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PRIOLO, RESOCONTO DEL CORTEO DEL 12 SETTEMBRE 2009, ORE
18:00
Priolo seppellisce per sempre il
rigassificatore Ionio Gas e
lancia un messaggio alla classe
politica dominante, ai sindacati
e agli industriali:
“Basta con le prese per i
fondelli. Sìamo stufi”

“IL
nostro paese non è degli
industriali…non siamo in
vendita”
Priolo - Tutti per le strade per
contrastare l'arroganza di
politici, industriali e
sindacati che vorrebbero
piazzare sotto il sedere dei
residenti una bomba atomica.
Un mare in tempesta,
agitatissimo, spumeggiante, dai
colori mutanti, terribile ma
nello stesso tempo meraviglioso,
formato da centinaia e centinaia
di giovani, meno giovani,
giovanissimi , tutti super
coloratissimi, ha sommerso le
strade di Priolo, partendo nel
tardo pomeriggio del 12
settembre 2009, dalla piazzetta
di via Reno in San Focà e
snodandosi come un serpentone
impazzito ma allegro nella sua
follia, per le vie Mostringiano,
Pentapoli, Castellentini, fino
ad approdare rumorosamente in
Piazza Quattro Canti ove erano
in attesa attonita altre
centinaia di persone che,
attratte dall’insolito movimento
e dagli slogan sparati a
squarciagola, avevano
momentaneamente abbandonato le
loro case per riversarsi in
piazza.

“Mai viste a Priolo tante
persone in un sol colpo” – è
stato il commento stupito di un
folto gruppetto di priolesi
fermi in piazza con le bocche
spalancate. Coloro che amano
fare conteggi e statistiche non
hanno avuto dubbi
nell’affermare che in strada si
è riversata una fiumana di gente
quantificata in oltre mille
unità. Una vera e propria
invasione di cavallette umane.

Oltre 1000 (mille) unità è un numero
impressionante se si pensa che
quando si parla di protestare
contro la zona industriale
parecchi, per paura di ricatti
occupazionali o ritorsioni sul
posto di lavoro, sinora avevano
preferito non partecipare .
Sabato sera invece tutti per
strada con in gola un grido
corale che si è levato altissimo
per penetrare nelle vicinissime
e fumosissime ciminiere della
Erg Nord vomitanti eterni fumi e
fiamme fino a farle idealmente
esplodere : “IL nostro paese
non è degli industriali…non
siamo in vendita”

Un coro, acutissimo, lunghissimo,
rabbioso, impressionante ma anche
commovente . Priolo si desta,
agitato e trasportato dalle
nuove generazioni che per
comunicare le loro angosce ma
anche la bontà dei loro progetti
futuri, si sono dati
appuntamento sul Social Network
“Facebook” , consultando
continuamente uno dei siti più
popolari di Priolo denominato
www.maccarone.da.ru
, una
vera miniera di informazioni sui
guasti ambientali e i tantissimi
profili personalizzati con
bacheche stracariche di messaggi
quasi tutti contro il
rigassificatore.

Il Popolo di Facebook ha voluto
così far sentire il suo dissenso
e sprezzo verso scelte che in
questo comune sono sempre
calate dall’alto. Scelte,
foraggiate da industriali senza
scrupoli, accolte senza fiatare
da una classe politica spesso
corrotta e da un sindacato
miope che invece di tutelare
gli interessi dei lavoratori e
la loro vita, sono andati e
continuano ad andare a braccetto
con industriali senz'anima calandosi regolarmente le
brache.
La vicenda dell’impianto clorosoda è emblematica:
politici, industriali, sindacati
e perfino operai, sapevano
dell’estrema pericolosità di
quell’ impianto, eppure vedevano
e chiudevano occhi quando
l’azzurro mar Ionio
si tingeva
di rosso
effetto
dell’inquinamento da tonnellate
di mercurio sversate impunemente
in mare. Nessun allarme
lanciato e i priolesi
continuavano imperterriti a fare
i bagni a Marina di Priolo o a
pescare nella vicina penisola
Magnisi. Silenzi criminali.
Quegli inquinamenti da mercurio
lentamente hanno portato e
continuano a portare nella tomba
centinaia di lavoratori e
distrutto la vita ad altre
centinaia. Sconvolta anche
l’esistenza di coloro che mai
avevano messo piede in
quell’inferno di impianto clorosoda. Vittime innocenti che
gridano giustizia.

La marea umana, una volta
approdata in piazza, ha voluto
ascoltare un comizio fatto, per
la maggior parte, da persone
gradite alla folla. Fischi senza
appello agli altri.

Ma la immensa folla invano ha
cercato con gli occhi , in tutte
le direzioni, quei magnifici
sette che tra il 2006 e il
2007, in ogni crocicchio di
strada, in ogni rione e,
addirittura, in consiglio
comunale, terrorizzavano la
popolazione di Priolo raccontando
di esplosioni, di morti e di
estrema pericolosità
dell’impianto di rigassificazione.
Ai quattro venti ne
evidenziavano sia l’insicurezza
del sito prescelto (Erg Nord) ,
che la presenza di una base Nato
oltre che i pericoli di un
terremoto sempre in agguato e la
estrema pochezza di posti di
lavoro che tale impianto porta.

Ma chi erano quei meravigliosi
sette, oggi volatilizzati nel nulla?
Una foto li ha immortalati e
poiché non tutti sanno dare loro
un nome, tocca a noi la tragica
incombenza:
da
sinistra verso destra: Antonello
Rizza (oggi sindaco di Priolo),
Pippo Marotta (oggi assessore
della giunta Rizza), Tanino
Romano (consigliere comunale)
Tonino Margagliotti (assessore
nonché vicesindaco della giunta
Toppi), Sebastiano Boscarino
(consigliere comunale), Franca
Marsala (consigliere comunale),
Salvatore Fortuna (consigliere
comunale).
Ma come? Si è chiesta la gente.
Mancavano alla manifestazione
proprio costoro che per diversi
anni hanno invitato la
popolazione a dire NO AL
RIGASSIFICATORE?
MA CHE IMBROGLIO E' MAI QUESTO?
La gente non capisce, è confusa
e attende che questi sette
signori (che tutt’ora, a parte
Fortuna , trombato alle ultime
elezioni, e qualcun altro,
vivono e vegetano dentro il
palazzo municipale) scendano in
piazza per spiegare i motivi di
questa loro clamorosa assenza
che sabato sera, 12 settembre
2009, ha assunto il sapore
amaro di un alto tradimento.
Criticatissimo il sindaco Rizza,
per questa sua assenza. E poiché
non ha inteso rappresentare quel
popolo che lo aveva eletto
marciando alla testa del suo
Popolo, quello stesso popolo che
si è sentito abbandonato da lui
che urlava a perdifiato NO al
rigassificatore, ne chiederà a
gran voce le dimissioni, per
assoluta mancanza di
rappresentatività. Si
percorreranno , come abbiamo
udito da più parti, tutte le vie
legali ma anche quelle politiche
per allontanare un sindaco che
viene visto come “un pericolo
per la collettività”.

Insomma un autunno ben caldo si
prepara a Priolo, terra ,
definita da certi industriali,
di “babbei” ove i “furbi”
possono far di tutto senza tanti
problemi.
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UNA VIGNETTA
CHE CARATTERIZZA LA PROVINCIA
«BABBA»
DI SIRACUSA
TUTTO AI FESSI
SIRACUSANI

Il commento
dell'autista: - Eh,eh,eh...Tutto
nel territorio dei SIRAUSANI
BABBI: Rifiuti TOSSICI, NOCIVI,
OSPEDALIERI, E ALTRO DI CUI E'
MEGLIO NON BEN SPECIFICARE....E'
un lavoro che si fa ormai da
almeno mezzo secolo e ad occhi
chiusi. Tanto nessuno si
lamenta. E come si guadagna
bene!!!! Alla faccia vostra!
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La prossima puntata della
fiumana umana si registrerà la
sera del 17 settembre 2009
nell’aula consiliare di Priolo
ove il Consiglio comunale sarà
chiamato a discutere una mozione
politica contro il
rigassificatore Ionio Gas. E
qui, in questa sede
istituzionale, già all'orizzonte
si intravedono ombre nerissime.
Pare infatti che il Consiglio
comunale di Priolo, non abbia
minimamente intenzione di
approvare alcuna mozione contro
il rigassificatore. Incredibile:
quel consiglio comunale che il
30 aprile 2007 approvò all'unanimità
una
mozione di indirizzo politico,
oggi rinnega quel solenne
impegno.
E anche qui il popolo si è
chiesto: MA CHE RAZZA DI
ULTERIORE IMBROGLIO E' MAI
QUESTO?
E' chiaro che necessitano
risposte chiare ed urgenti
capaci di sgomberare il campo da
facili illazioni non certo
leggere sulla "moralita" del
Consiglio comunale.

Intanto, come avevamo noi
previsto già una decina di
giorni orsono, l’ ennesima
conferenza di Servizi – Farsa,
convocata a Palermo
dall’assessorato all’industria,
subirà un ulteriore rinvio.
Nel
frattempo il Popolo Inquinato si
augura che la Shell si decida ,
una volta per tutte, ad
abbandonare questa join-venture
fallimentare con Erg con buon
pace dei residenti nel triangolo
industriale della morte Priolo,
Augusta, Melilli, che potranno
così vivere più sereni.
Salvo Maccarrone, 12 settembre
2009
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