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PRIOLO IN BREVE

Superficie territoriale kmq 57,59
Altitudine sul livello del mare m. 30
Popolazione residente al censimento del 1991 11.408
Popolazione residente al 31 dicembre 2006 12.062
Nuclei familiari al 31 dicembre 2006 4.169
 

 

IL GALLO ARDITO D'ORO
EMBLEMA DEL COMUNE DI PRIOLO GARGALLO

Un decreto del Presidente della Repubblica, seguendo le regole dell'araldica, descrive lo Stemma concesso al Comune di Priolo con poche parole: di rosso, al gallo ardito d'oro, sulla campagna di verde. Ornamenti esteriori da Comune. Si tratta di uno scudo araldico di forma “sannita”, diviso in due colori (rosso e verde), al centro del quale è posizionato un orgoglioso gallo d'oro visto di profilo e volto a sinistra. L'animale, dal tronco robusto, è riprodotto con un folto piumaggio, appariscente cresta carnosa sul capo, barbigli ai lati del becco, con la zampa sinistra solidamente piantata sulla campagna di verde e la destra ben alzata.
Gli ornamenti esteriori dello scudo (rametti di alloro uniti con nastro tricolore e corona argentea a nove merli ) simboleggiano l'autorità municipale dei cosiddetti Comuni minori.
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CENNI STORICI

La cittadina di Priolo Gargallo, affacciata sul Mar Ionio in splendida posizione geografica (altitudine 30 metri sul livello del mare) sorge lungo la costa sud orientale della Sicilia a 14 chilometri da Siracusa, Comune capoluogo. Ha una popolazione stabile che, stranamente, si attesta quasi sempre intorno ai 12 mila abitanti dal 2001 ad oggi (anno 2008). L'area urbanizzata, lievemente arretrata rispetto alla costa, sorge a Nord-Est dell'ampia pianura la quale è leggermente accidentata da impercettibili dislivelli che, in alcuni punti, raggiungono altitudini oltre i 50 metri sul livello del mare.
La pianura costiera, che corre quasi parallela al Tavolato dei Monti Climiti è oggi (compreso il tratto che fiancheggia il litorale) completamente stravolta, rispetto al suo assetto originario, da imponenti stabilimenti industriali che hanno, sin dalla metà degli anni Cinquanta, modificato in maniera irreversibile i caratteri del paesaggio e l'equilibrio ambientale della costa.

 

1809: FONDAZIONE DEL BORGO FEUDALE DI PRIOLO
La sua fondazione, come borgo feudale, risale al 1809 epoca in cui un patrizio siracusano, Tommaso Gargallo, ottenne dal re di Sicilia, Ferdinando III di Borbone, la licenza di popolarlo. Per quattro anni (dal 1813 al 1817) Priolo si fregierà del titolo di comune indipendente; poi, per le mutate condizioni politiche, verrà relegato a frazione di Siracusa da cui si distaccherà solamente nel 1979, dopo 162 anni.

12 LUGLIO 1979: PRIOLO OTTIENE L'AUTONOMIA COMUNALE
Nel 1979, dopo una controversa battaglia popolare pilotata dai maggiorenti del luogo, Priolo Gargallo conquista finalmente la tanto agognata Autonomia amministrativa.


ZONA INDUSTRIALE, UNA DIFFICILE CONVIVENZA
Un polo industriale imposto dall'alto ha quasi cancellato l'identità storica del giovane Comune
Infatti sul territorio di Priolo, sin dagli anni Cinquanta, si è insediata la realtà industriale più corposa del "Mezzogiorno". Una industria "pesante" tra chimica di base e petrolchimica che costituisce un polo strategico in grado di contribuire in maniera notevole al "PIL" (Prodotto Interno Lordo) italiano.
A causa di questi fumosi impianti gli abitanti del triangolo industriale Priolo, Augusta, Melilli, sono costretti a convivere con le paure, con i guasti, con gli inquinamenti, con le continue emergenze sanitarie e di protezione civile determinati, in oltre mezzo secolo di incontrollata attività industriale, da una politica locale, provinciale, regionale e nazionale miope mirata solo ad un dissennato sfruttamento del territorio nonchè a facili arricchimenti.
E tutto questo con grande disprezzo della vita umana (vedasi i clamorosi arresti dei vertici dello stabilimento Enichem, nel gennaio 2003, nell'ambito di una inchiesta sullo smaltimento di rifiuti speciali denominata "OPERAZIONE MARE ROSSO") secondo l'arrogante ed inaccettabile logica "se io inquino do lavoro, viceversa tutti a casa...".
In un documento del Senato della Repubblica del 2003, relativo alla istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulle cause dell'inquinamento da mercurio prodotto dalle industrie nell'area di Priolo e sulle malformazioni genetiche neonatali riscontrate, si legge testualmente: " L'entità del disastro ambientale che colpisce l'area industriale di Priolo e le relative conseguenze sulla salute pubblica, sfuggono ad ogni piu' pessimistica valutazione".

 
 

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