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AMBIENTE FAR WEST : A Priolo ci mancava solo la polvere di carbon fossile africano
Il nostro attento tecnico ambientalista, Carmelo Calvo, ci informa su una triste e vergognosa vicenda che testimonia il modo “strafottente” e “allegro” con cui dalle nostre parti si svolgono attività estremamente dannose per la salute dei cittadini e per l’ambiente.



"Nella parte nord del triangolo industriale Priolo-Augusta-Melilli è stato realizzato un enorme stoccaggio di carbon fossile estratto da miniere dell’Africa. Appresa questa notizia dalla stampa locale, mi sono recato, qualche giorno fa, presso il sito di stoccaggio per constatare di persona: mi sono trovato davanti una vera e propria collina di carbon fossile (vedi foto sottostante tratta dal sito www.augustaonline.it).



Come saprete, il carbon fossile è un materiale fortemente inquinante, il più inquinante fra i combustibili fossili: fra i numerosi contaminanti ricordiamo soltanto la presenza di svariati elementi estremamente tossici, in particolare il mercurio, l’arsenico e il cadmio.

Il guaio per Priolo è che con il vento di maestrale, che di norma è particolarmente intenso, la polvere di carbon fossile viene sollevata facilmente dal sito di stoccaggio e trasportata proprio verso il paese. In effetti, qualche segnalazione di una strana polvere nera depositatasi sui balconi e sulle terrazze di Priolo mi è già pervenuta, ma i cittadini sono portati a pensare che si tratti dei soliti fumi industriali o di cenere dell’Etna, che però in questo periodo mi sembra piuttosto calma.

Ma come mai gli industriali ci hanno fatto questo ennesimo “regalo” di un enorme stoccaggio di carbon fossile? Ebbene, in un primo momento il deposito del materiale doveva avvenire nel territorio di Palermo, perché la destinazione originaria del carbone era il porto palermitano. Considerato però che si preannunciava un eccessivo traffico di camion, in uscita dal porto, è stato preferito dirottare il carbone su un porto meno affollato, come quello di Augusta, dal quale poi il materiale viene spostato, tramite camion, nello sito di stoccaggio citato. Dal deposito il carbone viene nuovamente caricato su camion per essere portato in varie cementerie siciliane.

Lo stoccaggio del carbone viene effettuato, a cura della Se.Pa.Mar. srl, in un area che ricade nel comune di Augusta. Proprio nei confronti della Se.Pa.Mar. srl il sindaco di Augusta ha emesso in questi giorni un’ordinanza per la cessazione dello stoccaggio di materiale e il ripristino dei luoghi.

L’aspetto più scandaloso della vicenda, che evidenzia, da parte degli industriali, un atteggiamento da “Far West” di assalto alla “diligenza”, rappresentata dal nostro territorio e dalle nostre risorse ambientali, è il modo “allegro” con cui si era dato inizio all’attività. Per prima cosa, da quanto ci è dato di sapere dal comune di Augusta, la ditta che curava lo stoccaggio non aveva l’autorizzazione amministrativa per l’attività che svolgeva. Inoltre è stato accertato, nel corso delle indagini svolte dalle autorità comunali, che la Se.Pa.Mar. srl non disponeva di un certificato attestante la distribuzione granulometrica del materiale carbonioso ai fini della sua potenziale dispersione in atmosfera, né si trovava in possesso di una relazione tecnica descrittiva degli accorgimenti e delle precauzioni adottate per prevenire qualsiasi fenomeno di inquinamento di suolo, aria, risorse idriche subsuperficiali e profonde e di qualsiasi inconveniente di natura igienico-sanitaria. Infine, fatto gravissimo, è stato rilevato che il certificato di esame del materiale carbonioso non riporta l’analisi chimica elementare né le concentrazioni degli elementi in tracce eventualmente presenti: arsenico, mercurio, cadmio, piombo e altri, tanto per intenderci.

Insomma, cari lettori, si tratta di una tristissima vicenda della serie “senza parole”. Ma non preoccupatevi. Vedrete che, proprio su questo sito web, a causa della polvere di carbon fossile respirata dai cittadini di Priolo, si farà vivo qualche solerte politico priolese, magari di qualche commissione comunale pro ambiente, per l’ennesima dichiarazione, in pompa magna, di impegno e di interessamento, dichiarazione che avrà, come unico risultato, quello che tutti ormai sanno: un mare di risate. Loro continuano a usare i soliti vecchi metodi nella speranza di abbindolare l’elettorato, ma non hanno capito che i tempi cambiano e che la popolazione ha ormai aperto gli occhi".

Carmelo Calvo, 05 marzo 2007


 

 

 

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