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L'abilità politica è l'abilità di prevedere quello che accadrà domani, la prossima settimana, il prossimo mese e l'anno prossimo. E di essere così abili, più tardi, da spiegare perché non è accaduto (Winston Churchill).

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PRIOLO, UN DRAMMA CONTINUO - 55 senatori della Repubblica descrivono gli "inquietanti disastri ambientali di Priolo", provocati in 50 anni da Esso, Montedison, Enichem, Isab Priolo, Isab Energy del Gruppo Erg, Sasol, eccetera
"L’entita` del disastro ambientale che colpisce l’area industriale di Priolo e le "relative conseguenze sulla salute pubblica, sfuggono ad ogni piu` pessimistica valutazione. Nel gennaio 2003 la Procura della Repubblica di Siracusa ha aperto un’inchiesta giudiziaria sull’attivita` di smaltimento dei rifiuti tossici da parte dei dirigenti dello stabilimento Enichem di Priolo. Tale inchiesta non ha precedenti: per la sua ampiezza, per la gravita` delle ipotesi di reato contestate e per i collegamenti con altre inchieste riguardanti l’inquinamento di falde acquifere e l’allarmante aumento di malformazioni genetiche neonatali e di patologie tumorali. A Priolo, dal 1950 al 1980, le patologie tumorali rappresentavano il 35 per cento delle cause di morte, superando le malattie cardiovascolari; ma e` solo nel 1990 che nasceva il «Registro siciliano dei tumori».
"Oggi, i casi di neoplasie sono tre volte superiori al dato nazionale.

"Tra il 1991 ed il 2000, all’ospedale «Muscatello» di Augusta nascevano un migliaio di bambini malformati, sebbene i primissimi episodi si debbono far risalire agli anni Ottanta.
"Ma e` stato un caso di «sindrome di Goldemahr» a far scattare l’allarme. Secondo la letteratura scientifica, uno dei fattori di rischio di tale sindrome, cosi` come dell’«ipospadia» (anomalia dell’apparato uro-genitale), nonche` di alcune malformazioni cardiache e` proprio l’intossicazione da mercurio nelle gestanti. Le anomalie congenite si sono moltiplicate, passando dall’1,5 per cento del 1980, al 2,5 del 1990 e al 5,6 del 2000; cio` vale a dire che nel 2000 su 534 nati, 28 presentavano delle gravi malformazioni. A Priolo, nel 2002, si sono registrati inoltre nove casi di una patologia rarissima: la SLA, «sclerosi laterale miotrofica» (paralisi superiore del corpo).

"I dati sono talmente inquietanti che lo scorso dicembre l’Organizzazione mondiale della sanita` ha deciso di realizzare in loco un’inchiesta.

"Nel gennaio 2003, i periti della Procura della Repubblica di Siracusa riscontravano nei sedimenti marini della rada di Augusta altissime concentrazioni non solo di mercurio (fino a ventimila volte superiori ai limiti di legge consentiti), ma anche di nichel, cromo e rame. Inoltre, in alcuni fusti di rifiuti industriali destinati alle normali discariche, gli inquirenti rilevavano altissime tracce di IPA, «idrocarburi policiclici aromatici», sostanze altamente tossiche che possono danneggiare il sistema ormonale ed il DNA non solo degli esseri umani ma anche di organismi marini vegetali e animali, introducendo nella catena alimentare inquinanti che raggiungono le nostre tavole.

"In particolare, mentre il mercurio colpisce il sistema nervoso centrale, gli organoclorurati si concentrano soprattutto nel grasso dell’organismo, superando la barriera placentare.
Da uno studio realizzato fra le comunita` Inuit in Alaska, e` dimostrato il ritardo nello sviluppo intellettivo dei bambini nati da madri forti consumatrici di pesce contaminato.

"I riscontri di cui oggi disponiamo, grazie alle indagini della magistratura e ai dati scientifici summenzionati, configurano delle allarmanti ripercussioni sulla salute pubblica, oltre che un danno biologico non solo a carico degli abitanti e lavoratori del predetto territorio, ma anche delle generazioni future.
Del resto, la situazione di inquinamento diffuso dovuto a cinquanta anni di sfruttamento selvaggio dell’area (Esso, Montedison, Enichem, Isab Priolo, Isab Energy del Gruppo Erg, Sassol, eccetera) sono talmente gravi, da essere evidenti anche ad occhio nudo.

"Per diciassette anni il torrente Canniolo a Melilli ha scaricato liquidi tossici e fanghi neri nel mare, un tempo di un azzurro cristallino ed oggi di color brunastro.

"Marina di Melilli si e` trasformata in un paese fantasma, dove le case hanno lasciato il posto alle ciminiere ed i 1500 residenti sono stati «cacciati» dall’avanzare degli stabilimenti petrolchimici.

"Il 10 settembre 2001 alcuni cittadini di Priolo, insieme con Legambiente, segnalavano con un esposto alle autorita`, la presenza di una grossa chiazza rossa nel mare prospiciente lo stabilimento petrolchimico ed una spaventosa moria di pesci (in quella occasione, i sopralluoghi e gli accertamenti tecnici disposti dalla Procura della Repubblica di Siracusa evidenziarono nell’acqua del
mare una elevata percentuale di acido solforico e mercurio).

"Infine, il 23 febbraio 2002 la trivella sul fondo agricolo del signor Sebastiano Cannamela, a Priolo, invece che solo acqua, ha cominciato a pompare benzina ed acqua.

"Un tempo, la costa siracusana era considerata tra i litorali ed i fondali marini piu` belli d’Italia. Lungo la costa della penisola di Magnisi i veleni delle industrie (benzene, ammoniaca, acido solforico, eccetera) hanno distrutto itinerari naturalistici spettacolari.

"Da Augusta a Priolo, cio` che salta agli occhi e` una distesa ininterrotta di impianti petrolchimici, un dedalo di tubi, serbatoi e diramazioni tanto in superficie, quanto nel sottosuolo.

"Cio` che e` piu` allarmante e` che, ad oggi, nessuno sia in grado di affermare cosa esattamente ci sia al di sotto dell’area industriale.
Ma se da un pozzo zampilla benzina ed acqua, cio` non puo` che significare che il territorio e` arrivato al collasso e che non riesce piu` a reggere l’impatto con l’industria.

"La convivenza delle popolazioni in quest’area (uno dei piu` grandi poli petrolchimici d’Europa) dipendera` esclusivamente dagli interventi di innovazione e ricerca, e la salute della popolazione residente nel «triangolo maledetto» di Priolo-Augusta-Melilli e` sottoposta a dei pericoli che non possono piu` essere tollerati.

"Il richiamo dell’articolo 32 della Costituzione e`, pertanto, del tutto naturale: «La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettivita`...».

"La portata del problema ha richiamato l’attenzione delle istituzioni e dell’intera societa` nazionale. L’ultimo piano di risanamento ambientale del sito petrolchimico di Priolo risale al 1995, allorche´ il Ministro dell’ambiente (onorevole Altero Matteoli) stanzio` 140 miliardi di vecchie lire per la sua bonifica.

"Sappiamo tutti che di quella somma, solo 10 miliardi sono stati effettivamente spesi e che le opere di ambientalizzazione sono state realizzate solo in minima parte. Basti pensare alla mancata creazione della piattaforrna polifunzionale per i rifiuti speciali prevista da quel piano; tant’e` che nel piccolo territorio del comune di Melilli – ove risiedono circa 4.000 abitanti – sono concentrate ben undici discariche.

"Lo scorso maggio, proprio in seguito al caso del pozzo Cannamela, la Commissione ambiente, territorio e beni ambientali del Senato della Repubblica ha predisposto un’ispezione, in seguito alla quale ha all’unanimita` votato un documento in cui si dichiarava l’area non «a rischio ambientale», ma «in piena crisi ambientale»!

"E opportuno riflettere sul fatto che i danni piu` pesanti all’ecosistema siano stati prodotti proprio da quelle imprese pubbliche nate con la missione di rilanciare e riqualificare socialmente ed occupazionalmente alcune aree depresse del Paese. Alla luce dei fatti, pero`, e` evidente che non c’e` stata una sufficiente sinergia tra le funzioni economiche e di sviluppo e le funzioni sociali dell’impresa. Oggi occorre introdurre un nuovo criterio di responsabilita` sociale che e` fondamentale per affrontare questo problema. L’impresa non risponde solo ai suoi azionisti o ai lavoratori che occupa, ma risponde ad un complesso di altri soggetti che devono avere titolo nella gestione dello sviluppo industriale.

"Occorre spezzare quel circolo vizioso in funzione del quale il settore petrolchimico si e` insediato in siti particolarmente pregevoli dal punto di vista ambientale e naturalistico – quali erano cinquanta anni fa la costa siracusana o la laguna di Venezia – ed ha finito per sfruttarli al massimo, senza curarsi di chi avrebbe pagato le conseguenze. Nessuno vuole lo smantellamento della chimica nel nostro Paese, e tantomeno la sua semplice delocalizzazione con l’intento di «scaricarla» nei Paesi sottosviluppati; cio` che si chiede e` di imporre a chiunque il rispetto delle regole, il potenziamento dei controlli amministrativi e di quelli sugli assetti socie-tari delle ditte preposte al trattamento, trasporto e smaltimento dei rifiuti – in specie di quelli pericolosi – sui mezzi utilizzati e sui siti verso i quali quegli stessi rifiuti sono destinati. Cio`, non solo per i precisi richiami costituzionali, ma anche per motivi economici, avendo le operazioni di bonifica evidenti ricadute sulle finanze pubbliche.

"Questo problema non ha un colore politico, tuttavia, ipotizzare una depenalizzazione dei reati ambientali non aiutera` certamente ad evitare altri danni alla salute pubblica e all’ambiente.

"Per tutti questi motivi riteniamo che il modo migliore per venire incontro alle legittime richieste della popolazione, sia istituire una Commissione di inchiesta del Senato che faccia tempestiva luce sulle cause e le responsabilita` dell’allarmante aumento di malformazioni genetiche neonatali e di patologie tumorali riscontrate nell’area industriale di Priolo e che contribuisca, altresi`, a risanare l’attuale situazione ambientale.

Art. 1.

(Istituzione e funzioni della Commissione)

1. E istituita, ai sensi dell’articolo 82 della Costituzione e dell’articolo 162 del Regolamento del Senato, una Commissione parlamentare d’inchiesta sulle cause dell’inquinamento da mercurio nell’area industriale di Priolo e sulle malformazioni genetiche neonatali ivi riscontrate.
2. La Commissione ha il compito di:
a) accertare la natura, il tasso e le cause dell’inquinamento lungo il tratto di mare antistante lo stabilimento petrolchimico, non-che´ della contaminazione del sottosuolo, delle falde acquifere, dei greti dei fiumi e dei pozzi d’acqua nelle aree contermini, con particolare riguardo per quelli che riforniscono l’acquedotto del comune di Priolo;
b) accertare le eventuali violazioni della normativa in materia di trattamento e smaltimento
di rifiuti speciali e tossico-nocivi e le relative responsabilita` di soggetti privati e degli amministratori di enti pubblici, territoriali e non, che in qualsiasi modo si siano occupati del succitato bacino petrolchimico;
c) svolgere indagini atte a far luce sull’eventuale smaltimento fraudolento di enormi quantita` di mercurio, idrocarburi policiclici aromatici e organoclorurati nella rete fognaria urbana;
d) svolgere indagini atte a far luce sulla eventuale connessione tra l’altissima concentrazione di mercurio riscontrata nei sedimenti marini prospicenti lo stabilimento (121 parti per milione contro 0,005 consentite dalla
legge) ed il migliaio di casi di malformazioni genetiche neonatali riscontrate tra il 1991 ed il 2000 nel triangolo industriale di Priolo, Augusta e Melilli, e l’incremento di patologie tumorali, tre volte superiori al dato nazionale e alle percentuali di rischio indicate dall’Organizzazione mondiale della sanita`;


e) accertare lo stato, la consistenza e l’efficienza degli impianti di depurazione delle acque reflue industriali, nonche´ i loro costi di costruzione e di esercizio, con particolare riguardo al sito dell’impianto biologico consortile Ias;

f) accertare la destinazione di 23 milioni di euro stanziati dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio per la bonifica del sito petrolchimico di Priolo, monitorare sullo stato dei relativi progetti ed interventi d’emergenza decisi in sede di Conferenza dei servizi;

g) accertare la regolare ed efficace attuazione da parte dei soggetti competenti dei piani di intervento di cui alla lettera f), nonche´ svolgere indagini sul ruolo della criminalita` organizzata, con specifico riferimento alle associazioni di cui agli articoli 416 e 416-bis del codice penale;

h) proporre soluzioni legislative e amministrative necessarie per una iniziativa dello Stato, delle regioni e degli enti locali volta a porre tempestivo riparo ai danni sanitari e ambientali patiti e patiendi, anche attraverso la realizzazione della piattaforma polifunzionale per i rifiuti speciali prevista dal piano di risanamento ambientale del 1995 e, di fatto, mai realizzata;

i) riferire al Senato della Repubblica al termine dei suoi lavori e ogni qualvolta ne ravvisi la necessita`.

3. La Commissione conclude i propri lavori entro un anno dalla data della sua costituzione e presenta al Senato della Repubblica la relazione finale entro i successivi sessanta giorni.
Art. 2.

(Composizione della Commissione)
1. La Commissione e` composta da venti senatori nominati dal Presidente del Senato della Repubblica, in proporzione al numero dei componenti dei Gruppi parlamentari, comunque assicurando la presenza di un rappresentante per ciascun Gruppo parlamentare.
2. La Commissione, nella prima seduta, elegge il Presidente, due VicePresidenti e due Segretari.
Art. 3.

(Poteri della Commissione)

1. La Commissione procede alle indagini ed agli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell’Autorita` giudiziaria.
2. Per le testimonianze davanti alla Commissione, si applicano le disposizioni degli articoli 366 e 372 del codice penale.

Art. 4.

(Acquisizione di atti e documenti)
1. La Commissione puo` acquisire copie di atti e documenti relativi a procedimenti e inchieste in corso presso l’Autorita` giudiziaria o altri organismi inquirenti, nonche´ copie di atti e documenti relativi ad indagini e inchieste parlamentari, anche se coperti dal segreto.
In tale ultimo caso la Commissione garantisce il mantenimento del regime di segretezza.
2. La Commissione stabilisce quali atti e documenti non dovranno essere divulgati, anche in relazione ad esigenze attinenti ad altre istruttorie o inchieste in corso. Devono in ogni caso essere coperti dal segreto gli atti e i documenti attinenti a procedimentigiudiziari nella fase delle indagini preliminari.
3. Il segreto funzionale riguardante atti e documenti acquisiti dalla Commissione, in riferimento ai reati di cui agli articoli 416 e 416-bis del codice penale, non puo` essere opposto ad altre Commissioni parlamentari di inchiesta.

Art. 5.

(Obbligo del segreto)
1. I componenti della Commissione, il personale addetto alla stessa ed ogni altra persona che collabora con la Commissione o compie o concorre a compiere atti di inchiesta, oppure ne viene a conoscenza per ragioni di ufficio o di servizio, sono obbligati al segreto per tutto quanto riguarda gli atti e i documenti di cui all’articolo 4, comma 2.
2. Salvo che il fatto costituisca piu` grave reato, la violazione del segreto di cui al comma 1, nonche´ la diffusione in tutto o in parte, anche per riassunto o informazione, di atti o documenti del procedimento di inchiesta dei quali sia stata vietata la divulgazione, sono punite ai sensi dell’articolo 326 del codice penale.

Art. 6.

(Organizzazione interna)

1. L’attivita` e il funzionamento della Commissione sono disciplinati da un regolamento interno approvato dalla Commissione stessa prima dell’inizio dei lavori. Ciascun componente puo` proporre la modifica delle norme regolamentari.
2. La Commissione puo` organizzare la propria attivita` anche attraverso uno o piu` gruppi di lavoro, costituiti secondo il regolamento di cui al comma 1.
3. Tutte le volte che lo ritenga opportuno, la Commissione puo` riunirsi in seduta segreta.
4. La Commissione puo` avvalersi, per l’espletamento delle indagini e per ogni altro atto di sua competenza, secondo le indicazioni del regolamento di cui al comma 1, dell’opera di agenti e ufficiali di polizia giudiziaria e di tutte le collaborazioni che ritenga necessarie.
5. La Commissione puo` avvalersi, altresi`, della collaborazione di personale particolarmente qualificato ed esperto delle diverse discipline, nella qualita` di consulenti, nonche´ di organi pubblici quali l’Istituto superiore di sanita`.
6. Per l’espletamento delle sue funzioni la Commissione fruisce di personale, locali e strumenti operativi messi a disposizione dal Senato della Repubblica.
7. Le spese per il funzionamento della Commissione sono poste a carico del bilancio interno del Senato della Repubblica".

FONTE:
(SENATO DELLA REPUBBLICA, XIV LEGISLATURA Doc.XXII n.16
PROPOSTADI INCHIESTAPARLAMENTARE d’iniziativa dei senatori
VALLONE, BORDON, MANCINO, DETTORI, MONTAGNINO, DATO, DANIELI Franco, D’AMICO, GAGLIONE, BAIODOSSI, CAMBURSANO, BEDIN, GIARETTA, D’ANDREA, MANZIONE, COVIELLO, FORMISANO, COLETTI, SOLIANI, DALLACHIESA, TOIA, LIGUORI, VERALDI, MONTICONE, BATTISTI, CASTELLANI, PETRINI, BOCO, ZANCAN, DONATI, MARTONE, CORTIANA, TURRONI, ROTONDO, ROLLANDIN, FABRIS, DENTAMARO, MALABARBA, MUZIO, RIPAMONTI, MODICA, BATTAGLIA Antonio, MONCADA, BERGAMO, ZAPPACOSTA, MULAS, SPECCHIA, RIZZI, MAINARDI, MOLTALBANO, FIRRARELLO, SCALERA, DEZULUETA, CREMA e PETERLINI
COMUNICATA ALLA PRESIDENZA IL 30 GENNAIO 2003
Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulle cause
dell’inquinamento da mercurio prodotto dalle industrie nell’area di
Priolo e sulle malformazioni genetiche neonatali ivi riscontrate).



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