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LE
FOTO SONO STATE SCATTATE IL 5 MAGGIO 2008
Quelle che
vediamo sono foto di un attento navigatore scattate da
un punto di osservazione particolarmente privilegiato
quale può essere la cittadina di Melilli, sorgente ad
oltre 300 metri sul livello del mare, e dalla quale si
domina l'intera pianura assediata da fumosi e puzzolenti
impianti petrolchimici.
Nella sua
missiva il nostro attento navigatore spiega che era da
troppo tempo che lo assillava un dubbio: "perchè i
fuori servizi degli impianti più visibili erano quelli
di Erg e Polimeri, mentre quelli di Esso e Sasol erano
quasi inesistenti".
Eppure alla
Esso e alla Sasol non solo ci sono fermate d'impianto ma
anche fuori servizi e, di conseguenza, devono
necessariamente esserci anche gli sfiaccolamenti in
torcia. Fatto questo ragionamento il nostro navigatore
aggiunge: "quindi
mi sono messo un pidocchio in testa e ho aspettato tanto
fino a quando non li ho beccati".
"Questi signori -
afferma il
nostro navigatore
-
per evitare le grandi nubi nere che fuoriescono dalle
torce fanno come gli indiani , non sembrera’ vero
ma mandano dei segnali di fumo dando il tempo alla prima
nube di disperdersi per poi emetterne un’altra.
E' Il
modo piu’ semplice per sembrare puliti.
Possibilmente ora -
aggiunge
ancora
- tu
e i tuoi lettori del sito vi chiederete come fanno
a regolare questi flussi visto che risulterebbe
impossibile? Ma, forse, una soluzione c’e’ e sarebbe
quella di accumulare tutti gli idrocarburi e gas che
devono bruciare in enormi serbatoi (DP-serbatoi ad alta
pressione) per sfiorarli in atmosfera gradualmente.
Questi segnali di fumo li ho documentati con le foto che
ti ho mandato".
Appare chiaro
che la denuncia del nostro lettore oltre che chiara è
INQUIETANTE e pertanto qualche esperto di questioni
industriali dovrebbe prendersi la briga di controllare
come stanno esattamente le cose.
Salvo
Maccarrone, 06 maggio 2008 |