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IL
GALLO ARDITO D'ORO
EMBLEMA DEL COMUNE DI PRIOLO
GARGALLO
Un
decreto del Presidente della
Repubblica, seguendo le regole
dell'araldica, descrive lo Stemma
concesso al Comune di Priolo con
poche parole: di rosso, al gallo
ardito d'oro, sulla campagna di
verde. Ornamenti esteriori da
Comune. Si tratta di uno scudo
araldico di forma “sannita”, diviso
in due colori (rosso e verde), al
centro del quale è posizionato un
orgoglioso gallo d'oro visto di
profilo e volto a sinistra.
L'animale, dal tronco robusto, è
riprodotto con un folto piumaggio,
appariscente cresta carnosa sul
capo, barbigli ai lati del becco,
con la zampa sinistra solidamente
piantata sulla campagna di verde e
la destra ben alzata.
Gli ornamenti esteriori dello scudo
(rametti di alloro uniti con nastro
tricolore e corona argentea a nove
merli ) simboleggiano l'autorità
municipale dei cosiddetti Comuni
minori. : |
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CENNI STORICI
La cittadina di Priolo Gargallo,
affacciata sul Mar Ionio in
splendida posizione geografica
(altitudine 30 metri sul livello del
mare) sorge lungo la costa sud
orientale della Sicilia a 14
chilometri da Siracusa, Comune
capoluogo. Ha una popolazione
stabile che, stranamente, si attesta
quasi sempre intorno ai 12 mila
abitanti dal 2001 ad oggi (anno
2008). L'area urbanizzata,
lievemente arretrata rispetto alla
costa, sorge a Nord-Est dell'ampia
pianura la quale è leggermente
accidentata da impercettibili
dislivelli che, in alcuni punti,
raggiungono altitudini oltre i 50
metri sul livello del mare.
La pianura costiera, che corre quasi
parallela al Tavolato dei Monti
Climiti è oggi (compreso il tratto
che fiancheggia il litorale)
completamente stravolta, rispetto al
suo assetto originario, da imponenti
stabilimenti industriali che hanno,
sin dalla metà degli anni Cinquanta,
modificato in maniera irreversibile
i caratteri del paesaggio e
l'equilibrio ambientale della costa.
1809:
FONDAZIONE DEL BORGO FEUDALE DI
PRIOLO
La sua fondazione, come borgo
feudale, risale al 1809 epoca in cui
un patrizio siracusano, Tommaso
Gargallo, ottenne dal re di Sicilia,
Ferdinando III di Borbone, la
licenza di popolarlo. Per quattro
anni (dal 1813 al 1817) Priolo si
fregierà del titolo di comune
indipendente; poi, per le mutate
condizioni politiche, verrà relegato
a frazione di Siracusa da cui si distaccherà solamente nel 1979, dopo
162 anni.
12 LUGLIO
1979: PRIOLO OTTIENE L'AUTONOMIA
COMUNALE
Nel 1979, dopo una controversa
battaglia popolare pilotata dai
maggiorenti del luogo, Priolo
Gargallo conquista finalmente la
tanto agognata Autonomia
amministrativa.
ZONA
INDUSTRIALE, UNA DIFFICILE
CONVIVENZA
Un polo industriale imposto
dall'alto ha quasi cancellato l'identità
storica del giovane Comune
Infatti sul territorio di Priolo,
sin dagli anni Cinquanta, si è
insediata la realtà industriale più
corposa del "Mezzogiorno". Una
industria "pesante" tra chimica di
base e petrolchimica che costituisce
un polo strategico in grado di
contribuire in maniera notevole al
"PIL" (Prodotto Interno Lordo)
italiano.
A causa di questi fumosi impianti
gli abitanti del triangolo
industriale Priolo, Augusta, Melilli,
sono costretti a convivere con le
paure, con i guasti, con gli
inquinamenti, con le continue
emergenze sanitarie e di protezione
civile determinati, in oltre mezzo
secolo di incontrollata attività
industriale, da una politica locale,
provinciale, regionale e nazionale
miope mirata solo ad un dissennato
sfruttamento del territorio nonchè a
facili arricchimenti.
E tutto questo con grande disprezzo
della vita umana (vedasi i clamorosi
arresti dei vertici dello
stabilimento Enichem, nel gennaio
2003, nell'ambito di una inchiesta
sullo smaltimento di rifiuti
speciali denominata "OPERAZIONE MARE
ROSSO") secondo l'arrogante ed
inaccettabile logica "se io inquino
do lavoro, viceversa tutti a
casa...".
In un documento del Senato della
Repubblica del 2003, relativo alla
istituzione di una Commissione
parlamentare di inchiesta sulle
cause dell'inquinamento da mercurio
prodotto dalle industrie nell'area
di Priolo e sulle malformazioni
genetiche neonatali riscontrate, si
legge testualmente: " L'entità del
disastro ambientale che colpisce
l'area industriale di Priolo e le
relative conseguenze sulla salute
pubblica, sfuggono ad ogni piu'
pessimistica valutazione".
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