari lettori, in occasione della visita della Commissione Ambiente e territorio del Senato del 26 e 26 marzo 2007 (nella foto il presidente, i vicepresidenti e i segretari della Commissione ambiente del Senato), abbiamo preparato uno special sul requisito imprescindibile di qualsiasi scelta e intervento ambientale razionale:l’informazione scientifica sui livelli di inquinamento. Per fare ciò abbiamo scomodato il nostro fedele segugio il quale dormiva beatamente e meritatamente al calduccio nella sua cuccia.

I Senatori della Repubblica dovrebbero leggere avidamente l’articolo che segue facendo in modo che gli Enti statali, preposti al controllo dell’inquinamento, la smettano di prendere per i fondelli il popolo inquinato residente nel triangolo della morte Priolo-Augusta-Melilli.

Come gestore del sito web, desidero ringraziare, anche a nome di tutti i lettori, il nostro tecnico dell’ambiente, Carmelo Calvo, il quale ci ha preparato un “gustoso” articolo che fa riflettere sul “buio” dell’informazione istituzionale
riguardante l’inquinamento del territorio priolese. Leggendo l’articolo, sorgerà
spontaneo chiedersi, a proposito dell’informazione ambientale diffusa dalle
istituzioni pubbliche preposte al controllo:prevale la mistificazione, la superficialità o l’ignoranza? Ai lettori l’ardua sentenza.


E dopo essere stati “cotti alla brace” qualcuno forse ci divorerà con gusto. Cosa molto probabile, visti gli appetiti di certi tipi che si aggirano per i nostri territori: c’è veramente da stare allerta notte e giorno. Per esempio, il sig. Riccardo Garrone della Erg pare che sia pronto perfino a snaturare l’Etna trasformandola in discarica. Vi invito a tal proposito a scaricare da questo stesso sito l’intervista nella quale il sig. Garrone prospetta la possibilità, ironicamente si spera, di smaltire i suoi rifiuti industriali estremamente tossici nel nostro venerando vulcano, arrivando perfino a lamentarsi della eccessiva severità del Ministero dell’Ambiente in tema di smaltimento di rifiuti.

Ma ritorniamo alla nostra “brace”, perché questa volta una “brace” c’entra veramente: si tratta del nome assegnato alla banca dati da cui l’ARPA della Sicilia estrae i dati sulle determinazioni dei livelli di inquinamento, per poi stendere l’annuario regionale dei dati ambientali.
Secondo le normative vigenti, le misure sulla qualità dell’aria vanno effettuate non solo con adeguate tecniche ma anche secondo determinati schemi strategici e frequenze di campionamento. Dal rispetto di tutte queste regole dipende la correttezza dei giudizi sulla conformità della qualità dell’aria ai limiti di legge. Nel mio precedente articolo sulle polveri sottili, in questo stesso sito, ho evidenziato delle “stranezze” a proposito dell’inquinamento dell’aria nel triangolo industriale Priolo-Augusta-Melilli. In particolare, l’ente pubblico di controllo, la Provincia, comunicava, per ciascuna località di campionamento, un numero di superamenti del limite di inquinamento da polveri sottili (PM10)a dir poco irrisorio rispetto agli sforamenti comunicati dal CIPA. Questo mi lasciò di stucco e penso di poter dire, con fondatezza, che la faccenda abbia scandalizzato parecchi lettori. Per chi non lo sapesse, il CIPA è una struttura tecnica fondata e gestita dalle principali industrie della zona, in altri termini è un ente proprio di quelle industrie che causano svariati fenomeni di inquinamento. Nel mio precedente articolo avevo ipotizzato che le centraline di rilevamento della Provincia avessero funzionato per un numero limitato di giorni, non riuscendo così a cogliere il corretto numero di superamenti giornalieri dell’anno considerato (2005). Per verificare l’ipotesi fatta sono andato a controllare i dati giornalieri di PM10 collegandomi alla banca dati BRACE, che, ricordiamolo, è la stessa banca dati alla quale attinge l’ARPA per la stesura dell’annuario regionale dei dati ambientali. Ebbene, dai dati della BRACE, si riscontra che la centralina di Priolo ha misurato la concentrazione giornaliera di polveri sottili solo per 150 dei 365 giorni dell’anno. Per valutare l’adeguatezza di un simile numero di misurazioni bisogna dire che la normativa di legge vigente fissa il valore del 90% per la raccolta minima dei dati dell’anno. Ciò significa che le concentrazioni giornaliere dei PM10 devono essere misurate per almeno 328 dei 365 giorni dell’anno, mentre, come abbiamo visto, a Priolo sono state fatte misurazioni solo per 150 giorni. E’ chiaro che le centraline possono dare problemi di funzionamento e che necessitano di periodi di manutenzione, ma la Provincia possiede anche mezzi mobili di monitoraggio con i quali può sostituire le centraline fisse temporaneamente non funzionanti. In sintesi, è da ritenersi realizzabile, da parte della Provincia, un maggiore impegno per una più ampia raccolta di dati che consenta il raggiungimento di quel 90% di raccolta minima fissato dalle leggi vigenti.



Un altro aspetto importante del monitoraggio riguarda le stagioni durante le quali sono state effettuate le misure. I dati sono infatti concentrati nei periodi autunnali e invernali, cioè in periodi caratterizzati da fenomeni naturali, come ad esempio le piogge, che abbattono i livelli di polveri sottili. Nei periodi in cui normalmente i livelli di polveri sottili sono molto alti a causa a causa dell’atmosfera stagnante e di altre condizioni che favoriscono l’accumulo degli inquinanti, cioè da maggio a luglio circa, non risulta alcuna misurazione. Ecco come si può giustificare l’esiguo numero dei superamenti della soglia di legge riscontrato dalla Provincia. Ma tutte queste considerazioni, che contribuiscono a un corretto e “intellettualmente onesto” inquadramento dei dati disponibili, non vengono svolte nell’annuario dei dati ambientali redatto dall’ARPA, per cui il lettore viene sicuramente fuorviato. Ciò mi ha amareggiato profondamente, e non solo per il fatto che l’ARPA viene pagata con i soldi delle tasse
pagate da noi cittadini. Mi ha amareggiato soprattutto perché mi sarei aspettato una puntualità e una attenzione di ben altro livello, dopo i tristemente noti disastri ambientali che hanno colpito pesantemente i comuni del triangolo industriale, dove tutt’ora il degrado è ampiamente diffuso e profondo. Quanto detto per Priolo, poi, si ripropone similmente anche per gli altri comuni del triangolo industriale. Per quanto riguarda il numero di giorni monitorati, ad Augusta questi sono stati 135, mentre dovevano essere almeno 328. A Melilli sono stati monitorati appena 130 giorni invece dei 328 stabiliti dalla normativa. Si tratta sempre dei dati del 2005, l’ultimo anno di cui si hanno informazioni quantitative nella banca dati: speriamo che al più presto vengano diffusi dati più recenti e che questi siano inquadrati con maggiore correttezza.

Carmelo Calvo, 25 marzo 2007


 

 

 

© 2001-2008 Salvo Maccarrone
stats
 
www.maccarrone.da.ru - priolo.altervista.org - www.priolo.da.ru

Nuova Paura a Priolo per l'ennesimo
BOTTO ERG
13 ottobre 2008
Botto Erg del 13 ottobre 2008
 
NO all'anonimato
No all'anonimato su www.maccarrone.da.ru

Statistiche

 

statsGoogle2008