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L'italia va avanti perché ci sono i fessi. I fessi lavorano, pagano e crepano. Chi fa la figura di mandare avanti l'Italia sono i furbi, che non fanno nulla, spendono e se la godono. GIUSEPPE PREZZOLINI

 
 

Il malcontento è il primo passo verso il progresso

(Oscar Wilde)

 

PRIOLO, RESOCONTO DEL CORTEO DEL 12 SETTEMBRE 2009, ORE 18:00

Priolo seppellisce per sempre il rigassificatore Ionio Gas e lancia un messaggio alla classe politica dominante, ai sindacati e agli industriali:

“Basta con le prese per i fondelli. Sìamo stufi”

 “IL nostro paese non è degli industriali…non siamo in vendita”

Priolo - Tutti per le strade per contrastare l'arroganza di politici, industriali e sindacati che vorrebbero piazzare sotto il sedere dei residenti una bomba atomica.

Un mare in tempesta, agitatissimo, spumeggiante, dai colori mutanti, terribile ma nello stesso tempo meraviglioso, formato da centinaia e centinaia di giovani, meno giovani, giovanissimi , tutti super coloratissimi,  ha  sommerso le strade di Priolo, partendo nel tardo pomeriggio del 12 settembre 2009,  dalla piazzetta di via Reno in San Focà e snodandosi come un serpentone impazzito ma allegro nella sua follia, per le vie Mostringiano, Pentapoli, Castellentini, fino ad approdare rumorosamente in Piazza Quattro Canti ove erano in attesa attonita altre centinaia di persone che, attratte dall’insolito movimento e dagli slogan sparati a squarciagola,  avevano  momentaneamente abbandonato le loro case per riversarsi in piazza.

“Mai viste a Priolo tante persone in un sol colpo” – è stato il commento stupito di un folto gruppetto di priolesi fermi in piazza con le bocche spalancate. Coloro  che amano fare conteggi e statistiche non hanno  avuto dubbi nell’affermare che in strada si è riversata una fiumana di gente quantificata in oltre mille unità. Una vera e propria invasione di cavallette umane.

Oltre 1000 (mille) unità è un numero impressionante se si pensa che quando si parla di protestare contro la zona industriale parecchi, per paura di ricatti occupazionali o ritorsioni  sul posto di lavoro, sinora avevano preferito non partecipare .  Sabato  sera invece  tutti per strada con in gola un grido corale che si è levato altissimo  per penetrare nelle vicinissime e fumosissime ciminiere della Erg Nord vomitanti eterni fumi e fiamme fino a farle idealmente esplodere  : “IL nostro paese non è degli industriali…non siamo in vendita”

Un coro, acutissimo, lunghissimo, rabbioso, impressionante ma anche commovente . Priolo si desta, agitato e trasportato  dalle nuove generazioni  che per comunicare le loro angosce ma anche la bontà dei loro progetti futuri,  si sono dati appuntamento sul Social Network “Facebook” , consultando continuamente uno dei siti più popolari di Priolo denominato www.maccarone.da.ru ,  una vera miniera di informazioni sui guasti ambientali e i tantissimi profili personalizzati con bacheche stracariche di messaggi quasi tutti contro il rigassificatore.

Il Popolo di Facebook ha voluto così far sentire il suo dissenso  e sprezzo verso scelte che in questo comune  sono sempre calate dall’alto. Scelte, foraggiate da industriali senza scrupoli,  accolte senza fiatare da una classe politica spesso corrotta e da un sindacato  miope che invece di  tutelare gli interessi dei lavoratori e la loro vita, sono andati e continuano ad andare a braccetto con industriali senz'anima calandosi regolarmente le brache.

La vicenda dell’impianto clorosoda è emblematica: politici, industriali, sindacati e perfino operai, sapevano dell’estrema pericolosità di quell’ impianto, eppure vedevano e  chiudevano occhi quando l’azzurro mar Ionio si tingeva di rosso effetto dell’inquinamento da tonnellate di mercurio sversate impunemente in mare.  Nessun allarme lanciato e i priolesi continuavano imperterriti a fare i bagni a Marina di Priolo o a pescare nella vicina penisola Magnisi. Silenzi criminali. Quegli inquinamenti da mercurio lentamente hanno portato  e continuano a portare nella tomba centinaia di lavoratori  e distrutto la vita ad altre centinaia.  Sconvolta anche l’esistenza di coloro che mai avevano messo piede  in quell’inferno di impianto clorosoda. Vittime innocenti che gridano giustizia.

La marea umana, una volta approdata in piazza, ha voluto ascoltare un comizio fatto, per la maggior parte, da persone gradite alla folla. Fischi senza appello agli altri.

Ma la immensa folla invano ha cercato con gli occhi , in tutte le direzioni,  quei magnifici  sette che tra il 2006 e il 2007, in ogni crocicchio di strada, in ogni rione e, addirittura,  in consiglio comunale, terrorizzavano la popolazione di Priolo raccontando di esplosioni, di morti e di estrema pericolosità dell’impianto di rigassificazione. Ai quattro venti ne evidenziavano  sia l’insicurezza del sito prescelto (Erg Nord) , che la presenza di una base Nato oltre che i pericoli di un terremoto sempre in agguato e la estrema pochezza di posti di lavoro che tale impianto porta.

Ma chi erano quei meravigliosi sette, oggi volatilizzati nel nulla?

Una foto li ha immortalati  e poiché non tutti sanno dare loro un nome, tocca a noi la tragica incombenza:

da sinistra verso destra: Antonello Rizza (oggi sindaco di Priolo), Pippo Marotta (oggi assessore della giunta Rizza), Tanino Romano (consigliere comunale) Tonino Margagliotti (assessore nonché vicesindaco della giunta Toppi), Sebastiano Boscarino (consigliere comunale),  Franca Marsala (consigliere comunale), Salvatore Fortuna (consigliere comunale).

Ma come? Si è chiesta la gente. Mancavano alla manifestazione proprio costoro che per diversi anni hanno invitato la popolazione a dire NO AL RIGASSIFICATORE?

MA CHE IMBROGLIO E' MAI QUESTO?

La gente non capisce, è confusa e attende che questi sette signori (che tutt’ora, a parte Fortuna , trombato alle ultime elezioni, e qualcun altro, vivono e vegetano dentro il palazzo municipale)  scendano in piazza per spiegare i motivi di questa loro clamorosa assenza che sabato sera, 12 settembre 2009, ha assunto  il sapore amaro di un alto tradimento.

Criticatissimo il sindaco Rizza, per questa sua assenza. E poiché non ha inteso rappresentare quel popolo che lo aveva eletto marciando alla testa del suo Popolo, quello stesso popolo che si è sentito abbandonato da lui che urlava a perdifiato NO al rigassificatore, ne chiederà a gran voce le dimissioni, per assoluta mancanza di rappresentatività. Si percorreranno , come abbiamo udito da più parti, tutte le vie legali ma anche quelle politiche per allontanare un sindaco che viene visto come “un pericolo per la collettività”.

Insomma un autunno ben caldo si prepara a Priolo, terra , definita da certi  industriali, di “babbei” ove i “furbi” possono far di tutto senza tanti problemi.

 

UNA VIGNETTA CHE CARATTERIZZA LA PROVINCIA «BABBA» DI SIRACUSA

TUTTO AI FESSI SIRACUSANI

Il commento dell'autista: - Eh,eh,eh...Tutto nel territorio dei SIRAUSANI BABBI: Rifiuti TOSSICI, NOCIVI, OSPEDALIERI, E ALTRO DI CUI E' MEGLIO NON BEN SPECIFICARE....E' un lavoro che si fa ormai da almeno mezzo secolo e ad occhi chiusi. Tanto nessuno si lamenta. E come si guadagna bene!!!! Alla faccia vostra!
 

La prossima puntata della fiumana umana si registrerà la sera del 17 settembre 2009 nell’aula consiliare di Priolo ove il Consiglio comunale sarà chiamato a discutere una mozione politica contro il rigassificatore Ionio Gas. E qui, in questa sede istituzionale, già all'orizzonte si intravedono ombre nerissime. Pare infatti che il Consiglio comunale di Priolo, non abbia minimamente intenzione di approvare alcuna mozione contro il rigassificatore. Incredibile: quel consiglio comunale che il 30 aprile 2007 approvò all'unanimità una mozione di indirizzo politico, oggi rinnega quel solenne impegno.

E anche qui il popolo si è chiesto: MA CHE RAZZA DI ULTERIORE IMBROGLIO E' MAI QUESTO?

E' chiaro che necessitano risposte chiare ed urgenti capaci di sgomberare il campo da facili illazioni non certo leggere sulla "moralita" del Consiglio comunale.

Intanto, come avevamo noi previsto già una decina di giorni orsono, l’ ennesima conferenza di Servizi – Farsa,  convocata a Palermo dall’assessorato all’industria, subirà un ulteriore rinvio.

Nel frattempo il Popolo Inquinato si augura che la Shell si decida , una volta per tutte, ad abbandonare questa join-venture fallimentare con  Erg con buon pace dei residenti nel triangolo industriale della morte Priolo, Augusta, Melilli, che potranno così vivere più sereni.

Salvo Maccarrone, 12 settembre 2009

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